domenica 24 febbraio 2013

ARTIDE - La scoperta del Polo Nord (Arctic - The discovery of the North Pole)



    
Con il termine Artide si intendono le terre incluse nel Circolo Polare Artico, ossia le zone più settentrionali dell'Europa, dell'Asia e dell'America e il gruppo delle molte isole sparse nel Mar Glaciale Artico. Le terre polari europee comprendono l'isola di Jan Mayen, le SvalbardSpitzbergen, la Terra di Francesco Giuseppe (Franz Josef Land) e la Novaja Zemlja; le terre polari asiatiche comprendono gli arcipelaghi della Severnaja Zemljal'isola della Solitudine, le isole della Nuova Siberia, l'isola di Wrangel; le terre polari americane comprendono la Groenlandia, che appartiene politicamente alla Danimarca, e l'arcipelago artico canadese.
  
Cartina del Circolo Polare Artico
  
Il clima è rigido: le medie annuali sono comprese fra i - 10° e i - 20 °C, con minime di - 50° nella Siberia orientale, dove si registrano le temperature più basse. Tuttavia d'estate, dove non c'è ghiaccio perenne, le temperature superano a volte anche i 20 °C.
Le stagioni si riducono a due: l'estate con 186 giorni d'insolazione e l'inverno con 179 giorni di buio. La flora è limitata alle latitudini più basse ed è formata da tundre, salici nani, muschi; la fauna è presente con un numero notevole di specie.
Nella tundra prevalgono gli animali da pelliccia e la renna; i carnivori sono rappresentati dall'orso bianco, lupi e volpi polari; nel mare si trovano trichechi, foche, balene, narvali.
La popolazione delle regioni artiche non è numerosa: è composta di eschimesi nelle terre artiche americane, le cui risorse sono rappresentate dalla caccia e dalla pesca; di lapponi e samoiedi, nelle tene artiche europee ed asiatiche, che formano gruppi nomadi dediti anche all'allevamento delle renne. 
Il sottosuolo è ricco di carboni fossili, giacimenti auriferi, criolite, piombo, petrolio e ferro. Lo sviluppo economico è legato a quello delle vie di comunicazione: i fiumi, che possono essere utilizzati durante l'anno per un periodo di tempo molto limitato, non permettono grandi servizi di comunicazione con la Russia, mentre l'aviazione locale contribuisce enormemente alle comunicazioni fra le zone isolate.
  
Mappa del Mar di Barents



   
CENNI STORICI
   
Le esplorazioni dell'Artide ebbero inizio per rispondere a due esigenze: trovare una strada dall'Atlantico al Pacifico lungo le coste delle terre artiche asiatiche (passaggio di nord-est) o delle terre artiche americane (passaggio di nord-ovest). Molti furono i tentativi per la ricerca del passaggio di nord-est: sir Hugh Willoughby si spinse fino al Mar Bianco negli anni 1553-1554; nel 1586 Willen Barents scoprì l'isola degli Orsi e le Spitzbergen; Vitus Bering, via terra, raggiunse la penisola dei Ciukci nel 1725; finalmente nel 1878-79 Adolf Nordenskjold effettuò il passaggio dello stretto di Bering.
Per la ricerca del passaggio di nord-ovest, ricordo i viaggi di John Davis (1585), Henry Hudson (1609) e William Baffin (1616); nel 1789 Alexander Mackenzie esplorò il bacino del fiume omonimo; negli anni 1850-54 Robert J. McClure effettuò il passaggio dello stretto di Bering da ovest. 
Negli ultimi anni dell'800 i tentativi si diressero verso il raggiungimento del Polo: ricordo le spedizioni di Fridtjof Nansen nel 1895 e del capitano Cagni nel 1900, che si spinsero oltre l'86° latitudine nord; nel 1909 Robert E. Peary raggiunse per primo il Polo; nel 1983 l'italiano Ambrogio Fogar tentò invano di emularne l'impresa, servendosi di una slitta. 
Il primo a sorvolare il Polo fu Roald Amundsen, col dirigibile Norge, comandato da Umberto Nobile, nel 1926; nel 1958 il sommergibile a propulsione nucleare americano Nautilus compì la prima traversata per via sottomarina dell'Artico e nel 1959 entrò in servizio il rompighiaccio atomico sovietico Lenin
Durante la seconda guerra mondiale Ia regione artica ebbe molta importanza per i rifornimenti bellici anglo-americani all'URSS. Dopo il 1945 queste regioni furono considerate importanti sia dagli Americani sia dai Sovietici come via più breve di collegamento tra le coste americane e quelle euro-asiatiche. In seguito agli accordi del Patto Atlantico è stato completato il sistema difensivo artico con l'allestimento di linee radar; sono pure stati installati equipaggiamenti speciali d'ogni genere per ovviare alle difficoltà dovute al clima molto rigido.


