giovedì 21 febbraio 2013

DA CUZCO A MACHU PICCHU - Sulle orme degli Incas (In the footsteps of the Incas)

Cusco - Plaza de Armas



   
Avventuroso itinerario verso Machu Picchu

Da Cuzco è possibile compiere l'itinerario più suggestivo e ricco d'emozioni per visitare le vestigia di un mondo ancora carico di fascino. Bisogna però saper scegliere una buona stagione - settembre - e prepararsi ad affrontare difficoltà e disagi che tuttavia hanno il pregio non solo di coinvolgere nell'avventura, ma piuttosto di permettere di cogliere anche il confronto con la natura, la fisicità della fatica, l'attenzione per le caratteristiche dei diversi ambienti.
Almeno una settimana deve essere dedicata a questo itinerario, che è anche di straordinaria bellezza paesaggistica. 
   
Rio Urubamba


   
La valle dell'Urubamba, da Ollantaytambo fino a Quillabamba e oltre, è un incredibile giardino scavato tra i picchi alpini, alla presenza delle fortezze, dei templi e dei villaggi incaici. 
  
Sacsayhuaman


    
L'itinerario può prendere inizio da Sacsayhuaman, poderosa fortezza incaica assai ben conservata, posta su una collina due chilometri a nord di Cuzco. Qui si svolse, durante la grande rivolta del 1536-1537 dell'Inca Manco, che i conquistadores volevano come fantoccio, una battaglia decisiva, durante l'assedio che fu posto a Cuzco da decine di migliaia di guerrieri. Sacsayhuaman si era rivelata la posizione chiave per rendere efficaci operazioni d'attacco, e lo stesso Francisco Pizarro - che a Lima dovette subire a sua volta un pesante assalto - ebbe il fratello Juan ucciso nei sanguinosi combattimenti per il suo controllo. 
      
Sacsayhuaman


   
Tre poderosi bastioni, su tre diversi livelli, corrono paralleli per 360 metri. La tecnica costruttiva è quella tradizionale inca, con grossi blocchi di pietra perfettamente incastrati gli uni negli altri, e da un immenso monolite è ricavato anche quello che viene considerato un trono, al centro di un'area circolare di fronte alle mura. Il complesso permette di apprezzare l'originalità e la forza dell'architettura incaica.
   
lnti Raymi


    
È da ricordare come in questo luogo tanto carico di memorie si celebri il 24 giugno, l'antica festa del Sole, l'lnti Raymi, festa che, seppure non autentica, possiede una indubbia suggestione emotiva.
  
Qenco


   
A pochi minuti di distanza, sulla strada per Pisac vi è Qenco: un complesso che comprende rovine di un tempio e una sorta di anfiteatro.
In un anfratto della roccia, tra enormi monoliti si riconosce un altare sacrificale. 

Puca Pucarà


    
A un'ora di marcia da Qenco, una fortezza preincaica, Puca Pucarà, domina la vallata e l'accesso a Cuzco.
  
Tambo Machay



Nei pressi di Puca Pucarà, è ancora ben conservata, a Tambo Machay, quella che poteva essere una residenza estiva dell'Inca, o, più probabilmente, un tempio per il culto di una sorgente.
  
 Sentiero per Pisac


   
Mentre il percorso precedente può essere effettuato anche con lunghe e soddisfacenti camminate, per Pisac, a 32 chilometri da Cuzco, è consigliabile un mezzo. 
Nei pressi della località moderna di Pisac, con una salita di due ore di sentiero, si arriva - se si vuole gustare anche il paesaggio con il versante della montagna interamente terrazzato in pietra - a una fortezza con postazioni protese a picco sulla valle e un tempio su una sella naturale: poco sotto è stato restaurato un antico villaggio.
   
Ollantaytambo


    
Da Pisac, lungo la valle dell'Urubamba si raggiunge Ollantaytambo, villaggio a 2800 metri di quota, che è un antico centro inca.
  
Baño de la Ñusta


    
Poco distante dal villaggio, ai piedi di una grandiosa fortezza, si può visitare il "bagno della principessa" (Baño de la Ñusta) in granito grigio, mentre la vegetazione comincia a rendere evidente la prossimità della selva amazzonica. 
   
