sabato 20 luglio 2013

RUSSIA - Россия - 俄国 - ロシア - Rusia - Росія - Venäjä - Russland - Rusiya - Русија

Cremlino - Mosca





RUSSIA

LA BANDIERA

    
Quando Pietro il Grande visitò i Paesi Bassi nel 1699 allo scopo di apprendere sulla fabbricazione delle navi, si rese conto che la Russia necessitava di una bandiera per la sua marina. Quindi si ispirò alla bandiera olandese e creò un tricolore simile, ma scelse per esso dei colori russi (a quell'epoca la bandiera olandese era arancio-bianco-blu, non aveva il rosso). La scelta dei colori fu fatta in base allo stemma del Granducato di Mosca, che raffigurava San Giorgio, con un'armatura bianca su un cavallo bianco, che indossa un mantello e regge uno scudo blu. Il tutto su sfondo rosso. Questa bandiera divenne la bandiera ufficiale russa il 7 maggio 1883. Quando i bolscevichi presero il potere nel 1917 cambiarono la bandiera che venne però ripristinata il 21 agosto 1991.
La bandiera russa è la fonte dei colori panslavi.


IL TERRITORIO



I CONFINI

La russia confina a nord con la Norvegia, Mare di Barents, Mare di Kara, Mare di Leptev, Mare della Siberia Orientale e Mare di Cukci; a est con Mare di Bering, Oceano Pacifico, Mare di Ohotsk e Mare del Giappone; a sud con Corea del Nord, Cina, Mongolia, Kazakistan, Mar Caspio, Azerbaigian, Georgia, Mar Nero e Mar d'Azov; a ovest con Ucraina, Russia Bianca, Lettonia, Estonia, Mar Baltico e Finlandia. 

La Russia si estende su una superficie di 17.075.400 kmq e comprende una sezione europea e una asiatica. Si estende da est a ovest per 9.000 km: tra i due punti estremi (a ovest la città di Kaliningrad, al confine con la Polonia, e ad est la penisola di Ciukci) si susseguono ben 11 fusi orari. Ciò significa che quando a Mosca è mezzogiorno, sono le 23 nei territori presso lo Stretto di Bering. Dall'estremo nord (capo Celiuskin nella penisola di Tajmyr) all'estremo sud, al confine con I'Azerbaigian, intercorrono invece quasi 6.000 km di distanza. 
Quattro sono le grandi aree geografiche della Russia: la Russio europea, il Caucaso, gli urali, e la Siberia.

La provincia di Kaliningrad è collocata sul Mar Baltico tra Polonia e Lituania ed è, dunque, separata dal resto del Paese.

Il Bassopiano Sarmatico, che costituisce quasi integralmente la Russia europea, è un'enorme pianura, continuazione del bassopiano germanico, interrotta a tratti da modesti rilievi. Tra questi il sistema collinoso del Rialto Centrale Russo (300 m), collegato a nord con il Rialto del Valdaj; a est sono invece situate le Alture del Volga (400 m), lungo il medio corso del fiume omonimo.

La regione caucasica è formata da una fascia montuosa che si estende, da nord-ovest a sud-est, tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Tale fascia, che rappresenta l'anello di congiunzione a sud tra le pianure della Russia europea e l'altopiano asiatico dellAnatolia, si divide in due catene parallele: il Grande e il Piccolo Caucaso. 
Il primo si allunga per 1.200 km segnando il confine con la Georgia e comprende le due vette più elevate del sistema: l'Elbrus (5.633 m) e il Kazbek (5.047 m), ambedue di origine vulcanica. A nord del Caucaso si trova la Ciscaucasia, una zona stepposa digradante verso la pianura dell'Ucraina.

La catena dei Monti Urali separa la pianura sarmatica da quella siberiana e costituisce il confine geografico tra l'Europa e l'Asia. Essa è meno impervia del Caucaso (raggiunge al massimo i 1.894 m col Monte Narodnaja), ma notevolmente più estesa. Infatti si prolunga per circa 2.000 km in direzione nord-sud e si divide, da nord a sud, in: Urali Petrosi, caotico e pittoresco ammasso di rocce; Urali Metalliferi, ricchi di giacimenti ferrosi; Urali Selvosi, coperti da fitte foreste.

