mercoledì 26 giugno 2013

FILIPPO BRUNELLESCHI E LA CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE (Dome of Saint Maria of Flower)

Cattedrale Santa Maria del Fiore

    
Filippo Brunelleschi (1377-1446), il primo artista che dopo un attento esame delle rovine di Roma richiamò alla vita le forme architettoniche dell'antichità, donò a Firenze il suo capolavoro: la cupola della Cattedrale Santa Maria del Fiore.


Nella primavera del 1419 ci fu il concorso per il progetto della cupola della Cattedrale di Firenze. Vi concorsero genti di tutte le lingue; e ja, oui, yes, sì, alla grazia, yo vos digo...

Barbe, facce rase, cappucci, cappelloni, compassi, rotoli, scartoffie, modellini; e speranza, invidia, presunzione, rabbietta... Ad uno ad uno quei solenni ingegneri e architetti sono chiamati davanti alla commissione.

- Qual'è il vostro progetto per questa nostra grande opera ?

Se ne sentirono di tutti i colori. Uno voleva la cupola fatta di pietre spugnose per alleggerirla: una cupola di sughero, che il vento un bel giorno poteva anche portarsi via. Un altro proponeva una travatura che ci sarebbe voluto un bosco per costruirla. Un tedesco intendeva fare tutto un apparato di pilastri... Ci fu chi propose un pilastro nel mezzo e la cupola avvitata su quel perno immenso, come un fungo sul gambo!
  


    
Sentiti tutti quei sapientoni, i commissari erano un po' sconcertati da tante stravaganze.

- E voi, messer Filippo, non avete niente da proporci?

- Io, per me, - disse pacatamente Filippo, - credo che la Cupola si possa elevare senza tante favole di legnami, pilastri e montagne di terra: e sarà anche facile da fare. Le armature se le tengano i Lanzichenecchi: per la Cupola bastano l'ardire e la vera conoscenza dell'architettura.

Queste parole suscitarono una tempesta di proteste fra i concorrenti.
Come poteva un omiciattolo di quello stampo schernire i progetti di tanti maestri titolati dell'arte ?

- Ridete pure, - disse infine Brunelleschi, - e tenetemi per sciocco. Ma io vi dico che c'è un solo modo di costruirla, la Cupola; ed è quello che tengo in questa mia umile testa, col vostro permesso. Sarà a sesto acuto, doppia, a due calotte, in modo che fra l'una e l'altra corrano le scale e si cammini: e gli otto spicchi saranno incatenati tra loro da morse di pietra che, viste dal di fuori, saranno i più snelli e gagliardi costoloni del mondo. Questa Cupola io la vedo così: la più alta, la più grandiosa fra quante esistano. Di dentro sarà come un cielo dorato di mosaici. Quando me la sogno di notte, vedo gli uccelli che roteano intorno alla lanterna  traforata come un gioiello, e le faville del sole che infocano i vetri.
  
 Spaccato della cupola di Santa Maria del Fiore
   
E l'incarico della Cupola, quell'incarico per cui è stato creato creato, per cui egli era vissuto, aveva tanto lottato e sofferto, venne dato finalmente a lui. Capomastro, governatore della Cupola! 
La Cupola sorse lentamente, piena di grazia nella sua maestà, di leggerezza nella sua forza, di freschezza nella sua linea purissima... 
La Cupola del Brunelleschi era diventata una città vera e propria, perduta nel regno delle colombe e delle rondini. Lassù si lavorava, si mangiava, si beveva e si dormiva. Aveva fatto aprire cucine e osterie, e l'odore della cipolla fritta e dell'arrosto si spandeva in quelle altezze vertiginose. La notte si cantavano canzoni e stornelli, sotto il cielo gremito di stelle; di giorno risonava la lieta sinfonia del lavoro, lo squillo degli scalpelli, il cigolio delle carrucole, il vociare degli operai. E dappertutto, quasi avesse il dono dell'ubiquità, quello sparutino, l'animatore, il genio bonario e arguto del miracolo: il Brunelleschi infaticabile, che respirava la gioia di veder sorgere quell'immenso lavoro, quella volta paurosa, senza l'aiuto d'una trave o d'un puntello!
E che pazienza, che scrupolo, e che cura materna nei minimi particolari della sua creazione colossale! Sceglieva i mattoni ad uno ad uno, per vedere se ci fosse un pelo o un'incrinatura!
La creazione della Cupola, durata dodici anni, dal 1425 al 1436, è cosa tanto mirabile che pone un po' nell'ombra le altre opere architettoniche di Filippo; la Facciata dell'Ospedale degli Innocenti a Firenze..., la Sacrestia vecchia..., il Chiostro e l'interno della chiesa di S. Lorenzo..., la Cappella de' Pazzi nel Chiostro di S. Croce..., la chiesa di S. Spirito..., e il Palazzo Pitti col ciclopico rivestimento di blocchi di macigno appena scalpellato.

Lo stile architettonico del Brunelleschi è quanto di più puro e di più elegante ci abbia dato  il  Rinascimento..., è veramente I'antico reso italiano, la severità romana sposata alla grazia fiorentina.
  
 Cupola di Santa Maria del Fiore

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il genio compreso quello notevole di Brunelleschi si manifesta attraverso processi ricorsivi, giochi di specchi. Così con le tavolette prospettiche il punto di fuga veniva a coincidere con il punto di vista. E' la doppia cupola del duomo, una interna all'altra, di cui quella interna ne contiene una virtuale a sezione circolare, che ne ha garantito la costruzione autoportante senza uso di centine di sostegno. Come la presenza della ricorsiva sequenza di Fibonacci nella costruzione. Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.