domenica 23 giugno 2013

LA SCOPERTA DELL'AMERICA - Cristoforo Colombo (The discovery of America - Christopher Columbus)

Ritratto di Cristoforo Colombo eseguito da Sebastiano del Piombo, 1519


Formazione delle grandi monarchie

I grandi Stati nazionali europei, del cui formarsi era stato testimone il XIII secolo, consolidano nel '400 la loro struttura e fisionomia.
Le monarchie, che si valgono dell'appoggio della borghesia e ne esprimono sostanzialmente gli interessi, vincono sul  terreno politico la lotta contro le ultime, grandi feudalità.

Lo Stato nazionale francese è definitivamente compiuto da Luigi XI che sconfigge, tra il 1476 ed il 1477, i feudatari.
Nel 1469, sotto Ferdinando d'Aragona, la Spagna è riunita, quasi per l'intera estensione del suo territorio, in un unico Stato.
Con il predominio della Casa dei Tudor si consolida la nazione inglese, mentre, in Portogallo, Enrico il Navigatore getta le fondamenta di un impetuoso sviluppo politico ed economico del suo paese.

Ciò che Comuni e governi autonomi delle città non riuscirono a fare, riescono a realizzarlo gli Stati nazionali: offrono alle borghesie una comune base d'interesse.

Dalla fine del secolo XV la scoperta dell'America e le grandi imprese dei navigatori rivoluzioneranno il mercato mondiale.

La borghesia italiana, che nel commercio con I'Oriente aveva costruito le proprie fortune, subisce un duro contraccolpo. Portoghesi e Spagnoli iniziano l'era della colonizzazione: comincia la spartizione del mondo tra le prime potenze che già possono definirsi capitalistiche. (capitalistiche: da capitalismo, sistema economico basato sull'impiego del capitale per ottenere "profitto". Nel sistema capitalistico, la proprietà dei mezzi di produzione è di coloro che hanno investito i capitali).

Da questa spartizione la borghesia italiana resterà completamente tagliata fuori.
  



Cristoforo Colombo

Verso la fine del XV secolo gli europei, per sottrarsi al predominio marittimo dei Turchi, che controllavano praticamente I'intero Mediterraneo e le rotte d'accesso all'Oceano Indiano, si misero alla ricerca di altre possibili vie di comunicazione. Tra i vari progetti, oltre quello sulla circumnavigazione costiera dell'Africa (realizzata poi da Vasco De Gama) ve ne era uno fondato sulla ipotesi di un "passaggio" verso Ovest, per raggiungere la Cina dalla parte opposta a quella tradizionale. Naturalmente tale progetto presupponeva la convinzione che la terra fosse sferica.

Per nulla turbato dalla descrizione dei probabili e terrificanti pericoli cui sarebbe andato incontro, un navigatore genovese, Cristoforo Colombo - nato nella città ligure il 1451 - si dichiarò disposto ad affrontare impresa e rischi.
Colombo non era certo uno scienziato, ma credeva nel la rotondità della Terra. A rafforzare i suoi convincimenti era intervenuto, con una lettera, il matematico e astronomo fiorentino Paolo Toscanelli (1397-1482).

Per dieci lunghi anni Colombo vagabondò, privo di mezzi, alla ricerca di appoggi: fu in Francia e in Inghilterra, in Spagna e in Portogallo. Il più delle volte fu trattato da pazzo e da scriteriato. Alla fine i sovrani spagnoli Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, concessero a Colombo iI minimo indispensabile per realizzare la fantastica impresa.

Con una nave da cento tonnellate e due "2 alberi" ancora più piccoli - le famose "tre caravelle", Nina, Pinta e Santa Maria - Colombo partì da Palos, presso Cadice, il 3 agosto 1492.

Dopo tre mesi di. durissima navigazione, il 12 ottobre 1492, le tre imbarcazioni presero terra sull'isola di Guanahani (oggi Watling) che Colombo battezzò San Salvador.
L'ammiraglio ignorava d'aver raggiunto un continente sino allora sconosciuto, né lo seppe mai. Era certo d'aver messo piede sul suolo asiatico: Nuove Indie, infatti, fu il nome dato a quelle terre.

Dopo questo primo, eccezionale viaggio, durante il quale Colombo toccò anche le isole di Cuba e di Haiti (chiamata Hispaniola dagli scopritori) iI navigatore genovese effettuò altre tre spedizioni sbarcando (1493-1495) nelle Piccole Antille e nella Giamaica, nella Penisola di Paria (1500) ed in Colombia (1502-1504).

Da queste imprese sensazionali Colombo - una personalità tra le più ricche di fascino della storia dell'umano progresso - non trasse che sventure. Povero e dimenticato, morì a Valladolid il 1506.
  


    
Le conseguenze della scoperta

La scoperta dell'America segna, di fatto, l'inizio di una epoca. Si deve tener conto che nello stesso periodo il portoghese Vasco de Gama raggiungeva l'India (1498) via mare, dopo aver doppiato I'estremità meridionale dell'Africa. 
I veneziani Giovanni e Sebastiano Caboto approdavano in Florida e nel Labrador, mentre Amerigo Vespucci (in suo onore iI nuovo continente sarà chiamato America) costeggiava il Messico.

