venerdì 25 gennaio 2013

PARCO LAZIENKI - Varsavia, Polonia (Lazienki Park - Warsaw)

Palazzo sull'Acqua

     
Ogni volta che desidero intraprendere un viaggio ci tengo a informarmi su cosa vedere una volta raggiunta la meta. Avendo una passione smisurata per parchi e giardini una delle prime ricerche che faccio è appunto questa. Cosa ci trovo di interessante? A parte l’innegabile bellezza di questi luoghi, mi piace conoscerne la storia, capire com’erano e come sono cambiati nel corso degli anni, voglio sapere chi li ha fatti costruire, chi li ha fatti modificare, chi ci passeggiava, chi godeva del loro splendore, in poche parole voglio conoscerli.
  
Bathhouse Palace (Casa del bagno)


     
Dunque, durante il mio viaggio a Varsavia non ho potuto certo trascurare questa destinazione e credo di non esagerare affermando di aver scoperto uno dei parchi più belli d’Europa.

Il parco Lazienki, che si estende per circa 76 ettari e ospita nel suo interno una serie di costruzioni straordinarie che sorgono accanto a piante, laghi e distese di prato, ha assunto il suo aspetto attuale attraverso una serie di aggiustamenti e abbellimenti voluti dai tanti illustri proprietari che si sono succeduti nel corso dei secoli.
  
Monumento a Chopin - Parco Lazienki


   
A cominciare dalla regina Bona Sforza, moglie di Zygmunt Stary, che nel 1548 si era fatta costruire un grande castello di legno nel cuore di quella che, allora, era la fitta e bellissima foresta di Ujazdow. Si sa che all’epoca l’ammirato castello di Bona era circondato da un elegante giardino all’italiana dove, nella bella stagione, si organizzavano feste, recite e spettacoli di ogni genere.

Catturato dalla bellezza del luogo, nel 1624 il re Sigismondo III aveva sostituito il vecchio castello in legno con un nuovo e più solido edificio a pianta quadrata che ricalcava le forme delle roccheforti italiane, con quattro imponenti torrioni esagonali  sistemati negli angoli. E aveva anche deciso di circondare con una invalicabile palizzata i terreni che scendevano verso la Vistola per creare un parco zoologico con bisonti, orsi, cinghiali, cervi, daini e altri animali selvatici che i suoi ospiti potevano osservare in assoluta sicurezza, dall’alto di una torre.

Nel 1683 la proprietà di Ujazdow passa al principe Stanislao Lubomirski, gran maresciallo della corona, che incarica l’architetto Tylman van Gameren  di risistemare le stanze interne del castello e di disegnare un nuovo giardino secondo lo stile formale alla francese, all’epoca di gran moda in tutta Europa, con canali e vasche d’acqua di forma geometrica e ordinati boschetti circondati da siepi e attraversati da viali diritti che si irradiavano a raggiera da radure e piazzole.
  



    
Il principe Stanislao aveva anche chiesto all’architetto van Gameren di progettare alcuni padiglioni da giardino.

Uno di questi, la lussuosa “Casa del bagno”, oltre ad avere dato il suo nome a tutto il complesso (Lazienki infatti significa bagno), costituisce il primo nucleo del celebre “Palazzo sull’acqua” che sarà costruito nel secolo successivo.

L’edificio, circondato da canali e specchi d’acqua, e abbellito con straordinarie decorazioni in stucco che raffiguravano scene tratte dalle “Metamorfosi” di Ovidio, conteneva una grande stanza da bagno dove il padrone di casa amava riposarsi, solo o con i suoi amici, dopo una lunga giornata di lavoro.

Il capitolo più importante della storia del parco comincia però nel 1764, l’anno che segna anche l’inizio del regno di Stanislao Augusto Poniatowski.

Dopo aver comprato il castello di Ujazdow, l’ultimo sovrano della Polonia avrebbe voluto ingrandirlo e abbellirlo per trasformarlo nella sua residenza ufficiale: un sogno che purtroppo non riuscì ad avverasi perché troppo costoso.
  


    
Il re dovette allora accontentarsi di stabilire a Ujazdow la sua residenza privata, trasformando l’antico parco zoologico e il giardino alla francese in un inedito parco paesaggistico all’inglese corredato da un folto gruppo di edifici straordinari.