La Siberia occupa il territorio tra gli Urali e l'Oceano Pacifico, e viene divisa convenzionalmente in Siberia occidentale e orientale. La parte occidentale è una vastissima pianura che si estende sul bacino del fiume Ob per 1.600 km, dagli Urali al fiume Jenisej. Da nord a sud misura circa 3600 km: la zona settentrionale è dominata dai ghiacci e dalla tundra che, scedendo verso sud, lasciano il posto alle paludi e agli acquitrini della taiga, coperta dalle foreste di conifere e betulle. Relativamente popolata e fertile nella zona sud-occidentale, è invece semidesertica nella zona meridionale. 
La Siberia orientale comprende un altopiano molto esteso, interrotto da larghe e profonde vallate e da massicci montuosi isolati. A sud e a est della vallata della Lena, che percorre la regione da nord a sud, si erge una serie di catene montuose aspre ed elevate. Tra esse: i Saiani orientali e occidentali, i Monti del Bajkal, i Monti Jablonovy, gli Stanovoj, i Monti Cerski (Pobeda 3.147 m), i Monti Sihote-Alin, i Monti Kolyrna e i vulcani della Kamcatka.

Come tutto in Russia è sterminato, vastissima è anche la rete idrografica. Il Paese possiede alcuni dei maggiori fiumi europei: il Volga (3.531 km), il più lungo d'Europa, e una parte dell'Ural (2.428 km) , che sfociano nel Mar Caspio; il Don (1.870 km), che sfocia nel Mar Nero; la Dvina Settentrionale (7.302 km) e la Peciora (1.809 km), che sboccano nel Mar Glaciale Artico. 
In Asia i fiumi sono: l'Ob-lrtys (5.410 km), lo Jenisej (4.092 km) e la Lena (4.400 km), che sfociano nel Mare Glaciale Artico. L'Amur (4.416 km), che sbocca nel Pacifico.

Anche i laghi sono tra i più grandi del mondo. Nella parte europea: il Ladoga (18.400 kmq); l'Onega (9.610 kmq); il Rybinsk (4.100 kmq), l'llmen (2.200 kmq). 
Nella parte asiatica il Mar Caspio (371.000 kmq) è il più vasto del mondo, mentre il Bajkal (31.500 kmq) è il più profondo (1.620 m).

La Russia è un Paese decisamente continentale, pur disponendo di uno sviluppo costiero di circa 40.000 km.
Ciò dipende dal fatto che la costa artica è quasi sempre ostruita dai ghiacci (unica eccezione il porto di Murmansk, sul Mare di Barents, lambito dalla Corrente del Golfo), mentre altre coste sono basse e paludose, quindi inadatte a ricevere navi di un certo tonnellaggio. Inoltre, per alcuni tratti, la Russia è bagnata da mari chiusi o da bacini i cui sbocchi sono controllati da altri Stati.

Lungo la costa artica, la gran de penisola di Kola delimita il Mar Bianco e, proseguendo verso est, il litorale si presenta basso e articolato, inciso dalle insenature formate dai profondi estuari dei fiumi che vi sfociano (Ob, Jenisej e Hatanga). 
Le penisole artiche sono: Kanin, Jamal, Gyda, Tàjmyr e Cukci. Quest'ultima è separata dal continente americano dallo Stretto di Bering, navigabile nei mesi estivi.

La costa artica è fronteggiata da arcipelaghi e da isole: tra i primi Novaja Zemlia, Terra di Francesco Giuseppe, Severnaja Zemlja e Nuova Siberia; le isole maggiori sono invece Kolgujev e Wrangel.

La costa sul Pacifico si protende verso il mare con la grande penisola della Kamòatka, a nord, che, con le isole Curili a est e l'isola di Sahalin, a sud, delimita il Mare di Ohotsk, navigabile solo a luglio quando si sciolgono i ghiacci. Nel Mare di Ohotsk si getta il fiume Amur, la cui foce è ghiacciata durante il periodo invernale. All'estremità meridionale della costa si apre la Baia di Vladivostok, con l'omonimo porto.

La costa sul Mar Nero gode di un clima mite ed è perciò circondata da zone fertili, popolate e industrializzate.
GIi approdi sono favorevoli, soprattutto nel tratto di costa a falesia, che protegge dai venti del nord. 
Il semistagnante Mare dAzov è separato dal Mar Nero dalle penisole di Crimea e del Kuban.