PERSONAGGI CELEBRI
        
Willem Barents

  
(Isola di Terschelling, 1550 - Mar di Kara, 1597). Uomo assai deciso, conosciuto in Olanda come esperto cartografo, aveva una naturale propensione all'avventura. Barents spese tutta la sua vita nella ricerca di un passaggio fra il Mare Glaciale Artico e I'Oceano Pacifico, passaggio che avrebbe permesso una rapida comunicazione di natura commerciale, fra i due mondi. Nel 1594 egli si vide affidare il comando della prima spedizione, ma questo tentativo non riuscì. Infatti I'esploratore, giunto con due navi all'altezza del Capo di Ghiaccio, all'estremo nord dell'isola russa di Novaja Zemljadovette retrocedere respinto dai ghiacci che gli impedivano il passaggio. Uguale sorte toccò a un nuovo tentativo, compiuto da Barents l'anno seguente, anche se questa volta I'esploratore volle costeggiare I'isola di Novaja Zemlja a sud: le sette navi che componevano la sua flotta furono nuovamente respinte dai ghiacci e Barents non poté far altro che invertire la rotta. Finalmente nel 1596 un'impresa commerciale olandese volle investire nuovi fondi in questa spedizione e affidò naturalmente il comando a Barents, che già conosceva in modo approfondito questi luoghi inospitali. Partito dunque nel maggio dello stesso anno, I'esploratore olandese giunse nel mare di Groenlandia dove scoprì I'isola degli Orsi, proseguendo poi verso nord-est. Dopo una settimana di navigazione avvistò un gruppo di isole costituite da aspre e scoscese montagne, e battezzò questo piccolo arcipelago con il nome di Spitzbergen. Grazie a questo lungo giro, poté evitare I'ostacolo costituito dall'isola di Novaja Zemlja ed entrare direttamente nel Mar di Kara. Purtroppo il veliero di Barents fu improvvisamente attorniato dai ghiacci e non poté più avanzare né retrocedere. Barents si trovò così nella necessità dl svernare tra i ghiacci. Con I'arrivo della primavera, quando la salvezza pareva a portata dl mano, I'esploratore si accorse che i ghiacci avevano gravemente  danneggiato la nave, impossibilitata ormai a riprendere il viaggio. La decisione di affrontare il mare aperto con le scialuppe di salvataggio fu fatale per Barents, che morì il 20 giugno 1597.


Fridtjof Nansen

  
(Store Froen, 1861 - Lysaker, 1930). Laureato in scienze naturali e specializzato in zoologia, il norvegese Fridtjof Nansen sperimentò un nuovo metodo di navigazione, che consisteva nel lasciarsi trascinare con la nave dai ghiacci galleggianti del Mare Glaciale Artico, abbandonandosi così alla deriva. Quando nel 1890 rivelò alla Società Geografica Norvegese la sua intenzione di attuare questo progetto, fu sostenuto da calorosi incoraggiamenti. Per poter affrontare le asperità dei ghiacci, I'esploratore norvegese non esitò a progettare anche un'apposita nave, particolarmente robusta, che sapesse opporre un'adeguata resistenza a qualunque impatto. La nuova imbarcazione venne chiamata Fram. La grande e coraggiosa avventura di Tridtjof Nansen ebbe inizio il 23 giugno 1893 e, non appena giunta a nord-est del Capo Celjuskin, il 25 settembre, il gelo strinse nella sua morsa la FramNansen rimase così per ben diciotto mesi in balìa del lento spostarsi dei lastroni di ghiaccio tra cui la sua nave era incastrata. 

In seguito Nansen fu alla testa di una spedizione esplorativa della zona di mare compresa tra la Norvegia e I'arcipelago delle Svalbard, dedicandosi a importanti rilievi oceanografici dei fondali. Si occupò inoltre di politica, divenendo ambasciatore per la Norvegia a Londra, e successivamente si prodigò per la creazione della Società delle Nazioni. Fermamente ostile alla guerra, nel 1922 gli venne conferito il premio Nobel per la Pace.


L'impresa di Umberto Nobile

   
Nella nuova epoca delle ricognizioni aeree dei Poli, Umberto Nobile (Avellino 1885 - Roma 1978) fu uno dei pionieri più coraggiosi ed importanti. Egli ideò e fece attuare un tipo dl dirigibile atto a sorvolare il polo, che lo rese famoso non solo per la sua abilità di pilota, ma anche per il suo ingegno di progettista.
Egli compì la sua coraggiosa impresa per ben due volte, la prima nel 1926 e la seconda nel 1928.
I preparativi per la prima impresa iniziarono nel 1924 e si protrassero per due anni; delle diciassette persone che parteciparono al volo, solo undici riuscirono a sorvolare il Polo.
Dei 10.000 km di volo, oltre 3.500 furono percorsi sopra i ghiacci. Complessivamente la trasvolata del Mar Glaciale Artico, dalla Kings Bay a Teller in Alaska, ebbe una durata dl 69 ore e 50 minuti.
Nobile volle ritentare I'impresa due anni dopo con un altro dirigibile cui diede il nome Italia. Anche questa volta il dirigibile sorvolò il Polo Nord.
Ciò che distingueva la nuova impresa dalla precedente era I'inversione della rotta che si volgeva all'esplorazione di una zona della calotta polare ancora sconosciuta. Ma questo viaggio fu senza ritorno per l'Italia.
Il dirigibile fu investito da violentissimi venti contrari ed ulteriormente ostacolato da impenetrabili cortine di nebbia e banchi di ghiaccio. A soli 180 km di distanza dalla base, l'Italia andò a schiantarsi contro i ghiacci. Nove uomini sopravvissero (tra questi era anche Nobile, ferito in modo piuttosto grave), gli altri sei perirono. I nove superstiti attesero I'arrivo dei soccorsi, cercando disperatamente di resistere grazie alle scorte, a una radio portatile e alla famosa tenda rossa. L'S.O.S. intercettato ad Arcangelo diede il via alla spedizione di soccorso che doveva trarre in salvo il pilota e quanti erano rimasti dell'equipaggio. Durante questo periodo, morirono i due piloti dell'Italia, e Roald Amundsen, partito per cercare Nobile e i suoi compagni. Così I'impresa di Nobile rimase per sempre offuscata dal ricordo delle gravi perdite subite.
  
Incredibile scultura di un iceberg



1 commento:

Gabe ha detto...

un post molto interessante
come stai Loris?