martedì 19 febbraio 2013

PALAZZO SCHIFANOIA - FERRARA



Una delizia estense: palazzo Schifanoia
Via Scandiana 23 - Ferrara
   
La costruzione del palazzo di Schifanoia ha inizio alla fine del Trecento; l'edificio viene poi ampliato per Borso d'Este nel 1467 e definitivamente completato, nel 1469, per mano del grande architetto ferrarese Biagio Rossetti.
Come destinazione, rientrava nel novero delle cosiddette "delizie estensi", ville e palazzi dove, in ambienti lussuosi, riccamente decorati da affreschi e intarsi, si svolgeva la fastosa e raffinata vita della corte ferrarese degli Estensi.
Già durante il ducato di Lionello d'Este, Ferrara era diventata un importante centro di cultura protorinascimentale; vi erano passati, infatti, noti artisti italiani come Piero della Francesca e altri di origine fiamminga, che lasceranno una riconoscibile impronta nell'ambiente ferrarese. Borso, successore di Lionello, era uomo dalla forte personalità. Amante del lusso e dei piaceri, della vita in villa, dei cortei e delle cacce, egli concepiva l'arte non solo come oggetto di interesse personale, ma anche come strumento di prestigio e di autocelebrazione. Ciò spiega il significato, in parte celebrativo, degli affreschi che fece eseguire, a partire dal 1470, all'interno del palazzo di Schifanoia e che non vide conclusi perché i lavori si protrassero per anni, oltre la sua morte.
Benché sia giunta a noi solo una parte dell'intero ciclo pittorico, esso rimane uno dei più importanti della seconda metà del Quattrocento, commissionato da una corte nord-italiana. Gli affreschi decorano il salone centrale del palazzo che, proprio dal tema rappresentato, è detto "dei Mesi". 
Una serie di colonne dipinte suddividono, in modo simmetrico, le pareti del salone decorate con le figurazioni dei Mesi. Ciascuna figurazione è divisa in tre fasce sovrapposte, rispettivamente dedicate ai Mesi, ai Segni zodiacali e alle Divinità pagane. 
Diversi sono gli artisti che partecipano alla stesura degli affreschi. A Francesco del Cossa (1436-1478) spettano con certezza i mesi di Marzo e Aprile, con i celebri brani delle Tessitrici e delle Conversazioni amorose in giardino. 
Alla mano di Ercole de' Roberti (1450 circa-1496) è attribuito, invece, il mese di Settembre, ricco di episodi grotteschi.
   
Particolare delle tessitrici del mese di Marzo - Francesco del Cossa
   
A parte le poche donne intente all'attività tessile, il gruppo rappresentato nel Particolare delle tessitrici del mese di Marzo, dipinto da Francesco del Cossa, dà soprattutto l'idea di una conversazione di gentildonne, secondo un richiamo evidente alle scene di vita cortigiana tipiche del gotico internazionale. Clima a cui non è estraneo il profilo di città turrita che si scorge sullo sfondo.
  
Trionfo di Vulcano - Ercole de' Roberti



   
Nel Trionfo di Vulcanoche appartiene alla figurazione del Mese di Settembre opera di Ercole de' Roberti, la scena dai toni grigio-brunastri presenta, sullo sfondo di un desolato paesaggio, episodi surreali come quello del carro di trionfo trainato da grottesche bertucce; ricco di esagitato dinamismo è invece il gruppo dei Ciclopi intenti a battere il metallo nello fucina di Vulcano, mentre un lenzuolo che sembra un sudario di ghiaccio ricopre i corpi di Marte e Venere distesi sulla destra.

  
  Cosmè Tura - Mese di Aprile con Borso d'Este 
  
Qui la figurazione è quella del mese di Aprile e il particolare pennellato da Cosmè Tura ha come protagonista Borso d'Este che, circondato dalla sua corte, sta pagando un buffone. La presenza costante dell' immagine del duca in diverse scene degli affreschi (cacce, cavalcate, intrattenimenti all'aria aperta) sottolinea il tono dichiaratamente encomiastico e celebrativo del ciclo, oltre che quello di significativa documentazione della cultura astrologica del tempo.



1 commento:

TheSweetColours ha detto...

Non lo conoscevo!