mercoledì 17 ottobre 2012

STORIA DELL'ARCHITETTURA ITALIANA - L'OTTOCENTO (History of Italian architecture - The Nineteenth Century)


Arco della Pace - Milano

    
L'Italia invasa da Napoleone ebbe un assestamento provvisorio di repubbliche democratiche, sovvertite dagli austro-russi con la restaurazione dei vecchi governi (1799).
Risorta a Marengo la fortuna del Bonaparte, che nel 1804 si proclama imperatore, la Cisalpina è eretta in Regno Italico, il quale gode dieci anni di pace assicurata dalle armi.
Quando l'astro tramonta, la dominazione austriaca comprime le libertà civili, e le vane apparenze non illudono piú.
Nelle arti attecchisce la schiavitù del neoclassicismo (di tipo francese), riforma propugnata nell'illustrare i monumenti antichi dal Winckelmann e difesa, con esempi di maggior autorità teorica che pratica, dal pittore Mengs.
I modelli pittorici devono essere le statue greco-romane; le sculture non possono essere che repliche meccaniche di queste, e le fabbriche, generalmente ad un solo ordine, perdono l'armoniosa grandezza del Pantheon, degli archi di trionfo e dei templi greci: la sintassi del disegno le raffredda con vuote convenzioni.
L'immediatezza del pensiero si condanna con la composta severità delle attitudini e con lo scrupolo delle linee corrette e delle masse misurate.
Per eliminare le piú enfatiche o sonore prove del barocco e per dissentire dalle languidezze del rococò, gl'ingegni si conformano in fiacche imitazioni all'archeologia: si viziano e si spengono.


ARCHITETTURA ITALIANA


Milano - Parco Sempione, sullo sfondo il Castello Sforzesco

   
L'arte, impastoiatasi nelle pedanterie dei vitruviani e dei palladiani che avevano frainteso, insieme con i precetti dello scrittore antico, gli ardimenti del Vignola, e deformato la modernità classica del vicentino, si adagiò inerte nel passato, e non sentí la voce del proprio tempo.
   
Foro Bonaparte - Milano


    
A Milano, che Napoleone considerava come la seconda capitale dell'impero, non fu mai attuato il progetto di Giovanni Antolini (1804) per il vastissimo Foro Bonaparte, che doveva trasformare il Castello, aggiungendovi una serie spettacolosa di edifici pubblici; ma LUGI CAGNOLA (1772-1883) costruí lo "Arco della Pace" che, come quello parigino del Carosello, arieggia nella struttura, nei tre formici e nella sestiga di bronzo, modellata da Abbondio Sangiorgio, l'arco di Settimio Severo.
Faceva parte degli apparati per l'arrivo del viceré Eugenio Beauharnais (1806), ed il suo ordinamento di una perfezione solenne gli valse la stabilità in marmo.
  
Milano - Ingresso dell'Arena Civica


    
Integrando le non opposte reminiscenze dei teatri e dei circhi romani, LUIGI CANONICA (1764-1844) traccia, nel 1806-1807, la "Arena", con due porte - trionfale e libitinaria - ed un enorme pulvinare: concezione piú robusta negli effetti di spazio che nei rapporti delle membrature.
   
Duomo di Milano


    
Alla facciata del Duomo pongono termine, fra il 1805 ed il '13 - e gli anacronismi stilistici ne investono tutte le statue! -, GIUSEPPE ZANOIA (1752-1817) e CARLO AMATI (1776-1852).
   
San Carlo al Corso - Milano


    
A Carlo Amati si deve la chiesa di San Carlo al Corso che, pur ricopiando nella pianta centrale il Pantheon, difetta di slancio nella cupola e di proporzioni nel portico avvolgente la piazza.
  
Gran Madre di Dio - Torino


    
Dal medesimo esempio classico non apprendono che insipidezza arcaica la "Gran Madre di Dio", eretta a Torino da FERDINANDO BONSIGNORE (I760-1843), a memoria del ritorno dall'esilio di Vittorio Emanuele I (1814), ed il "San Francesco da Paola" in Napoli, con due cupole di rinfianco alla maggiore, can il pronao ottastilo ed il portico voluto dal Murat: ampia e fredda riduzione dall'antico di PIETRO BIANCHI (1787-1849).
   
San Francesco da Paola - Napoli


    
Palazzo di Capodimonte - Napoli
    
Teatro San Carlo - Napoli

   
Ancora a Napoli, il "Palazzo di Capodimonte", compiuto fra il 1834 ed il '39, fu disegno del settecentista Giovanni Antonio Mediano, come il "Teatro San Carlo", famosa reggia della musica, cui ANTONIO NICCOLINI (XIX secolo) aggiunse l'atrio maestoso e la loggia, non supponendo di dover ricostruire e modificare tutta la mole dopo l'incendio del 1816.
    
Piazza del Popolo - Roma
   
A Roma, GIUSEPPE VALADIER (1763-1839), unendo la perizia del restauratore di monumenti alla fama d'architetto, fu adoperato con molto plauso, e ideò la "Piazza del Popolo" che, mossa dai due grandi emicicli ed animata dalle due fontane, ha per sfondo le pittoresche salite del Pincio.
  
