martedì 21 agosto 2012

GRADO (Gorizia) - Nota etimologica di paesi friulani

Panorama di Grado (alta risoluzione)


    
GRADO Importante vicus (oggi diremmo “sobborgo” o “frazione”) di Aquileia, Grado non conosce - diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare - documentazioni di epoca classica. 
Le prime attestazioni, riportate dal Chronicon Altinate, risalgono ad avvenimenti databili al 550 circa, quando il luogo viene citato sotto forma di aggettivo (cives Aquilegie... in Gradense castrum fugientes); successivamente riappare fra il 557 e il 569 come ad Gradum insulam. 
C'è stata a lungo confusione ed incertezza sul corretto significato del toponimo: eppure già alla fine del 1700 qualcuno (forse D. Giacomo Gregori) ne aveva intuito il senso, interpretandolo come “sorta di pontile” e accostandolo - correttamente - al Grado Marsiliense (di Marsiglia). In effetti nell'antichità molti approdi marittimi e fluviali avevano il nome di Gradus: alcuni di essi si sono perpetuati fino ad oggi, quali - oltre al nostro - il provenzale Grau, su un ramo del delta del Rodano, nella Francia di sud-est, e San Pietro in Grado, antico porto di Pisa, alla foce dell'Arno. 
Il significato del latino 'gradus' era precisamente quello di “porto”, “scalo” (cioè quasi “gradino di approdo”).


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