mercoledì 28 novembre 2012

ISOLA DI MALTA - GOZO - COMINO



     
Fino a qualche anno fa mi capitava spesso di passare brevi vacanze a Malta. Un caro amico di famiglia si era trasferito lì una ventina di anni prima per aprire una piccola fabbrica di calibri, gli affari gli erano andati bene e si fece costruire una grande casa dove soleva ospitare gli amici italiani, tra cui noi. Dunque posso affermare che Malta e le sue isolette satelliti Gozo e Comino, che affiorano come promontori rocciosi nel cuore del Mediterraneo,  per un periodo della mia vita sono state una sorta di casa di vacanza.
   


   
Il nome Malta si riferisce sia all’intero arcipelago sia all’isola principale, situata 93 km a sud della Sicilia e 288 a est della Tunisia. Malta ha una superficie totale di 246 km², Gozo si estende per 67 km² e la minuscola Comino per appena 2,7 km². Le tre isole offrono scenari assai diversi tra loro: il paesaggio di Malta è caratterizzato da colline alte fino a circa 250 metri che dalla parte meridionale digradano dolcemente alla popolata costa settentrionale, frastagliata e semiarida d’aspetto con pochi alberi superstiti.
  
Gozo - Opere della natura  

     
Molto più fertile e verde, grazie al terreno argilloso che trattiene l’acqua piovana, è Gozo. Separa le due isole il canale di Comino, al centro del quale vi è l’arida isoletta omonima.

A Malta e a Gozo l’agricoltura è praticata su un mosaico di terrazze divise da muretti a secco. Malgrado le precipitazioni siano scarse per buona parte dell’anno, questi piccoli appezzamenti di terra rossiccia sono intensamente coltivati a pomodoro, capperi, meloni, ci sono poi vigne che producono ottimi vini locali e uliveti, alberi di fichi e carrubi.
  
Mellieha Bay

    
Le poche spiagge sabbiose sono situate quasi tutte lungo la costa settentrionale di Malta: la più grande è Mellieha Bay, molto popolare tra gli appassionati di windsurf, mentre a ovest, oltre una stretta lingua di terra si trovano altre due piccole spiagge di sabbia dorata, Golden Bay e Ghajn Tuffieha Bay. Un paio di spiaggette di sabbia sono anche a Gozo. Sono i tratti di costa più affollati d’estate, quando il sole splende per dodici ore al giorno nel cielo limpido e blu e le temperature sfiorano i 35°C. l’arcipelago maltese, in effetti, vanta il record europeo delle giornate di sole e ha inverni miti e poco piovosi.
  
Sliema Malta



    
Malta attrae però visitatori anche per la sua affascinante storia, e in particolare per i segni lasciati dagli ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, o Cavalieri di Malta, che tennero dal 1530 – dopo la cessione a opera dell’imperatore Carlo V- come avamposto della cristianità contro i turchi. Ogni angolo della capitale La Valletta e degli altri centri minori situati al di là del Porto Grande e soprannominati “le tre città” – Vittoriosa, Sanglea e Cospicua- testimonia l’influenza dell’Ordine; fu il Gran Maestro Jean Parisot de la Valettea fortificare l’isola e a dare il nome alla nuova capitale, La Valletta, fondata sulla lingua di terra che separa due grandi insenature naturali dell’isola della costa di nord-est.
    
La Valletta



    
Con la sua stretta griglia di strade, racchiusa da imponenti mura difensive, La Valletta fu una delle prime “città nuove” d’Europa. Molti degli splendidi edifici costruiti dai Cavalieri sono sopravvissuti fino ai giorni nostri: il possente ospedale, o Sacra Infirmeria, il Palazzo del Gran Maestro e gli squisiti auberges (residenze) dei Cavalieri.
     
La Valetta - Forte Sant’Angelo



     
Salendo in cima ai bastioni della cittadella e guardando il Porto Grande, è facile immaginarne l’aspetto alla fine del XVI secolo: il massiccio Forte Sant’Angelo, le lunghe insenature del porto con le galee dei Cavalieri e alle loro spalle, sulla collina di Scibberas, la nuovissima capitale. La Vallettavenne infatti costruita dopo la sanguinosa vittoria del 1565 contro i turchi, che posero sotto assedio l’isola stabilendovi anche un abbozzo di capitale a Mdina. Oggi Mdina è una sorta di piccolo museo vivente, “città del silenzio” che all’interno di austere mura arabe racchiude una cattedrale, chiese, conventi, palazzi delle famiglie nobiliari maltesi e un albergo.
     
