giovedì 2 maggio 2013

VINI D'ITALIA Docg



       
Bianchi, Rossi, Rosati: sono 70 i vini che fanno parte della crème produttiva, ben suddivisi tra le varie regioni. Ed è anche grazie a questi vitigni autoctoni che abbiamo superato la Francia come esportazioni negli Stati Uniti.

Certo, ciclicamente interviene qualche burrasca ad appannare temporaneamente l’immagine. Poi, da qualche anno ci si è messa anche la concorrenza dei vitigni emergenti del Nuovo Mondo: Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Cile. Ma la sostanza non cambia: le nostre etichette restano, in ogni caso, un baluardo tra i più resistenti e prestigiosi del made in Italy.

Nell’immaginario collettivo dei wine-lover del mondo, in termini di qualità l’Italia del vino continua a voler dire soprattutto Nebbiolo (da cui Barolo e Barbaresco) e Sangiovese (Chianti e Brunello), ed è giusto che sia così, visto il valore qualitativo e storico di questi prodotti di grande e lunga tradizione. Ma l’enologia italiana sta ridisegnando l’intera geografia delle Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), cioè i prodotti enologici frutto di disciplinari ancora più rigidi della semplice Doc (Denominazione di origine controllata). Insomma una sorta di élite del vino.

     
Al momento le Docg italiane come dicevo sono 70 e siglano le etichette di vini bianchi, rossi, rosati, vini dolci, passiti e spumanti. La parte del leone, fino a qualche anno fa era giocata da due regioni che si contendevano le lodi delle guide di settore più famose, il Piemonte e la Toscana, ora però le cose sono cambiate e il Veneto ha superato la patria di Dante.

La regione di Cavour (Piemonte) è forte di 16 Docg:
Alta Langa prodotto nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo.
Asti nelle sottodenominazioni Asti Spumante e Moscato d'Asti anch’esso prodotto nelle province di Asti, Cuneo ed Alessandria.
Barbaresco normale e Riserva, prodotto nella provincia di Cuneo.
Barbera d'Asti normale e Superiore, prodotto in provincia di Asti
Barbera del Monferrato Superiore  prodotto ad Alessandria, Asti nell'Alto e nel Basso Monferrato. 
Barolo nelle tipologie normale, Riserva e Chinato, prodotto nella provincia di Cuneo.
Brachetto d'Acqui normale e Spumante, prodotto nelle province di Asti ed Alessandria
Dolcetto di Diano d'Alba, prodotto nella provincia di Cuneo
Dolcetto di Dogliani Superiore, prodotto nella provincia di Cuneo
Dolcetto d'Ovada Superiore, prodotto nella provincia di Alessandria
Erbaluce di Caluso, prodotto nella provincia di Torino
Gattinara normale e Riserva, prodotto nella provincia di Vercelli
Gavi nelle tipologie Frizzante, Spumante e Tranquillo, prodotto nella provincia di Alessandria
Ghemme normale e Riserva, prodotto nella provincia di Novara
Roero rosso normale e Superiore e bianco nelle tipologie Roero Arneis e Roero Arneis Spumante, prodotto nella provincia diCuneo
Ruchè di Castagnole Monferrato, prodotto nella provincia di Asti
    
Uva Moscato
       
Il Veneto è a quota 13 Docg:
Amarone della Valpolicella, prodotto nella provincia di Verona
Bagnoli Friularo, vitigno raboso piave prodotto in provincia di Padorva
Bardolino Superiore, prodotto nella provincia di Verona
Colli Asolani-Prosecco, nelle tipologie da Brut a Demi-sec, nella provincia di Treviso
Recioto di Soave normale, Classico e Spumante, prodotto nella provincia di Verona
Recioto di Gambellara, prodotto nella provincia di Vicenza
Recioto della Valpolicella, prodotto nella provincia di Verona
Soave Superiore normale, Classico e Riserva, prodotto nella provincia di Verona
Conegliano Valdobbiadene  nelle tipologie: Prosecco, Prosecco frizzante, Prosecco spumante, Superiore di Cartizze.
Piave Malanotte, da uve raboso prodotto nella provincia di Venezia e Treviso.
Fior d'arancio Colli Euganei, prodotto da uva moscato giallo.
Lison Classico (corrispondente all'ex Tocai), prodotto nella provincia di Venezia e Treviso
Colli Asolani


La Toscana vanta 9 Docg:
Aleatico dell'Elba, nella tipologia passito.
Brunello di Montalcino normale e Riserva, prodotto nella provincia di Siena
Carmignano normale e Riserva, prodotto nei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano.
Chianti, prodotto nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena; con l'eventuale indicazione delle sottozone.
Chianti Classico, prodotto nelle province di Firenze e Siena.
Morellino di Scansano, prodotto nella provincia di Grosseto
Vino Nobile di Montepulciano normale e Riserva, prodotto nella provincia di Siena
Vernaccia di San Gimignano normale e Riserva, prodotto nella provincia di Siena
Montecucco, prodotto nella zona del Monte Amiata in provincia di Grosseto
     
