domenica 13 gennaio 2013

ATRI - Provincia di Teramo

Panorama di Atri


     
Atri è un comune della provincia di Teramo. Cittadina situata in posizione dominante sopra uno sperone in vista del non lontano Adriatico…,  di origine picena, il cui nome era Hatria Picena, iniziò a fiorire all'epoca della colonizzazione romana (III sec. a. C.), raggiungendo quindi un notevole grado di sviluppo economico e artistico come rivelano i cospicui ritrovamenti archeologici.
Soggetta alle devastazioni e alle conquiste operate sul territorio pretuziano da Barbari, Normanni e Svevi durante i "secoli bui" del medioevo, Atri visse travagliate vicende storiche sotto la signoria degli Acquaviva che l'avevano eretta a ducato. La loro corte tuttavia sostenne una attiva e intelligente politica artistica. A conferma di ciò basterebbe la presenza della splendida cattedrale (1285-1305), in stile romanico-gotico, vanto dell’intera regione abruzzese.
L'interno, a tre navate, custodisce nella parte absidale il ciclo di affreschi (1481) opera di Andrea De Litio, considerati un autentico capolavoro pittorico del Rinascimento abruzzese.
Altri monumenti da ricordare sono ad atri quelli di Sant’Agostino (XIV secolo) con interessante portale del 1470 circa. Attribuito ad Andrea Lombardo…, San Domenico, datata agli inizi del XIV secolo…, Sant’Andrea…, San Nicola (1256)…,  il Palazzo dei duchi Acquaviva (XIV-XVIII secolo).
  
Cattedrale di Santa Maria Assunta - Atri


    
La Cattedrale di Santa Maria Assunta  è una delle più imponenti chiese d'Abruzzo, eretta in forme romanico-gotiche alla fine del XIII secolo. Ha una semplice e severa facciata rettangolare, ornata di un portale gotico (XIV secolo) e di un rosone; tre ricchi portali si aprono sul fianco destro, e su quello sinistro si leva il bel campanile romanico dal caratteristico coronamento poligonale a cuspide del XV secolo.
Nell'interno a tre navate su pilastri (l'edificio sorge su avanzi di terme romane di cui restano mosaici pavimentali del III secolo d. C. sotto l'altare; altro mosaico del II secolo è sulla parete di una casa nell'angolo della piazza di fronte alla chiesa), dove possiamo ammirare gustosi affreschi (storie dell'antico e nuovo Testamento...,  Evangelisti..., Dottori e Santi) di Andrea De Litio (XV secolo) rivestono le pareti e le volte della quadrata abside; un battistero rinascimentale lo si incontra nella navata sinistra. - Sul retro, attorno al bel chiostro trecentesco, è il museo della cattedrale dove possiamo ammirare dei paramenti sacri, delle bellissime oreficerie del '200 e del '300, e poi maioliche e codici miniati.
Dal chiostro si accede alla vasta cripta a 5 navate ricavate da una cisterna romana, la cui fronte presenta un portale a quadruplice rientranza, con rilievi del XI-XII secolo.
  
Chiostro di Santa Maria Assunta - Atri


    
Altre interessanti chiese sono: vicinissima alla cattedrale e con analogo campanile, Sant’ Agostino, dal bel portale del  ‘400…, Sant’Andrea, in via Cardinale Cicada, con facciata trecentesca…, più oltre incontriamo San Domenico, del'400, anch'essa con bel portale e con facciata romanica a bande alternate di pietra e di cotto.
  
Chiesa di San Francesco - Atri
      
Chiesa di San Nicola - Atri
   
Proseguendo per il corso principale si incontrano la chiesa di San Francesco, eretta in forme gotiche francescane e trasformata nel '700 (notevoli stucchi), e, oltrepassato il municipio, che ha sede nel severo Palazzo Acquaviva, c’è la chiesa di San Nicola, del 1256.
  
Gran Sasso 


   
Dai viali della Villa Comunale, ci sono belle viste da un lato verso il mare, dall'altro verso la Maiella e il Gran Sasso.
  
Calanchi detti "scrimoni" - Atri


   
Nei dintorni di Atri, lungo la statale n. 553 verso Teramo, ci sono dei grandiosi calanchi di erosione, detti localmente ‘scrimoni’…, mentre sul lato sinistro, all'uscita per Silvi, possiamo visitare le ampie grotte artificiali.
  


   
PS - Specialità locale il dolce detto panducale (Pan ducale).
"Il dolce era preparato dagli atriani fin dal 1352 e con l'arrivo degli Acquaviva nel 1395 lo fecero assaggiare al duca che lo apprezzò così tanto che lo volle ogni giorno sulla sua tavola e fino al 1760 il dolce era esportato in tutta Italia. Cambiò anche nome: da "pizza di mandorle" a "pan ducale"...

Il Pan ducale era così buono che divenne il dolce tipico atriano in tutto l'Abruzzo, la sua forma è quella allungata, mentre per il giorno di San Valentino si veste a festa: a forma di cuore ricoperto di cioccolato fondente.
  

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