domenica 17 marzo 2013

ANTARTIDE - La scoperta del Polo Sud (Antarctica - Discovery of the South Pole)

Cartina dell'Antartide
   
L'Antartide, che rappresenta circa I'undicesima parte delle terre emerse, è circondato da tre oceani (Atlantico, Pacifico, Indiano). Privo dl popolazione, il continente è abitato solo temporaneamente dal personale delle varie stazioni scientifiche.
    
Massiccio Vinson 

    
L'Antartide è un continente compreso quasi completamente all'interno del Circolo Polare Antartico; ha una superficie di circa 13 milioni di kmq, esclusi lo zoccolo di ghiaccio (shelfice) e le numerose isole adiacenti. Il continente è coperto da una calotta di ghiaccio di spessore anche superiore ai 3.000 metri. La zona orientale è caratterizzata da numerosi e vasti altipiani; la zona occidentale è invece ricca di catene montuose, alcune delle quali superano i 5.000 metri (Massiccio Vinson 5.126 metri) . Nella zona centrale, all'interno dei Mari di Ross e di Weddell, si protendono i due più grandi tavolati di ghiaccio. Il maggiore è il Tavolato di Ross, chiamato Grande Barriera, il cui settore terminale si estende per 800 km verso l'Oceano Pacifico.
  
Il monte Erebus è un vulcano attivo alto 3.794 m., situato sull’isola di Ross


    
Le coste dell'Antartide sono nell'insieme piatte e regolari, fatta eccezione per la Terra di Graham, una lunga e frastagliata penisola.
Il clima, più rigido di quello dell'Artide, raggiunge temperature di - 60 °C durante I'inverno (sono
stati registrati anche valori di - 85 °C) ; ben raramente d'estate si superano gli 0 °C. 
La formazione di aree di depressione provoca forti venti improvvisi; le precipitazioni, sempre a carattere nevoso, sono scarsissime.
   
Cucciolo di foca


    
Pinguino di Adelia (Pygoscelis adeliae)  
    
La vegetazione è rappresentata da muschi e licheni, mentre la fauna comprende numerose specie di pesci, animali e uccelli marini (albatro reale, fulmaro antartico, petrello delle nevi,  Skua), cetacei, foche leopardo e foche di Weddell , otarie e pinguini (il pinguino di Adelia ed il pinguino imperatore; quest'ultimo, divenuto il simbolo del Polo Sud, è il più imponente fra tutti i pinguini: può raggiungere un metro e 15 centimetri di altezza e fino a 50 chili di peso. Il colore del piumaggio è il classico bianco e nero, con sfumature arancioni nei pressi della testa; i piccoli, invece, sono di colore grigio).
  
 Pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri)
    
Politicamente, l'Antartide è suddivisa in quattro quadranti denominati: Weddell o americano; Ross o del Pacifico; Victoria o australiano; Enderby o africano. La ripartizione politica è molto complessa poiché parte del territorio della Gran Bretagna è rivendicato dall'Argentina; dal Cile parte dei quadranti Weddell e Ross; l'Australia reclama il quadrante australiano e quasi tutto quello africano, ma è contestata dalla Nuova Zelanda per il possesso di parte del primo , e la Norvegia esige parte del secondo senza contare che anche Stati Uniti e Russia esigono le loro parti di continente. L'unica zona incontestata è la Terra Adelia riconosciuta alla Francia.

Il Trattato Antartico mantiene congelate queste rivendicazioni e la maggioranza delle altre nazioni non le riconoscono. Non sono state fatte rivendicazioni nel settore tra 90° E e 150° O.
Esistono anche bandiere di territori dell'Antartide e proposte per bandiere uniche: vedi Bandiera dell'Antartide.
   
Grande Barriera di Ross
  

CENNI STORICI

Dopo la scoperta fatta da Cook nel 1773, le esplorazioni dell'Antartide iniziarono nel 1819 ad opera dell'americano N. Palmer, dell'inglese Bransfield e del russo von Bellingshausen. Tra il 1831 e il 1839 questa terra fu raggiunta da diversi capitani balenieri, mentre le spedizioni scientifiche dal 1837 in poi si susseguirono sempre più frequenti.
Nel 1823 l'inglese J. Weddell arrivava fino al golfo, ora omonimo, mentre il connazionale J. Biscoe nel '31 scopriva la Terra di Enderby e Balleny nel '39 le isole omonime.
Nel 1840 il francese Dumont d'Urville raggiunse la Terra Adelia e l'inglese J.C. Ross, tra il 1839 ed il 1843, raggiunse lo stretto di McMurdo, la Terra di Graham e la Terra Victoria, arrivando fino a 78° 9' di latitudine sud. 
Importante nel 1897 la spedizione del belga De Gerlache.
Nel 1903 l'inglese Robert F. Scott riuscì a raggiungere gli 82° 17' di latitudine sud. 
Il 14 dicembre 1911 il norvegese Amundsen riuscì per primo a conquistare il Polo Sud. 
Un mese dopo vi arrivò anche Scott, il quale, però, morì con la sua spedizione durante il ritorno. Seguirono altre spedizioni via terra, finché nel 1929 l'americano Richard E. Byrd utilizzò l'aeroplano per le sue esplorazioni. Byrd fu l'organizzatore della grande base Little America ed il primo sorvolatore del Polo Sud, il 29 giugno dello stesso anno. L'operazione Highjump da lui guidata nel 1946-48 permise l'esplorazione di quasi tutte le coste antartiche e la raccolta di innumerevoli dati e rilievi cartografici. 
Nel 1957-58, in concomitanza con l'Anno geofisico internazionale molti furono gli sforzi di Stati Uniti, URSS, Inghilterra, Francia e delle altre potenze interessate alla cooperazione nell'attività esplorativa del continente e così sorsero in gran numero basi aeree e stazioni scientifiche. 
Dall'8 ottobre 1957 al 2 marzo 1958 l'inglese Fuchs ed il neozelandese Hillary compirono la prima traversata terrestre dell'Antartide. In seguito, su queste terre sono rimaste solo alcune basi semi-permanenti per osservazioni scientifiche, situazione dovuta anche al trattato trentennale firmato a Washington nel 1959 da dodici nazioni, che imponeva la smilitarizzazione del continente e una collaborazione esclusivamente scientifica dei Paesi firmatari.