Vigneti toscani




     
Seguono la Lombardia con 5 Docg:
Franciacorta nelle tipologie spumante, spumante rosé e Satèn, prodotto nella provincia di Brescia.
Oltrepò Pavese Metodo Classico nelle tipologie rosé, cremant, pinot nero, pinot nero rosé, prodotto nella provincia di Pavia
Moscato di Scanzo, prodotto esclusivamente nel Comune di Scanzorosciate (BG) che è la più piccola Docg d'Italia con 39 produttori e 31 ettari di superficie a vite.
Sfurzat di Valtellina, prodotto nella provincia di Sondrio
Valtellina Superiore normale e Riserva, prodotto nella provincia di Sondrio, e della sottozona Stagaflassi per il vino imbottigliato in Svizzera


Le Marche con 5 Docg:
Conero, prodotto nella provincia di Ancona.
Offida, prodotto nella provincia di Ascoli Piceno
Verdicchio dei Castelli di Jesi nelle tipologie Riserva e Classico Riserva, prodotto nei comuni vicini a Jesi, nelle provincie di Ancona e Macerata.
Verdicchio di Matelica Riserva, prodotto nei comuni vicini a quello di Matelica nelle provincie di Ancona e Macerata.
Vernaccia di Serrapetrona Dolce e Secco, prodotto nella provincia di Macerata nel solo comune diSerrapetrona


La Campania con 4 Docg:
Fiano di Avellino, prodotto nella provincia di Avellino
Taurasi normale e Riserva, prodotto nella provincia di Avellino
Greco di Tufo normale e Spumante, prodotto nella provincia di Avellino
Aglianico del Taburno normale e Riserva, prodotto nella provincia di Benevento.
  

  
La Puglia con 4 Docg:
Primitivo di Manduria dolce naturale, prodotto nelle province di Brindisi e Taranto.
Castel del Monte Bombino Nero, prodotto in provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) e provincia di Bari.
Castel del Monte Rosso Riserva, prodotto in provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) e provincia di Bari
Castel di Monte Nero di Troia Riserva, prodotto in provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) e provincia di Bari.


Il Friuli Venezia Giulia con 3 Docg:
Lison, Docg interregionale unitamente al Veneto, prodotto in provincia di Venezia e provincia di Treviso (Veneto) e nella provincia di Pordenone (Friuli Venezia Giulia).
Colli Orientali del Friuli Picolit, prodotto nella provincia di Udine anche con la sottozona Cialla
Ramandolo, prodotto nella provincia di Udine


Il Lazio con 3 Docg:
Cannellino di Frascati, prodotto nella provincia di Roma.
Frascati Superiore, prodotto nella provincia di Roma
Cesanese del Piglio, prodotto nella provincia di Frosinone


L’Umbria con 2 Docg:
Torgiano Rosso Riserva, prodotto nella provincia di Perugia.
Sagrantino di Montefalco secco e Passito, prodotto nella provincia di Perugia


L’Emilia Romagna con 2 Docg:
Albana di Romagna, prodotto nelle province di Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna.
Colli Bolognesi Classico Pignoletto.


Vantano una singola Docg:
L’Abruzzo con il Montepulciano delle Colline Teramane.

La Sardegna con Vermentino di Gallura normale e Superiore, prodotto nelle province di Nuoro e Sassari

La Basilicata con l’Aglianico del Vulture Superiore prodotto nella provincia di Potenza

La Sicilia con Cerasuolo di Vittoria normale e Classico, prodotto nelle province di Caltanissetta, Catania e Ragusa

La crème dei vini italiani è questa.
     
Barbaresco



       
LE SCHEDE DI ALCUNI DOCG


BARBARESCO

Docg dal 1980, monumento dell’enologia regionale e nazionale, è ottenuto esclusivamente da uve nebbiolo prodotte nei comuni di Barbaresco, Treiso e Neive e nella frazione San Rocco Seno D’Elvio nel comune di Alba (Cn). Prevede un invecchiamento minimo di 26 mesi, di cui 9 inbotte di rovere o castagno. Colore granato vivo e profumi di frutta rossa e violetta, tannino delicato, acidità vibrante, trova un matrimonio di passione nei primi piatti al tartufo, agnelli, arrosti e brasati e formaggi stagionati in genere.


BAROLO

Docg dal 1980, è ricavato da uve nebbiolo in purezza (come il cugino Barbaresco). Definito il re dei vini italiani viene prodotto principalmente a Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba e in parte nei territori di altri comuni in provincia di Cuneo. Invecchiamento minimo di 3 anni (di cui2 in botti di rovere o di castagno). Negli ultimi anni è migliorato esponenzialmente, con un ritorno alle tecniche più tradizionali di vinificazione. Gli abbinamenti sono simili a quelli del Barbaresco: carne rossa, brasati, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e stagionati.
     
Franciacorta



      
FRANCIACORTA

Docg tra le più recenti (1995), è diventato in breve tempo il simbolo delle bollicine italiane di qualità. Riserva la sua denominazione esclusivamente a spumanti prodotti per rifermentazione in bottiglia di vino ottenuto da uve chardonnay e/o pinot bianco e/o pinot nero in una serie di comuni della provincia di Brescia. Può essere rosé (con pinot nero non inferiore al 15%) e anche satèn (con normale spuma più persistente e cremosa). Invecchiamento minimo di 25 mesi, prolungato fino a 37 per il “millesimato”. Adattissimo agli apertivi, molti Franciacorta possono in realtà accompagnare bene un pasto intero, anche di carne.