Luzzu, imbarcazione tipica dei pescatori
con "l'occhio di Osiride"
   
Circa 2500 anni prima che attirassero le mire di Solimano il Magnifico, le isole erano state colonizzate dai fenici. Chissà se l’usanza di questo popolo di navigatori e mercanti, di scolpire l’occhio di Osiride sulla prua delle imbarcazioni, è alla base di quella che ancora oggi si tramanda tra i pescatori maltesi, che si spingono in mare aperto alla ricerca di tonni, pesci spada, dentici e cernie a bordo di barche variopinte chiamate “luzzu”.

Ai fenici seguirono i greci e poi i cartaginesi, ed è da quel nucleo remoto di civiltà che discende la popolazione “autoctona” maltese. Poi l’isola passò sotto il dominio di Roma – per 800 anni- e poi ancora dei bizantini, degli arabi e dei normanni, trasformandosi nei secoli in un crogiolo di genti e di culture. Il cristianesimo vi fu introdotto assai presto, da san Paolo che naufragò  sulle coste isolane nel 60 d.C. durante il suo viaggio da Cesarea s Roma.

Tutt’oggi i maltesi sono profondamente cattolici: gli edifici religiosi che sorgono sull’isola sono tantissimi, dalle maestose cattedrali di Mdina e La Valletta alle minuscole cappelle sul ciglio della strada, e si può dire che ogni paese sia dominato dalla sua chiesa, grandi edifici di pietra gialla con le cupole rosso scuro puntate verso il cielo e due torri in facciata dove su una c’è un vero orologio mentre sull’altra è solo dipinto, per ingannare il diavolo si dice.
     
Cattedrale di S. Giovanni con gli affreschi di Mattia Preti



       
I maltesi sentono particolarmente la Pasqua. Il Venerdì Santo si svolgono lunghe processioni con quadri di legno a grandezza naturale raffiguranti la passione e la morte di Gesù. Nelle celebrazioni della domenica di Pasqua le campane suonano a festa, mentre le statue del Cristo risorto sono portate a spalla per le vie di città e villaggi.

Sfilate e processioni sono invero molto frequenti in tutto l’arcipelago maltese: tra aprile e settembre, ogni parrocchia fa festa in onore del suo santo patrono e la gente si riversa per le strade addobbate con bandierine colorate, al seguito della banda; la chiesa resta illuminata da centinaia di lampadine tutt’intorno le bancarelle vendono dolci. A conclusione si fanno esplodere i fuochi d’artificio acquistati coi risparmi dei parrocchiani.
   
Carnevale a Malta



   
Un’altra ricorrenza che ci tengo a segnalare è il famoso carnevale di Malta, che data addirittura al XVI secolo. Gli isolani hanno continuato la tradizione e ogni anno si uniscono al divertimento  tra carri decorati, sfilate in costume, musiche, danze….e altri fuochi d’artificio. La passione dei maltesi per le feste in genere si estende ai festival musicali di varia natura, dal rock al jazz alla musica corale, alle rassegne gastronomiche e al Festival delle Città Storiche, kermesse di spettacoli folcloristici che si tiene ogni ottobre nelle “tre città”.
      



       
In fatto di tavola, quel che si sperimenta nei ristoranti è per lo più una mescolanza di cucina inglese, retaggio di 150 anni di governo britannico (dal 1800 al 1964) e mediterranea. Ma Malta conta però alcune specialità: si va dall’aljotta, una zuppa di pesce con pomodoro e aglio, o da una più ricca minestra non pasta, verdura e polipo in umido con cipolle, olive, pomodori e capperi, o ai “bragoli”, involtini di manzo ripieni di prosciutto, carne di maiale, uova, pancetta e piselli. Per i grossi appetiti c’è sempre la “timpana”, maccheroni gratinati con carne macinata di manzo e maiale, fegatini di pollo, pancetta, uova e formaggio.

A Malta c’è anche una discreta viticultura. Molti vini imbottigliati sull’isola provengono in realtà dall’Italia, ma è in crescita anche la produzione di vini locali da vitigni internazionali (Merlot e Pinot Grigio per esempio) e autoctoni. Una risorsa in più – oltre al sole, al mare, alla cultura e alla gente – per la prima industria maltese che è oramai certamente il turismo.

Purtroppo da qualche anno Gianfranco, il mio ospitale amico, colpa la crisi economica mondiale ha chiuso la sua piccola industria ha venduto la sua bella casa e si è trasferito in Ungheria, ora insiste perché vada a passare qualche giorno da lui, lo farò certamente, ma già so che non sarà la stessa cosa….
  


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