IL BUCO NELL'OZONO DELL'ANTARTIDE

Immagine del più grande buco nell'ozono sopra l'Antartico mai registrato
(Settembre 2006). Foto: NASA

   
Con la definizione "buco dell'Antartide" ci si riferisce all'apertura prodottasi alla fine del secolo scorso nella copertura di ozono presente nella stratosfera. La sua presenza era già stata rilevata in precedenza da un satellite americano, ma per diverso tempo gli scienziati della NASA non erano stati in grado di avvistarla. Solo nel 2000, la falla è stata scoperta dal fisico Joseph Ferman, membro della missione inglese al Polo Sud. Il buco è grande quanto tutto il Nordamerica e ha origine chimica: non è lecito addurre come causa né una maggiore incidenza dei raggi solari, né fenomeni meteorologici o spostamenti delle correnti. I responsabili sono gas, clorofluorocarburi, che, pressocché innocui nell'atmostera, a 20-30 km d'altezza (stratosfera) liberano molecole distruttive dell'azono. Tale gas è importante perché la fascia da esso formata attorno alla terra agisce da schermo per i raggi ultravioletti, dannosi agli esseri viventi. Conseguenze del suo assottigliarsi sono una maggiore incidenza del cancro della pelle (melanoma), delle cataratte agli occhi e un possibile indebolimento del sistema immunitario.
I clorofluorocarburi si sprigionano dalle bombolette spray, dai condizionatori d'aria, dai contenitori di plastica e da una serie di attività industriali. Essi sono responsabili anche dell'aumento della temperatura sulla Terra, meno protetta dai raggi del sole. Nasce così, in concomitanza con l'inquinamento atmosferico, il problema del cosiddetto "effetto s€erra»: il calore assorbito dai mari e dai ghiacciai non si dissolve più verso l'alto perché incontra una cappa gassosa che ne impedisce la dispersione e ritorna verso la terra, riscaldandola come all'interno di una serra. Da ciò deriva un aumento della temperatura, che porta a variazioni climatiche, desertificazione delle zone temperate e scioglimento dei ghiacciai, con conseguente innalzamento delle acque.
Per ovviare a questa situazione, ventiquattro Paesi, tra cui dodici nazioni europee, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone, hanno sottoscritto a Montreal, nel settembre 1987, un accordo per la protezione dell'atmosfera. L'Italia, inoltre, ha deciso di inviare una missione in Antartide, curata dall'ENEA, con il compito di compiere rilevazioni sulle concentrazioni di gas nella fascia polare.

    
PERSONAGGI CELEBRI
   
RICHARD EVELYN BYRD (Winchester 1888 - Boston 1957)

Eccezionale figura di esploratore moderno, la sua vita fu tutta dedicata alla scoperta dell'Antartide. Divenne famoso per aver raggiunto e sorvolato il Polo Nord, con tale sua meritoria impresa ebbe immediati riconoscimenti quali la nomina ad ammiraglio e una continua e vasta assistenza tecnica per esplorare in modo sistematico I'Antartide, ciò che egli fece nel corso di cinque spedizioni. Nel 1930 egli scoprì la "Terra di Byrd", una inesplorata zona dell'Antartide e qui venne posta la base permanente di "Little America", in funzione tutt'oggi. Da essa Byrd, con un volo di diciannove ore, raggiunse il Polo Sud il 29 novembre 1929. Tre anni dopo, nel corso della seconda spedizione, I'esploratore americano si propone di svernare, in una piccola capanna di legno sulla banchisa polare antartica, detta cli Ross. Nel 1939 la terza spedizione, dedicata ai rilevamenti geografici della zona antartica compresa tra il mare di Weddel ed il Mare cli Ross, ebbe tra gli altri risultati anche quello di permettere la costruzione di un grande osservatorio meteorologico sull'altopiano a sud del mare di Weddel. L'attività esplorativa di Byrd venne successivamente ostacolata dallo scoppio della seconda guerra mondiale: ma il dopoguerra segnò una sua ancor più vigorosa ripresa. Ed infatti nel 1946 venne da lui organizzata la quarta spedizione antartica. Dieci anni più tardi, in occasione dell'anno Geofisico Internazionale, si ebbe la quinta spedizione che riuscì non solo a raggiungere il Polo Sud, ma anche a stabilirvi una importante stazione scientifica permanente.