BRUNELLO DI MONTALCINO

Docg dal 1980, è uno degli indiscussi vini-simbolo dell’enologia nazionale. Da sole uve sangiovese, prevede un invecchiamento minimo di 5 anni (6 la versione Riserva), di cui almeno 2 in botti di rovere. Dai tipici profumi di ciliegia e viola, ha un sapore asciutto e definito. Molteplici gli abbinamenti gastronomici possibili: carni rosse, selvaggina anche con funghi e tartufi, formaggi come tome stagionate, parmigiano-reggiano o pecorino toscano. Adatto anche alla sola meditazione.
     
Vigneto di Ramandolo
     
PICOLIT

Docg dal 2006, dall’omonima uva rara, a bacca bianca, viene prodotto in alcuni comuni a est di Udine. L’autoctono Picolit, presente per disciplinare in percentuale minima dell’85%, è un vino di antichissima memoria: di colore giallo dorato intenso, esprime profumi avvolgenti di uva appassita, miele e timo. In bocca è dolce, morbido, persistente. Da meditazione, o da abbinare a pasticceria secca e formaggi stagionati, come il “formadi frant”, prodotto caseario locale.


CHIANTI CLASSICO

Il vino italiano più famoso nel mondo è contrassegnato dalla Docg sin dal 1984. da non confondere con l’altra prestigiosa Docg “Chianti”, il Chianti Classico ricava le sue uve soprattutto dai comuni di Castellina, Gaiole, Radda e Greve in Chianti, cuore del vero Chianti storico. Riconoscibile dal celebre logo del gallo nero, è ottenuto da uve sangiovese in percentuale almeno dell’80%. La grande fama si deve a freschezza, eleganza e finezza, caratteristiche impareggiabili. È adattissimo a carni rosse e bianche, pollame, lepre e formaggi, oltre che alla ricca varietà di salumi e insaccati locali, come la finocchiona e il rinomatissimo prosciutto toscano Dop.


FIANO DI AVELLINO

Pochi lo sottolineano, ma la provincia a più alta densità di Docg è nel Sud Italia: Avellino. Il territorio ne conta ben tre: Fiano di Avellino, Greco di Tufo (bianco) e Taurasi (rosso). Ottenuto in prevalenza da uve fiano (85%), è uno dei vini bianchi più interessanti e in ascesa d’Italia. Si distingue per particolari note di frutta bianca e floreale e per una complessità che l’invecchiamento tende ad amplificare. Perfetto dall’aperitivo, sposa bene piatti a base di pesce.
      
Vigneti del Chianti
    
Da qualche anno viticoltori e stampa di settore sono tutti concentrati a comunicare ed esprimere il valore potenziale dei nostri vitigni autoctoni, uve cioè che crescono solo sul nostro territorio, e in passato troppo spesso oscurate dalla diffusione dei grandi vitigni internazionali Cabernet, Sauvignon, Merlot o Chardonay. Dall’A di Albana alla Z di Zibibbo, quello delle uve autoctone italiane è tutto un mondo da scoprire, valorizzare e ovviamente gustare.

Vediamo allora da nord a sud, le Doc più interessanti e in ascesa nel gusto dei palati italiani. Sebbene i grandi bianchi friulani portino spesso nomi internazionali (cabernet sauvignon, chardonnay, pinot grigio), la Doc Colli Orientali del Friuli è costellata di grandi uve autoctone. Su tutte segnaliamo la Ribolla Gialla, uva a bacca bianca, che sprigiona ottimi sentori floreali, perfetta con il pesce crudo e notevole anche in versione bollicine.

Un salto nel vicino Trentino Alto Adige ed ecco l’ottimo Teroldego Rotoliano, un rosso (ma anche un rosato, superiore e riserva) da uve teroldego di garbata eleganza e fascino discreto, che seduce soprattutto se accompagnato a bolliti e arrosti di carne rosse e formaggi stagionati.

Non dimentichiamo poi, più a ovest, i sorprendenti e poco conosciuti rossi della Val d’Aosta: su tutti Fumin, Gamay, Chambave e Nus. Appena più sotto, in Liguria, ecco il piacevolissimo Sciacchetrà delle Cinque Terre. Ottenuto da uve bosco, albarola e vermentino.

Che nessuna regione italiana sia tagliata fuori dai grandi vini è confermato infine da alcuni bianchi freschi da uve Malvasia e Trebbiano della laziale Doc Castelli Romani, dal Biferno molisano, eccentrico rosso da uve Montepulciano, trebbiano toscano e aglianico; dal grande pugliese Primitivo di Manduria, un ex vino da taglio assurto a rosso di piacevole modernità; e per finire, la Doc calabrese Cirò, rosso o rosato da fresche uve gaglioppo.  
     
Primitivo di Manduria



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