Il Mar Caspio è situato in una vasta e profonda depressione che raggiunge i 26 m sotto il livello del mare.
Le coste sul Mar Baltico ospitano il porto di San Pietroburgo, che si affaccia sul Golfo di Finlandia.

Situata alla stessa latitudine del Canada, la Russia è ovviamente un Paese dal clima nordico. Solo i territori dellAmur e la Ciscaucasia si estendono a sud del 50° parallelo, che passa a nord della Francia; le regioni settentrionali sono invece situate a nord del 60° parallelo, lo stesso di Stoccolma, Helsinki e Oslo. 
Le zone costiere settentrionali sono occupate da ghiacci per tutta la durata dell'inverno artico, che si protrae per oltre nove mesi nell'arco dell'anno.
La Russia si compone di tre grandi regioni, caratterizzate da differenti condizioni climatiche: la pianura russo, il Caucaso e la Siberia.

Nella pianura russa, posta fra le frontiere occidentali dello Stato, gli Urali e il Mar Caspio, prevale un clima di tipo continentale, più temperato rispetto alle regioni nordiche, ma pur sempre caratterizzato da escursioni termiche stagionali dell'ordine di 30° C. Gli inverni sono lunghi e rigidi, brevi le stagioni intermedie,le estati tiepide o decisamente calde, secondo la latitudine.

La vegetazione si differenzia col variare del clima: a nord prevale la tundra (muschi e licheni), per lasciare posto, più a sud, alle foreste di conifere della taigà. Nella fascia centrale numerose radure preludono alla steppa, simile alla prateria americana, mentre nel bacino caspico si trovano ampie zone semidesertiche.

La regione del Caucaso ha un clima di tipo subtropicale, molto piovoso ad ovest e arido nella zona orientale, caratterizzata da steppe desertiche.
La Siberia, maggiore regione della Russia, si estende fra il 50° e il 25° parallelo. La popolazione è scarsa, il clima è di tipo continentale freddo.
Alle sue latitudini più meridionali la temperatura invernale si attesta sui - 25° C. Solo queste zone sono adatte all'insediamento umano.


LA POPOLAZIONE

Ha una popolazione di 147.506.000 abitanti con una densità media pari a 9~  abitanti per km2. La Russia ospita svariate minoranze etniche; il gruppo etnico dominante è costituito dai russi che formano l'83 % della popolazione totale. Altri gruppi: tatari 3,8 %; ucraini 2,3 %; ciuvasci 1,2 %;baschiri 0,9 %; russi bianchi 0,7 %. 
La lingua ufficiale è il russo; nei singoli tertori e Repubbliche autonome sono pero ufficialmente in uso lingue locali. 
La religione più diffusa è la cristiana ortodossa, seguono musulmani, protestanti, ebrei e cattolici.


IL GOVERNO

La Russia è uno Stato federale in cui, accanto alla Repubblica russa, esistono 16 Repubbliche autonome e 13 fra province e territori autonomi. 
La Costituzione, approvata col referendum del 12 dicembre 1993, conferisce ampi poteri al presidente federale, eletto per 4 anni a suffragio universale e per non piu di due mandati consecutivi: egli nomina il primo ministro, è responsabile della politica estera, controlla i servizi di sicurezza e gli organi di sorveglianza dell'informazione e ha potere di scogliere la Duma e indire nuove elezioni. ll supremo organo legislativo è l'Assemblea federale, composta dalla Duma (450 membri eletti per 4 anni) e dal Consiglio della Federazione (178 membri). 
L'unità monetaria è il rublo. 
La capitale è Mosca (8.400.000 abitanti).


L'ECONOMIA

Fino al periodo della Rivoluzione ottobre, la Russia era un Paese tradizionalmente agricolo ed ancor oggi essa possiede enormi potenzialità agricole, in particolar modo per Ia produzione di frumento e di patate. Le zone agricole, le cosiddette “terre nere”, di colore scuro perché ricche di humus, si trovano per la maggior parte nel territorio europeo. Le terre coltivabili sono comunque ridotte rispetto all'estensione totale del territorio: costituiscono infatti meno del 15 % del territorio complessivo. Ciò è dovuto principalmente al clima a volte troppo arido e a volte assai freddo.
Inoltre gran parte del territorio è occupata da foreste, che forniscono legname, e da steppe il cui utilizzo richiede l'impiego di ingentl mezzi e capitali per opere di bonifica. 
L'agricoltura russa, oltre ai generi menzionati, produce anche orzo, avena, barbabietole da zucchero, canapa e lino.
Rilevante è inoltre la produzione di piante oleifere e da frutta.

