giovedì 11 luglio 2013

ISLANDA - La terra di fuoco (Iceland - The Land of Fire)




La terra di fuoco

L'Islanda ha una formazione geologica relativamente recente ed e nata grazie all'accumulo, a partire dall'Era Terziaria, di enormi strati di colate laviche che sono andate a costituire gli altopiani dell'interno, spesso superiori ai 500 metri. 
  
Surtsey (Isola di Surtur) è un'isola vulcanica a largo della costa meridionale dell'Islanda. Situata alla latitudine di 63°17′ N, è la zona più a sud dell'Islanda. L'eruzione vulcanica che la formò, iniziò a 130 metri sotto il livello del mare e raggiunse la superficie il 14 novembre 1963.



   
L'attività vulcanica modifica ancora oggi la fisionomia del territorio
Infatti nel 1963 un'intera isola, poi chiamata Surtsey, affiorata dall'Oceano Atlantico, al largo dell'arcipelago delle Vestmanna, in seguito a un'eruzione durata tre anni. 
  
Heimaey è l'isola più grande (13,4 km² - 5,2 miglia quadrate) del distretto di Vestmannaeyjar, situata a circa 4 miglia nautiche (7,4 km) dalla costa meridionale dell'Islanda. È l'unica isola popolata dell'arcipelago di Vestmannaeyjar con circa 5.000 abitanti.



  
Nel 1973 si è formato un nuovo vulcano nell'Isola di Heimaey, nello stesso gruppo di isole, nei pressi di un insediamento di circa 5.000 persone. La popolazione è stata completamente evacuata prima che l'isola venisse sepolta da una fitta coltre di cenere.
  
Hekla è un vulcano situato nel sud ovest dell'Islanda, alto 1491 m. È il vulcano più noto d'Islanda; nel Medioevo era ritenuto la porta dell'inferno. Si trova al centro della frattura che da sud ovest a nord est segna l'Islanda ed è molto attivo: nell'ultimo millennio sono state censite una ventina di eruzioni, dalla prima rilevata nel 1104 alle più recenti (1980, 1991 e 2000). Il suo nome significa "incappucciato" e deriva dal fatto che la cima del vulcano è quasi sempre coperta da nubi



   
Il più noto tra i vulcani d'Islanda è l'Hekla (1.447 metri), ed e interessante osservare che alcuni di essi sono completamente sepolti dai ghiacci. 
Le loro eruzioni danno luogo a veri e propri disgeli (jokullaup). 
I crepacci da cui fuoriesce la lava costituiscono la forma di vulcanesimo più recente.
  
Geyser Strokkur 



   
Una conseguenza dei fenomeni vulcanici è anche l'abbondanza di geyser e di sorgenti calde che hanno una grande importanza non solo economica.
L'Islanda è infatti un Paese freddo, e lo sarebbe ancora di più se il suo clima non fosse mitigato dalla Corrente del Golfo e soprattutto dalle quattordici zone ad altissima temperatura naturale, ricche di sorgenti calde che consentono, tra l'altro, il riscaldamento gratuito delle abitazioni.

Il vulcano Eyjafjöll 



   
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1 commento:

Soffio ha detto...

deve essere un modo di vivere una simile natura che cambia dentro. E grazie per la Vistola, mi ero dimenticato di lei.