Piazza della Repubblica - Roma


   
Palazzo Kock (Banca d'Italia) - Roma
   
Palazzo Margherita - Roma

    
Nella Piazza della Repubblica a Roma (Piazza Esedra di Termini), trionfale ingresso della città, che allarga due alti edifici a semicerchio, con fasto fra romano e scenografico, GAETANO KOCK (1838-1909) ingrandì le consuetudini neoclassiche, e tanto nel quadrato palazzo della "Banca d'Italia" quanto nel signorile "Palazzo Margherita" dimostrò vigorosa nobiltà di concetti.
Due opere che potevano concretare, nella nuovo regno, le aspirazioni di tutto un popolo libero dagli stranieri, furono messe a concorso, ma ottennero risultati mediocri.
  
Palazzo di Giustizia - Roma


     
Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano) - Roma

    
Il "Palazzo di Giustizia" del perugino GUGLIELMO GALDERINI (1837-1916), poderoso nel corpo di mezzo e nelle ali, associa ad un'ossatura quasi militare la noiosa sovrabbondanza dei particolari plastici, ed il "Monumento a Vittorio Emanuele II" (Vittoriano) del marchigiano GIUSEPPE SACCONI (1854-1905) ci fa ricadere nello stile neogreco.
Pregi e difetti sono manifesti nell'imponente costruzione che innalza sulla gigantesca scalea di lucidi marmi il portico antico - simbolico tempio della Patria -, e che dà modo alla scultura di circondare la statua di bronzo del re con bassorilievi e gruppi calmi o concitati.
   
Facciata di Santa Maria del Fiore - Firenze
  
Piazzale Michelangelo (David) - Firenze

    
A Firenze, Atene del Rinascimento, gli ottocentisti procedono canti, eppur non evitano le critiche; EMILIO DE FABRIS (1807-1883) progetta, nel 1870, la simmetrica facciata di "Santa Maria del Fiore", e GIUSEPPE POGGI (1810-1901) immagina il "Piazzale Michelangelo", largo ed armonico belvedere della città.
  
Palazzo della Cassa di Risparmio - Pistoia
   
Palazzo della Cassa di Risparmio - Bologna
  
A Pistoia, il bolognese TITO AZZOLINI (1837-1907) copia il Palazzo Strozzi nella sita "Cassa di Risparmio", mentre la fabbrica destinata in Bologna allo stesso uso riceve organicità di masse e di profili da GIUSEPPE MENGONI (1827-1877) che, nella "Galleria Vittorio Emanuele II" di Milano - enorme passeggiata coperta, di cui è ridottissima imitazione la "Galleria Umberto I" in Napoli (1897) - e nel "Mercato di Firenze", adopera pietra e ferro.
   
Galleria Vittorio Emanuele II - Milano

     
Galleria Umberto I - Napoli


    
Audacia degna d'un gotico spiega nella bizzarra mole torinese ("Mole Antonelliana"), che tramanda il suo nome e raggiunge con la guglia i 167 metri di altezza, ALESSANDRO ANTONELLI (1798-1888); piú temperata nella furia d'ascensione è l'ardita cupola del "San Gaudenzio" in Novara.


Mole Antonelliana - Torino



   
San Gaudenzio - Novara.
    
Cimitero monumentale di Staglieno
   
Al "Camposanto di Staglieno", disegnato a Genova da CARLO BARABINO (1768-1835), giova la bella posizione sulla collina; e favorito parimenti dalle attrattive del paesaggio è il lungo cammino degli archi, a sostegno dell'acquedotto di Lucca, che fa capo ad una rotonda dorica; in esso LORENZO NOTTOLINI (1787-1851) fu uomo pratico ed artista.
   
Acquedotto monumentale di Lucca


    
A Padova, GIUSEPPE JAPPELLI (1785-1852) vince gravi difficoltà di spazio nel preparare il piano del "Caffé Pedrocchi", singolare complesso di logge, di terrazze e di sale, dove i tre ordini si accordano nell'unità  di quell'estetica classica, che poi esaurisce la propria vena romantica fra le gugliette gotiche dell'annessa pasticceria.
  
Caffé Pedrocchi - Padova


   
Fin dagli inizi del secolo XIX, qualche architetto onora l'Italia in paesi forestieri: basti citare GIACOMO QUARENGHI (1744-1817), che serve la corte russa e, in vari edifici disegnati o costruiti, segue le norme palladiane.
  
Teatro Massimo - Palermo


     
Il persistere della maniera neoclassica in ogni genere di fabbriche è palese nel "Teatro Massimo" di Palermo, cominciato nel 1875 da G. B. FILIPPO BASILE (1825-1891) e compiuto da suo figlio ERNESTO (1857) - compositore, in altri campi, ricco di fantasia - nel 1897; in tale invenzione il senso sviluppatissimo dello spazio (mq. 7730) si sottomette all'eleganza dello stile corinzio.

La passività dei neoclassicisti, che ebbe da LUIGI CANINA (1797-1855), architetto e studioso, il conforto d'una storia dei principali popoli antichi, si è fermata qui, e tanto le promesse come le impazienze dell'avvenire sono state raccolte da un accademico contemporaneo, Amerigo Restucci , che n'è giudice imparziale.




1 commento:

TheSweetColours ha detto...

Post interessante!