Nonostante l'elevata produttività, la Russia è costretta ad importare generi alimentari dall'estero e grandi quantità di grano dagli Stati Uniti. Il deficit cronico dell'agricoltura è dovuto in larghissima parte al fallimento della politica economica del passato regime comunista e, in secondo luogo, alla carenza di pezzi di ricambio per le macchine agricole.

Ingentissimo è il parco bovino, anche se va rilevato che il rendimento di carne per chilo di bestiame, nutrito con cereali, è relativamente scarso.

Lo sviluppo industriale avvenuto durante il periodo del regime comunista, oltre che dalla politica governativa, è stato favorito soprattutto dall'abbondanza di fonti energetiche e di risorse idriche e minerarie del Paese.
I numerosi giacimenti di petrolio, metano e minerali metallici, hanno permesso un imponente sviluppo delle industrie siderurgiche e meccaniche in prossimità delle località ricche di materie prime, eccezion fatta per la Siberia, ancora poco sfruttata per le difficili condizioni climatiche e morfologiche. 
Le industrie di trasformazione si sono invece sviluppate nelle zone ad alta urbanizzazione.

La Russia è fra i primi produttori mondiali di petrolio, gas naturale, ferro, rame, lignite, fosfati, oro, argento e carbon fossile. Anche le principali riserve di gas naturale, carbone e lignite sono situate in Russia.

Lindustria manifatturiera è scarsamente sviluppata e produce articoli destinati al consumo interno. Durante il periodo sovietico l'economia era fondata sulla proprietà da parte dello Stato di tutti i mezzi di produzione e su una struttura estremamente centralizzata. Il processo di nazionalizzazione dei mezzi di produzione, banche, fabbriche, aziende agricole ecc., venne avviato negli anni Venti e fu attuato gradualmente a causa della estrema disorganizzazione in cui versava il Paese dopo la prima guerra mondiale e la guerra civile. Solo alla fine degli anni Venti poté però essere effettivamente varata una politica di pianifi cazione economica.

Dopo la fine del regime sovietico l'economia russa è stata duramente impegnata in un'opera di modernizzazione e privatizzazione, per ovviare ala cronica sottoproduttività causata dalla burocratizzazione dell'apparato produttivo e dal peso del settore degli armamenti, che in passato ha assorbito gran parte dei finanziamenti per l'industria.

La produzione agricola e quella industriale sono destinate in massima parte al consumo interno. Gli scambi con l'estero riguardano solo una piccola parte della produzione totale e più che altro materie prime, che vengono scambiate con prodotti finiti.
La Russia è rimasta per molto tempo isolata dalla comunità internazionale a causa della sua particolare situazione politica e ideologica; le enormi distanze, inoltre, limitano lo sviluppo degli scambi tra i vari centri. Il sistema delle comunicazioni, seppure molto esteso, necessita di continui ampliamenti. La rete ferroviaria, con i trasporti aerei, è il mezzo più usato.
Le principali linee ferroviarie sono la Transiberiana e le due linee che collegano il Paese alla Cina. La rete stradale è in gran parte asfaltata. 
Un'altra sfruttata via di comunicazione è rappresentata dalla navigazione fluviale, spesso utilizzata per il trasporto di legnami. Molto estesi sono infine gli oleodotti e i metanodotti che trasportano petrolio e gas naturale da una parte all'altra del Paese e verso l'Europa e l'Estremo Orierrte. 
I porti principali sono: Murmansk, Arcangelo, San Pietroburgo e Vladivostok; gli aeroporti più importanti: Mosca e San Pietroburgo.