Una lenta metamorfosi durata oltre vent’anni e sostenuta da artisti di talento, come l’architetto Domenico Merlini, lo scultore André Le Brun, il pittore Jan Bogumil Plersch, alla fine porterà alla nascita di un intreccio assolutamente straordinario di architettura e arte giardiniera.
   


    
Fra due file di alberi viene tracciato uno stradone  di ingresso lungo 5 chilometri e viene disegnata anche la scenografia “Passeggiata Reale”, un viale diritto fiancheggiato da due corsi d’acqua e da tralicci di legno coperti di rami intrecciati di robinia.
  


   
I vecchi canali si trasformano in ruscelli dall’aspetto naturale che scorrono fra gruppi di ippocastani, pioppi, abeti e larici alternati a radure erbose, mentre le vasche d’acqua geometriche intorno alla “Casa del bagno” sono sostituite da un grande lago con le rive irregolari coperte da fiori e arbusti.
   
Anfiteatro romano, Lazienki Park




     
Pian piano questo parco immenso si popola anche di veri e propri gioielli architettonici. Come la “Casetta bianca”, un edificio in stile rococò con deliziosi affreschi floreali che il re aveva fatto progettare per la sua amante.

O l’antica aranciera, con al suo interno un teatro barocco che ha miracolosamente conservato fino a oggi la forma e le decorazioni ideate da Merlini e Plersch.

E l’insolito anfiteatro sistemato su un isolotto in mezzo al lago, con un suggestivo specchio d’acqua che separa le gradinate della scena.
   
Teatro romano, Lazienki Park


    
E poi l’edificio più importante del parco, ricavato dalla vecchia “Casa del bagno” ingrandita e abbellita, in modo da poter svolgere adeguatamente il suo ruolo di nuova residenza del re. Un palazzo neoclassico che si specchia nell’acqua del lago, coronato da un attico ornato da statue, e composto da una serie di stanze sontuose.

Come l’altissima “Sala da ballo”, decorata con stucchi, affreschi e copie delle statue dell’Ercole Farnese e dell’apollo del Belvedere. Oppure la “Rotonda”, che ricorda l’interno del Pantheon, con un soffitto a cupola sorretto da una fila di colonne corinzie disposte ad anello.
   
Sala da pranzo del Royal Palace -  Lazienki Park


     
E poi la sala da pranzo intima e armoniosa, famosa per le “colazioni del giovedì” che vedevano riuniti, attorno alla tavola del re, i migliori intellettuali dell’epoca.

Incendiato dalle truppe tedesche alla fine della seconda guerra mondiale, il “Palazzo sull’acqua” è stato immediatamente restaurato, e insieme agli altri edifici settecenteschi, che invece non avevano subito danni, è diventato una sezione staccata del Museo Nazionale e ospita preziose collezioni di quadri e sculture.
  


    
Mentre l’immenso e pittoresco spazio intorno, che ha conservato intatto il suo impianto paesaggistico, oggi è il giardino pubblico preferito dagli abitanti di Varsavia per le loro passeggiate domenicali.

Chi ha intenzione di intraprendere un viaggio a Varsavia non deve assolutamente rinunciare a passare una giornata in questo splendido parco che dista poche centinaia di metri dal centro della città e che dunque è comodamente raggiungibile anche a piedi.

Essendo un luogo pubblico è aperto ogni giorno dell’anno, dall’alba al tramonto, non correrete il rischio di trovarlo chiuso.
  








  

3 commenti:

Roby ha detto...

Hai ragione, è veramente un bellissimo parco . Assolutamente da non perdere durante una visita a Varsavia. Io l'ho visitato in dicembre con la neve. Sicuramente in primavera sará più gradevole e colorato, ma, posso assicurarlo, anche di inverno questo. Parco ha un fascino straordinario.

La descrizione e la storia mi è stata utile anche per una ricerca che ho fatto.

Bernardini Roberto

Mrjnks ha detto...

confermo, è stupendo, io ne ignoravo l'esistenza, per fortuna quando sono in una nuova città mi piace scoprirla girando a piedi per le vie e così mi sono imbattuto in questo meraviglioso parco, poi volendomi documentare ho trovato il tuo articolo che reputo molto ben fatto, rende perfettamente l'idea di cosa si prova a visitarlo. Bravo.

rita cagliari ha detto...

Ho letto, il tuo articolo che ho trovato davvero interessante. sabato partirò per Varsavia e non perderò l'occasione di visitare questo parco, che sinceramente, non conoscevo.