giovedì 14 marzo 2013

BOLSENA - Viterbo (Lazio)

Bolsena


      
Bolsena è un comune della provincia di Viterbo, nel Lazio.

Bellissimo rettilineo al rezzo di grosse querce, ove qualche gregge di pecore fra sole e ombra mette nel bosco solenne una macchia di carattere. Fra i tronchi appare e scompare il lago di Bolsena, verso il quale si continua a scendere. A tratti il bosco è diradato e coltivato sotto con cura, mostrando la conquista progressiva dell'agricoltura. Splendido l'arrivo nelle vicinanze di Bolsena, con strada quasi diritta, ove il lago si presenta in tutta la sua ampiezza(1.3 km fino a Marta), spesso di colore azzurro carico o verde chiaro.
Alcune costruzioni, chiare e fresche, lungo il lago, danno in certe luci un gaio aspetto all'arrivo presso Bolsena, mentre il grande Castello con le quattro torri d'angolo, di cui una altissima che domina il paese, gli conferisce un severo aspetto feudale.
  
Castello di Bolsena


   
Interessante paese a 500 metri dalla sponda del lago. Per visitarlo nei suoi aspetti moderno e antico si può andare lungo lo stradone fino all'estremità meridionale del paese entrando da
quel punto e rifacendo nell'interno il cammino verso nord.

È l'etrusca Velsina o Velsuna (Volisinii romana) la cui posizione era a km. 1.5 a nordest, in località Piazzano), una delle 12 lucumonie e il cui nome si ripete in quello antico di Bologna (Félsina). Le si attribuisce l'invenzione del mulino e di altri apparecchi. Nel 302 a. C. unita al vicino Salpinum, assalì il territorio romano, poi partecipò alla guerra dei confederati contro Roma, alla quale soggiacque dopo la sconfitta etrusca al lago Vladimonio (attualmente lago di Bassano), ed alla quale, unica tra le città etrusche, tentò di ribellarsi al tempo della guerra con Pirro. Fu il romano Volsinium e decadde nei bassi tempi, poi appartenne ai Papi, alla contessa Matilde, ai De Vico, ai Monaldeschi della Cervara e dal 1468 alla Chiesa.
Il luogo è noto specialmente per il "miracolo di Bolsena", soggetto di un dipinto di Raffaello in Vaticano e che dette l'impulso alla costruzione del Duomo di Orvieto. Consta di un borgo medioevale caratteristico sul declivio di un poggio e di una parte moderna ai suoi piedi in prolungamento nel piano verso il lago.
  
Chiesa di Santa Cristina


    
In via Mazzini possiamo visitare la chiesa di Santa Cristina, dell'XI secolo, con elegante facciata rinascimentale fatta costruire nel 1490 circa dal cardinale Giovanni de' Medici (poi Leone X). 
Nella lunetta del portale mediano, di finissima decorazione, c'è una Madonna con Bambino e Ss. Cristina e Giorgio, terracotta robbiana
  
"Madonna col Bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena e Lorenzo"
Andrea della Robbia (1500 circa)
    
A destra della facciata è un oratorio del '400, che funziona da sagrestia, con portale nella cui lunetta, è San Leonardo tra due devoti, altra terracotta robbiana. 
A sinistra un bel campanile a tre piani di bifore e un'altra chiesa a pianta circolare, con facciata compiuta nel 1863.
L'interno è a tre navate: prima cappella a sinistra, ci sono avanzi di un affresco del '400; seconda cappella a sinistra ammiriamo un trittico di scuola senese sempre del '400. Portale dell'XI secolo, con bassorilievi, le cinque Vergini savie e l'Epifania. A destra dell'altare maggiore, crocifisso ligneo del '300. In sagrestia notiamo un sarcofago romano. 
  
 Grotta di Santa Cristina o Cappella del Miracolo



   
Dalla chiesa si accede nella Grotta di Santa Cristina o Cappella del Miracolo, scavata nella roccia, che si dice uno speco dedicato ad Apollo e fa parte delle Catacombe di Santa Cristina.
Vi è un altare con ricco e bel ciborio del X secolo detto del Miracolo, perchè ivi si sarebbe compiuto il prodigio del sangue sgorgato dall'ostia (1293) ed un altare di Santa Cristina, sulla pietra che la tradizione vuole abbia servito per affogare la Santa nel lago (278); è riccamente decorato e vi è la statua della santa in terracotta dipinta non smaltata, della scuola robbiana.
In una camera della vicina Canonica, c'è un piccolo Museo con iscrizioni etrusche, romane e cristiane, frammenti di sculture, lucerne, monete, un fregio, ecc., oggetti quasi tutti provenienti dalle Catacombe.
  
Chiesa di S. Francesco 
   
Ripreso il Corso si sbocca in piazza Matteotti dove possiamo ammirare la chiesa di S. Francesco con un bel portale ogivale. Prendere a sinistra di questa la via del Castello, che sale a raggiungere il Borgo medioevale, in parte conservato e molto caratteristico, percorso da vie parallele all'estremità delle quali è il grande e pittoresco Castello (eretto dagli Orvietani nel XIII-XIV secolo, dove è situato un un piccolo museo che raccoglie reperti etruschi e romani dell'antica Volsinii e ceramiche del XII e XVI secolo), a pianta rettangolare con quattro torri angolari e cortile ben conservato, e il Palazzo Cozza-Spada (ora del Drago), sede dei legati pontifici, con pitture degli Zuccari. Vi è anche una porta del Vignola. Qui c'è un bel panorama sul lago.
    
L'arco di San Francesco è la porta che dall’attuale Piazza Matteotti
immette nel cosiddetto Borgo Interno
   
Di ritorno in piazza Matteotti, per una porta, di Ippolito Scala (a sinistra della chiesa di San Francesco), si entra nel corso Cavour, che ha qualche resto medioevale ed è la via principale della parte piana del borgo antico.
Sulla strada di Siena, al di là del corso Cavour, sono rovine del così detto Tempio di Norzia, che di etrusco ha soltanto il nome della divinità, (che sarebbe la Fortuna) e un bassorilievo con un sacrificio; il resto è opera romana.
Di qui un sentiero scavato nella roccia (pure opera romana) conduce ad una collina a nord di Bolsena, la cosi detta piazza del Mercatello, con resti di anfiteatro romano (vista sul lago). La spianata del colle, detta Piazzano è il luogo dove i più credono fosse Volsinii.



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