CENNI STORICI

La Russia meridionale fu abitata in tempi molto antichi dagli Sciti e dai Sarmati, una popolazione di stirpe iranica che diede poi il nome alla regione (Bassopiano Sarmatico). Si susseguirono poi varie invasioni, finché gli Slavi, assimilatisi ai Variaghi (di origine scandinava), costituirono uno Stato attorno alla città di Kiev, in Ucraina. Tale entità politica si espanse in seguito verso la Galizia, il Golfo di Finlandia e il bacino superiore del Volga. Convertitasi alla religione cristiana ortodossa nel X secolo, Kiev decadde rapidamente nel secolo successivo. Nel XIII secolo la Russia centrale fu conquistata dai Mongoli che, provenienti dall'Asia centrale, formarono l'impero dell'Orda d'Oro, di cui erano tributari vari ducati slavi. Tra questi ducati , emerse ben presto quello di Moscovia che, sotto la guida di Ivan III il Grande, riuscì ad arginare i Mongoli. Vennero così poste le basi per la formazione di uno Stato nazionale russo con capitale Mosca (prima metà del XIV sec.).
Con Ivan IV, detto il Terribile, che si proclamò zar per distinguersi dagli altri duchi, i confini della Russia subirono una notevole espansione, raggiungendo il Caucaso e il Mar Caspio.
Dopo un periodo di alterne fortune, nel XVII secolo con Michele III iniziò la dinastia dei Romanov, destinata a regnare fino al 1917. Nel XVII secolo, sotto lo zar Pietro il Grande, la Russia entrò nella politica europea. Il sovrano infatti nel 1703 fondò sulle sponde del Baltico Pietroburgo, la nuova capitale imperiale, dando inizio al processo di occidentalizzazione del Paese. I suoi successori, tra cui Caterina II la Grande, continuarono la sua politica di espansione, occupando la Siberia, ma senza riuscire a conquistare uno sbocco verso il Mediterraneo e, soprattutto, senza attuare una politica di riforma delle strutture economiche e sociali. Si pensi che la servitù della gleba venne abolita solo nel 1861 e che, conseguentemente, a questa data risale l'inizio del processo di industrializzazione, rimasto peraltro limitato a pochi centri. 
Dure repressioni e svolte riformistiche si alternarono per decenni finché nel 1905, in coincidenza col blocco dell'espansione russa a oriente operata dai giapponesi, un importante fermento rivoluzionario scosse la Russia, portando alla concessione di una Costituzione.

Avvicinatasi alla Francia e alla Gran Bretagna agli inizi del secolo, la Russia enfrava quindi in guerra nel 1914 confro gli Imperi Centrali. Tuttavia nel 1917, nel pieno della prima guerra mondiale, la rivoluzione socialista, guidata da Vladimir Ulianov, detto Lenin, capo dei bolscevichi (comunisti) e favorita dalle disastrose condizioni economiche, oltre che dalle sconfitte militari, conduceva alla caduta dello zar Nicola II e alla instaurazione di un nuovo regime politico.
Dopo un periodo di guerra civile, nel 1921 Lenin abbandonava la dura poltica del “comunismo di guerra”, inaugurando la NEP (Nuova Politica Economica), che permetteva una certa ripresa dell'economia. Nel 1922 veniva ufficialmente costituita l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche mediante un trattato federativo tra le repubbliche di Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia. 
Dopo la morte di Lenin, nel 1924, si formavano due fazioni all'interno del Partito Comunista: l'una sosteneva la necessità di una rivoluzione su scala mondiale, l'altra la possibilità di realizzare il socialismo in un solo Paese.
Nel 1928 quest'ultima fazione, guidata da Josif Dzugasvili, detto Stalin, prendeva il sopravvento e, ponendo fine alla NEP, attuava una politica di intenso sviluppo economico, basato sulla crescita dell'industria pesante e sulla collettivizzazione agricola forzata (formazione dei souchoz e kolchoz). Stalin, per raggiungere i suoi obiettivi, introduceva un regime di terrore, improntato alla repressione di ogni forma di dissenso (grandi purghe staliniane) .