  
JAMES COOK  (Marton; 1728 - Hawaii, 1779)

Sin da giovanissimo si arruolò in marina come volontario. Uomo di mare dunque, ma anche scienziato attento e preciso, Cook raggiunse in breve grande popolarità in Inghilterra per i suoi meriti nel campo degli studi cartografici e astronomici e nel 1768, venne incaricato dalla Società Reale di Londra di compiere una spedizione scientifica nell'isola di Tahiti, nel'Oceano Pacifico. Nel corso di tre banni egli scoprì ed esplorò le isole Tuamotu e le isole Tubai nel Pacifico meridionale. Avvistò qui la costa orientale dell'Australia e vi sbarcò: ebbe qui modo di scoprire una razza indigena che mai nessuno prima di lui aveva visto. Egli prese poi possesso, a nome dell'Inghilterra, della Nuova Zelanda ed intuì il grande futuro che questa grande isola, posta nel mezzo del Pacifico, avrebbe potuto avere grazie alla mitezza del clima e alla fertilità del terreno. Determinante fu anche la scoperta dell'Australia: il rapporto che egli fece di queste regioni all'Ammiragliato, convinse l'Inghilterra a colonizzare il continente, inviandovi, come era allora costume, il primo contingente di carcerati. Tornato in patria nel 1771 con una messe di notizie geografiche e scientifiche dl svariata natura, Cook ripartì I'anno seguente per nuove esplorazioni: fu il primo uomo a mettere piede sulla banchisa polare artica e scoprì le Sandwich Australi. Esplorò poi I'isola di Pasqua, e quindi le isole Figi, I'arcipelago delle Nuove Ebridi e la Nuova Caledonia e dimostrò che non esistevano le altre terre, di cui si supponeva I'esistenza, fra Australia e Antartide. Tornato in patria nel 1775, ne ripartì I'anno seguente per cercare il passaggio marittimo settentrionale fra il Pacifico e I'Atlantico, dopo che Magellano aveva scoperto quello meridionale. Il nuovo viaggio, intrapreso con l'entusiasmo di sempre, doveva però purtroppo riuscire fatale all'esploratore. Salpato nel 1776, Cook toccò le Hawaii, allora ancora sconosciute, e proseguì verso nord, costeggiò le terre occidentali degli Stati Uniti e raggiunse infine I'Alaska, dove si dovette fermare per la presenza di una barriera cli ghiacci. Tornato alle isole Hawaii per passarvi I'inverno, venne attaccato ed ucciso dagli indigeni.


  
ROBERT FALCON SCOTT (Devonport, 1868 - Polo Sud, 1912)

Imbarcatosi giovanissimo, Robert Scott divenne in breve uno dei più apprezzati ufficiali della marina inglese per la sua tenacia e il suo ardimento. Nel 1901 , a soli 31 anni d'età, gli venne affidato il comando di una nave con I'incarico di esplorare il Continente Antartico. Egli penetrò con un piccolo equipaggio nel Mare di Ross, esplorando oltre duemila km di coste irte di ghiacci. Ma la nave su cui si trovava venne intrappolata nei ghiacci e Scott, con il suo equipaggio, dovette abbandonarla e scendere sulla banchisa: qui, servendosi di slitte trainate da cani, si addentrò fra i ghiacci per oltre mille chilometri. Dopo tre anni durante i quali Scott scopri lo Stretto di McMurdo, una spedizione di soccorso riuscì ad aprirsi un varco fra i ghiacci facendo ricorso alla dinamite e Scott venne tratto in salvo insieme ai pochi superstiti del suo equipaggio. Sei anni dopo Scott, con I'intenzione di raggiungere il Polo Sud, partì dalla Nuova Zelanda e il 24 novembre 1911 sbarcò sulla banchisa con un gruppo di uomini dirigendosi immediatamente verso I'obiettivo. Per quasi due mesi essi marciarono sul ghiaccio in condizioni proibitive ed eccezionali anche per quelle terre. Il 16 gennaio del 1917 giunsero in vista del Polo Sud e videro che una bandiera era piantata in quel punto: infatti la spedizione del norvegese Amundsen li aveva preceduti. Stremati nel fisico e abbattuti nel morale, Scott e i quattro uomini che erano con lui si apprestarono a tornare al campo-base. Durante la marcia di ritorno però i quattro uomini dell'equipaggio morirono e la stessa sorte toccò a Scott, che si spense in una tenda improvvisata, impossibilitato dalle bufere di neve a raggiungere il campo-
base. Qualche mese dopo una spedizione trovò sulla banchisa la tenda con la salma dell'esploratore e il suo diario, documento unico nel suo genere.



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