Apprestamenti difensivi  - Ollantaytambo



    
I terrazzamenti e gli apprestamenti difensivi caratterizzano il luogo, che vide resistere i guerrieri dell'Inca Manco agli attacchi dei conquistadores. Sappiamo che il complesso fu voluto da Pachacutec e che i costruttori erano originari dell'area del Titicaca.
   
Rovine di granai sulla collina sopra Ollantaytambo


   
Sul costone della montagna di fronte alle fortificazioni sono visibili alcuni edifici ancora intatti: uno dal quale si dice che venissero gettati i condannati a morte nel sottostante precipizio, e un tempio delle Vergini del Sole, tra i pochissimi non distrutti durante l'evangelizzazione.
  
 Valle sacra degòli Incas - Ollantaytambo


   
Da Ollantaytambo, con un po' di spirito d'avventura, si può intraprendere il "cammino degli incas", per raggiungere in quattro giornate Machu Picchu. L'itinerario è quello appunto precolombiano, e richiede qualche capacità di adattamento giacché il percorso è in alta quota, ma comunque offre aspetti di profonda emozione dal punto di vista paesaggistico ed archeologico.
  
Runquraquay


   
Dopo 20 chilometri da Ollantaytambo, si può lasciare la ferrovia e, attraversato l'Urubamba, si sale dolcemente costeggiando il rio Cusichaca per arrivare al villaggio di Huayllabamba, a 3400 metri di quota. Da questo centro il cammino si fa molto più ripido, per giungere ai 4200 metri del colle di Huarmihuflunca e quindi scendere al rio Paycamayo, arrampicandosi infine per un sentiero fino al colle di Runquracay (3800 metri). Durante la discesa vi è un passaggio naturale nella roccia, una sorta di tunnel.
  
Huinayhuayna


   
Durante quest'ultima parte del percorso è visibile l'originale lastricato della strada incaica. Il sentiero segue poi, in quota, la valle dell'Urubamba e tocca le rovine, ben conservate, di Phuyupatamatca, a 3630 metri; una lunga discesa permette di arrivare a Huinayhuayna, complesso incaico di una quindicina di case, con alle spalle una serie di terrazzamenti disposti ad anfiteatro, circondate da un alto muro e con un edificio a pianta semicircolare di una decina di metri di diametro, con le caratteristiche aperture rastremate.
  
Machu Picchu visto da Intipunku


   
Da qui si raggiunge Intipunku, che presenta una splendida apparizione del Machu Picchu e dello Huayna Picchu. L'area archeologica è ora abbastanza turistizzata - è la più visitata del continente - ed è raggiungibile da Cuzco anche con treni. Quindi, sebbene sia sotto il controllo dell'ente per la protezione del parco archeologico di Machu Picchu, qualche problema d'affollamento, con crisi di "atmosfera" è possibile, soprattutto per i visitatori meno disposti ad affrontare condizioni capaci di evitare il turismo consumistico e di massa.
  
Machu Picchu 




   
L'area è stata scoperta nel 1911 da Hiram Bingham, mentre era alla ricerca dell'ultima capitale degli incas, la mitica Vilcabamba, conquistata solo nel 1572. In realtà, le opinioni sul nome incaico e le funzioni di questo insediamento, cui è stato dato il nome di una delle cime adiacenti, sono assai discordi. Il complesso rivela aree distinte riservate a residenza: probabilmente, l'aristocrazia era separata dal resto degli abitanti; vi sono un tempio, con l'altare monolitico, un cimitero, una piazza centrale, posti di vedetta e terrazzamenti per colture orticole.
  
Machu Picchu  visto da  Huayna Picchu 
   
Un'escursione complementare è quella che conduce sullo Huayna Picchu da cui si domina la zona archeologica e che permette di visitare, presso la vetta, altre rovine in stupefacenti collocazioni.
  
Resti di Vilcabamba Vieja


   
Si può continuare questo straordinario percorso immersi in un mondo che a tratti sembra quello senza tempo della leggenda e del mito, partendo da Chaullay, sulla linea ferroviaria Cuzco-Machu Picchu, per raggiungere Vilcabamba Vieja, dove, nella vegetazione ormai tropicale, si possono vedere i resti dell'ultima capitale inca, o quelli che sono considerati tali da molti archeologi.
  
Quillabamba


   
Anche Quillabamba e Chinchero offrono itinerari di grande interesse, ma essenzialmente dal punto di vista paesaggistico.
  
I guardiani di Machu Picchu 

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