Entata nella Società delle Nazioni nel 1934, I'URSS si alleava alle potenze occidentali contro il nazifascismo. Ma nel 1939, con un brusco rovesciamento di fronte, sottoscriveva un trattato di non aggressione con la Germania nazista. Rimasta neutrale allo scoppio della seconda guerra mondiale, si affiancò agli alleati solo dopo essere stata attaccata dai tedeschi  nel 1941 durante l'operazione Barbarossa che raggiunsero Stalingrado (la quale fu assediata per un anno dalla sesta armata tedesca ma i russi trionfarono) e Leningrado (la quale fu assediata per tre anni)ma non Mosca perchè l'armata rossa (l'esercito russo) riuscì a respingerli.
La guerra causò enormi perdite e distruzioni, ma al termine del conflitto I'URSS riusciva ad affermarsi come grande potenza, instaurando una serie di regimi comunisti nei Paesi dell'Europa orientale. Nel dopoguerra, l'Unione Sovietica si fissava in una posizione rigidamente antagonistica rispetto alle potenze occidentali, inaugurando iI periodo della cosiddetta “guerra fredda”.
Dopo la morte di Stalin (1953), dopo un breve predominio di Malenkov, succedeva quello di Nikita Krusciov che procedeva ad una politica di disgelo verso l'Occidente e avviava la destalinizzazione, promulgando riforme economiche e sociali. Nel 1955 l'URSS costituiva con i Paesi satelliti un'organizzazione militare (il Patto di Varsavia ed era formata da Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Germania Est, Polonia, Romania, Ungheria e URSS) e nel 1956 veniva duramente repressa una rivolta anticomunista in Ungheria.