II mondo stava per abbandonare le antiche strade; il Mediterraneo cessava di essere il ponte tra occidente e oriente.
Per effetto di queste scoperte assurgevano al ruolo di grandi potenze Spagna e Portogallo; Più ancora quest'ultima cui le imprese di Vasco de Gama avevano assicurato un enorme impero coloniale.

Le ricchezze delle Nuove Indie (o West Indies, Indie occidentali) fanno dell'Atlantico una nuova grande via di comunicazione e di traffico: tutti i porti situati sulle coste dell'Ovest europeo - Cadice, Lisbona, Londra, Amsterdam - acquistano un posto d'eccellenza nel commercio mondiale.

Le conseguenze delle scoperte geografiche saranno di incalcolabile portata sia nelle ripercussioni immediate di ordine politico ed economico che in quelle a più lungo termine, nei secoli a venire. Una nuova ripartizione del mondo è in atto.

Le Repubbliche marinare e le città italiane, già ricche e splendide, vanno incontro ad una fatale decadenza. L'Italia, divisa in numerosi piccoli Stati privi di difesa, è esposta al gioco politico ed economico delle grandi potenze europee. Si preparano lunghi secoli di asservimento allo straniero.
La crisi della società italiana non poteva non riflettersi, in prospettiva, sulla sua cultura e civiltà. Ma per tutto il 1400 e poi con l'età piena del Rinascimento l'Italia sarà il centro intellettuale e artistico dell'Europa intera
  

   
Lo sbarco di Colombo a Guanahani

Del viaggio di Colombo che si concluse con l'approdo sul nuovo continente esiste una ricostruzione fatta dal figlio Ferdinando (che fu a fianco del padre nella sua quarta spedizione) sulla base, evidentemente, del racconto e della testimonianza paterni. Di questa ricostruzione è andato smarrito l'originale in spagnolo (così come non si è trovato l'originale del diario di Colombo). Ne è rimasta una traduzione italiana fatta a Venezia nel 1571 e che ha per titolo: Historie di Fernando Colombo, nelle quali s'ha particolare e vera relazione della vita e de' fatti dell'Ammiraglio Cristoforo Colombo, suo padre.

La narrazione di Fernando comincia dalla partenza dell'ammiraglio dall'Isola della Gran Canaria e segue minuziosamente le vicende della traversata dell'Atlantico.
Alla sera deIl'11 ottobre del 1492 il marinaio Roderigo De Triana avvista per primo, da bordo della Pinta che s'era spinta avanti essendo più veloce delle altre, una scura striscia all'orizzonte e lancia il suo grido famoso: "Terra, terra". 
E' notte ormai e si decide di gettare le ancore e attendere il giorno per I'ultimo atto dell'impresa: lo sbarco. Ma ecco come descrive Fernando il grande momento:

"Venuto adunque il giorno videro che era un'isola di 15 leghe di lunghezza (lega: misura di lunghezza che varia, a seconda dei paesi, da  4 a 6 Km..., qui si deve però intendere lega marina, pari a 5 km e mezzo), piana, e senza montagne, piena di alberi molto verdi e di bellissime acque, con una gran laguna in mezzo, popolata da molte genti, che non con minor desiderio concorrevano alla marina tutti stupiti e maravigliosi per la vista dei navigli credendo che fossero alcuni animali; e non vedeano l'ora di saper certo che cosa fossero. Né i cristiani men fretta avean di saper chi essi fossero: iI desiderio de' quali tosto fu soddisfatto: perciocché di subito, messi i ferri (le ancore) nell'acqua, lo Ammiraglio dismontò in terra con la barca armata e con lo stendardo reale spiegato.
Il medesimo fecero i capitani degli altri due navigli, dismontando nelle loro barche con la bandiera dell'impresa, ch'era dipinta d'una croce verde con una F da una parte e dell'altra avea alcuni coronati (stemmi) per memoria di Ferdinando e di Isabella.
E, avendo tutti reso grazie a Nostro Signore, inginocchiati in terra, e baciatala con lagrime di allegrezza per l'immensa grazia ch'egli lor aveva fatta, lo Ammiraglio si levò su e mise nome a quell'isola San Salvatore. Poi con la solennità e parole che si ricercano tolse il possesso in nome de' Re Cattolici, presente molta gente della terra che vi si era ridotta: e per conseguenza i cristiani accettarno lui per Ammiraglio e Vicerè e gli giurarono ubbidienza, come a colui che già rappresentava la persona delle Loro Altezze, con tanta allegrezza e piacere quanto di così fatta vittoria era giusta cosa che avessero; chiedendogli tutti perdono delle ingiurie che per la lor paura e incostanza gli avevano fatte (allusione al malcontento e alla sfiducia che, durante la traversata, s'erano impadroniti dell'equipaggio). 
Alla qual festa e allegrezza essendo concorsi molti indiani e vedendo l'Ammiraglio che era gente mansueta, quieta, e di grande semplicità donò loro alcuni cappelletti rossi e corone di vetro le quali essi si mettevano al collo; e di altre cose di poca valuta, che da lor furono stimate assai più che se fossero state pietre di molto prezzo".
  



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