venerdì 5 aprile 2013

SEGUACI DI MICHELANGELO - Jean de Boulogne detto il GIAMBOLOGNA

Ritratto di Giambologna (Hendrick Goltzius) 

  
DALLE NEBBIE DELLE FIANDRE ALLE PIAZZE D'ITALIA

Il michelangiolismo non fu certamente, nei minori, un frutto positivo. Non possedendo il genio di Michelangelo, gli scultori che si diedero ad imitarlo, finirono in genere col fare una scultura enfatica, vuota, retorica. 
RAFFAELLO DA MONTELUPO, ANGELO MONTORSOLI, DANIELE DA VOLTERRA sono gli esponenti più espliciti di questo michelangiolismo. D'altra parte, per sfuggire al pericolo del michelangiolismo senza nerbo e sostanza, altri artisti vanno a cadere nelle eleganze e nelle raffinatezze del manierisrno, cioè in una sorta di idoleggiamento della pura forma, nel culto di un gioco plastico o decorativo privo di un'autentica ispirazione. E' I'inizio di una crisi che giungerà al suo culmine nel '600.
Il manierisrno, naturalmente€, trova anche modo di convivere, a volte, in uno stesso artista col michelangiolismo, anche se si tratta di una convivenza contraddittoria.
  
Ercole e Caco - (Baccio Baldinelli) Piazza della Signoria a Firenze
  
BACCIO BANDINELLI (1488-1560) ne è un esempio. Basta ricordare qui Ercole e Caco, il gruppo di Piazza della Signoria, di un goffo e vacuo gigantismo e, insieme, alcune statue come il Giovane dormiente, di squisita e sottile fattura, o i rilievi che stanno al Museo dell'Opera: abili, preziosi, piacevoli. 
  
Fontana del Nettuno - Bologna 
   
Fontana del Nettuno (il Biancone) - Firenze 
   
Analoghi aspetti presenta la scultura del più illustre discepolo del Bandinelli, BARTOLOMEO AMMANATI (1511- 1592). La Fontana di Piazza della Signoria riassume le sue qualità e i suoi difetti: al centro il marmoreo gigantesco, fiacco, ingombrante Nettuno (che i fiorentini chiamano il Biancone) e tutt'attorno alla vasca una serie di ninfe e di satiri di una estrema perfezione plastica, compiaciuta e raffinata: statue a cui tuttavia, si sa che, tra gli altri, collaborò anche il Giambologna.
In fondo, chi riuscì ad accogliere la lezione di Michelangelo e a trovare la misura del manierismo, fu poi sopratutto quest'ultimo artista, JEAN DE BOULOGNE, nato nelle Fiandre (1529), ma profondamente italiano per spirito e educazione. E con lui Benvenuto Cellini
In Giambologna energia plastica ed eleganza trovano finalmente un'adeguata fusione stilistica. Egli possiede una schietta ispirazione rinascimentale. 

Mercurio volante - Giambologna (Louvre)


Di solito si apprezzano soprattutto le sue sculture minori, i bronzetti nitidi, guizzanti, armoniosi. E certo il Mercurio volante, i Putti pescatori, il Cacciatore notturno sono pezzi di mirabile invenzione; ma non meno belle sono le statue che egli ha fatto per giardini, alla Petraia (la Venere che si strizzo i capelli), in Boboli (la Venere nella Groticella) e altrove. Così, seppure più legate all'influenza di certi modelli alessandrini, posseggono una schietta forza e bellezza plastiche la Fontana di Piazza, di Bologna, il Ratto delle Sabine e l'Ercole e il Centauro della Loggia dei Lanzi. 
Molte soluzioni formali del Giambologna saranno poi riprese dal Barocco.
  
 Ratto delle Sabine - Loggia dei Lanzi a Firenze 
  
Ercole e il Centauro Loggia dei Lanzi a Firenze  

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