L'Unione Sovietica comunque, pur continuando a potenziare gli armamenti, si rivolgeva anche al settore della tecnologia spaziale, lanciando il primo satellite artificiale (1957) e la prima navicella con un astronauta a bordo (Yuri Gagarin, 1961).
Dal 1967 si incrinavano le alleanze con la Cina e l'Albania, mentre iniziava una fase di distensione con i Paesi dell'Occidente. A Krusciov, estromesso nel 1964, subentrava Leonid Breznev che poneva fine alla liberalizzazione interna, sostenendo una linea molto rigida contro il dissenso. Nei confronti dell'Occidente, si adoperava per il mantenimento del dialogo, mentre si profilavano gravi tensioni all'interno dello schieramento comunista: nel 1968 i Paesi aderenti al Patto di Varsavia intervenivano in Cecoslovacchia; nel 1969 il dissidio con la Cina sfociava in un conflitto armato; dal 1981 I'URSS esercitava pesanti pressioni affinché fosse represso il sindacato libero in Polonia. Inoltre l'Unione Sovietica, sin dal 1979, era intervenuta militarmente anche in Afghanistan a sostegno di un regime filocomunista e contemporaneamente appoggiava i regimi filosovietici in Africa e in Centro America. 
L'espansionismo sovietico aveva però ripercussioni negative sul piano diplomatico, creando una seria difficoltà nei rapporti con l'Occidente. Nel 1982 Y. Andropov succedeva a Breznev; il nuovo leader cercava di formulare un programma volto a risolvere la difficile crisi economica, ristabilendo nel contempo buoni rapporti con l'Occidente. I suoi sforzi non raggiungevano però risultati appre zzabili. 
Alla sua morte, dopo il breve predominio di K. Cernenko, il potere passava a Michail Gorbaciov (1985) che promuoveva una serie di riforme e adottava misure energiche per risollevare l'economia. Riapriva inoltre i colloqui con le potenze occidentali sul disarmo (vertice di Ginevra, 1985; vertice di Reykjavik, 1986; vertice di Washington 7987; vertice di Malta, 1989). Nel 1989 I'URSS assisteva, senza intervenlre, al crollo dei regimi comunisti nei Paesi alleati. Un riscontro oggettivo del nuovo corso politico in URSS si aveva con lo svolgimento delle prime elezioni libere. Nell'agosto 1991, però, una parte del Partito Comunista, contraria ad ogni riforma, dava vita a un colpo di Stato che tentava di esauto rare Gorbaciov. Il golpe falliva a causa della resistenza popolare e il Partito comunista sovietico veniva sciolto. Il potere veniva preso dal presidente della Repubblica russa Boris Eltsin che, dopo l'esplodere in tutta l'URSS dei vari nazionalismi  per evitare una guerra civile sanciva, nel dicembre 1991, la fine dell'Unione Sovietica. 
Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, siglata durante Ia Conferenza di Alma-Ata (dicembre 1991), la Russia diventava a tutti gli effetti indipendente, ereditando buona parte delle prerogative dell'Unione Sovietica, tra cui il controllo dell'arsenale nucleare e il seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. La Russia eredltava dall'lmpero sovietico il 76 % del territorio e più del 50 % della popolazione, ma anche buona parte dei problemi legati alla difficile conversione economica dal comunismo al capitalismo. 
Nel corso del 1992, persistendo le difficoltà di ordine economico, il presidente Eltsin vedeva calare drasticamente i consensi popolari e crescere le manifestazioni delle opposizioni. Per quanto riguarda i problemi legati alla gestione dell'ingente patrimonio bellico di origine sovietica, un importante accordo veniva siglato nel 1993 da Eltsin e dal presidente statunitense Bush per una drastica riduzione degli arsenali nucleari russi e americani (START).
A livello di politica interna, si acuiva ulteriormente il contrasto tra Eltsin e il Parlamento e il presidente decideva di sottoporre il proprio mandato alla verifica popolare. Il referendum (aprile 1993) riconosceva al presidente ampio consenso (61,8 %); anche la sua politica economica, malgrado i disagi provocati, otteneva l'approvazione (56,25 %).
Dopo la consultazione referendaria, che apriva una nuova fase nella vita politica del Paese, Eltsin, scavalcando i poteri del Congresso, convocava un'Assemblea Costituente per mettere a punto e approvare il testo definitivo della nuova Costituzione annunciando nuove elezioni legislative. Il 21settembre del 1993, Eltsin dichiarava sciolto il Soviet Supremo e il Congresso e veniva approvata la nuova Costituzione: essa adottava un modello federalista, che avrebbe dovuto arginare le rivendicazioni indipendentiste di alcune Repubbliche autonome. La liberaltzzazione dei prezzi, la privatizzazione delle imprese statali e tutti gli altri prowedimenti messi in atto da Eltsin comportavano un crollo della produzione industriale e una crescita esponenziale dell'inflazione, ma già nel 1995 l'economia russa dava i primi segnali di stabilizzazione. Fu così che le elezioni legislative di dicembre premiavano una nuova formazione politica, guidata dal primo ministro Cernomyrdin. Nel 1996 veniva nuovamente eletto presidente della Russia Eltsin, che confermava nella sua carica Cernomyrdin. Nel 1998 il crollo del rublo causava la caduta delle borse internazionali e si verificava una nuova crisi politica, che determinava la stroncatura di Cernomyrdin da parte della Duma e l'elezione di E. Primakov, esponente dello schieramento comunista ed ex capo dei servizi segreti. Questo, a sua volta venova rimosso e sostituito da S. Stepashin, che però, dopo soli 81 giorni dalla sua nomina veniva rimpiazzato da Vladimir Putin, ex spia del KGB in Germania Est, poi vice-sindaco di San Pietroburgo e infine capo dei nuovi sentrzi segreti Fsb e del Consiglio per la sicurezza nazionale. 
Nel 1999 la Duma avviava una procedura di impeachment nei confronti del presidente che però non aveva corso perché nessuno dei capi di accusa otteneva i voti necessari. Nel frattempo la profonda e inarrestabile crisi dell'amministrazione Eltsin veniva ulteriormente evidenziata da una serie di avvenimenti che contribuivano a inasprire lo scontro politico interno in vista delle elezioni politiche del 1999 e soprattutto dello scadere del mandato presidenziale. 
Tra i problemi maggiori che travolgevano la Russia, ricordiamo il Russiagate, ovvero lo scandalo finanziario che vedeva coinvolte la famiglia del presidente e alcuni esponenti dell'oligarchia politico-finanziaria; il conflitto con il Daghestan, dove un gruppo di ribelli islamici occupava la regione di Botlikh, nel sud-ovest della Repubblica del Daghestan, proclamando la nascita di uno Stato islamico indipendente (7 agosto); gli attentati verificatisi in diverse città russe che il governo attribuiva al terrorismo di matrice islamica in seguito ai quali la Russia riprendeva la guerra con la Cecenia (1° ottobre). Nel dicembre 1999 alle elezioni per il rinnovo del parlamento di Mosca il Partito comunista di Zyuganov, pur conservando il primo posto, perdeva il controllo della Duma e si registrava la clamoroso vittoria del partito Unità, guidato dal premier Putin e sostenuto dal presidente Eltsin; questi rassegnava le dimissioni da capo dello Stato lasciando il posto ad interim a Putin. Le elezioni presidenziali del marzo 2000 confermavano Putin presidente della Repubblica russa.


LE CITTA'
  
Mosca

MOSCA (8.400.000 ab.). La capitale della Russia è situata al centro della regione pre-uralica tra il medio corso del Volga a nord e l'Oka a sud e si affaccia sulla Moscova. La regione circostante è ricoperta a nord da grandi foreste di conifere, dove è possibile coltivare solo modeste quantità di lino, segale e patate; a sud l'agricoltura comincia a produrre mais, grano e foraggi. Le industrie, soprattutto di trasformazione ad elevato livello tecnologico, sono concentrate nella zona di Mosca e delle città vicine, alcune delle quali ospitano settori industriali specializzati (industrie automobilistiche, tessili e chimiche). 
Si è soliti far riferimento, per Ia data di fondazione della città a documenti storici risalenti al XII secolo. La felice posizione geografica ne favoriva lo sviluppo e nel XIV secolo Mosca consolidava la sua egemonia. Conosceva quindi un periodo alquanto oscuro durante il Regno di Pietro il Grande (1682-1725).
Nonostante conservasse una certa importanza storico-culturale, solamente in occasione dell'occupazione napoleonica Mosca riacquistava coscienza di sé e del proprio ruolo nei confronti del Paese. Essa è infatti il principale centro urbano della Russia sia per dimensioni che per le funzioni politiche, mentre per l'economia è insidiata da San Pietroburgo.
L'organizzazione dello Stato, accentrato a Mosca, condiziona la struttura produttiva della città: l'attività terziaria costituisce infatti la principale fonte di occupazione, seguita da quella industriale di cui i settori meccanico e chimico sono al primo posto nel Paese. Il centro urbano è consacrato allo svolgimento delle attività terziarie concentrate nel complesso del Cremlino e nella Piazza Rossa, sulla quale si trovano anche la Cattedrale di San Basilio (XVI sec.), il Mausoleo di Lenin e la gigantesca struttura dei magazzi- ni GUM.
Accanto al centro storico sorgono opere architettoniche moderne, tra le quali: il Palazzo dei Congressi, all'interno del Cremlino, e il più grande albergo d'Europa, il Rossija Hotel. Le attività culturali sono accentrate in piazza Sverdlov e dintorni: il Teatro Bolscioi e il Malyi Teatr, il Museo Puskin e la Biblioteca Statale. 
Lo sviluppo urbanistico della città, su piano regolatore approvato nel 1935, è impostato secondo un modello di città compatta a schema concentrico con realizzazioni sempre di grande respiro, sia per la rete stradale, sia per le costruzioni residenziali.
L'industria è stata progressivamente decentrata verso i nuovi quartieri periferici della città.



Cattedrale di Sant'Isacco, San Pietroburgo


SAN PIETROBURGO (4,456.000 ab.). Già Pietroburgo fino al 1974, Pietrogrado dal 1914 al 1924 e Leningrado dal 1924 al 1991, la città sorge su un gruppo di isole nel delta della Neva, sul Golfo di Finlandia. La città è stata capitale russa per circa due secoli (1713-1918). Imponenti opere idriche realizzate nel nostro secolo (l'allacciamento al fiume Volga
ha collegato il porto con il vasto entroterra; il canale Mar Baltico-Mar Bianco ha aperto nuove vie di comunicazione per raggiungere il Mar Glaciale Artico) hanno dato forte impulso alla crescita dei traffici portuali di questa città.
Tali attività hanno creato i presupposti per lo sviluppo di importanti industrie cantieristiche, metallurgiche, elettromeccaniche e chimiche. Di origine più antica le industrie tessili, alimentari, del legno e della porcellana.
San Pietroburgo, fondata nel 1703 da Pietro il Grande, è caratteristica per la suddivisione, quasi netta, tra le sue zone ognuna delle quali ha diverse funzioni socio-economiche. Il centro della città è anche la parte più antica: si trovano qui, cioè sull'isola di Petrograd (riva destra della Neva), la Fortezza di Pietro e Paolo, la Maisonnette di Pietro il Grande e l'Arsenale.
Sull'opposta riva sono il quartiere degli Affari e la zona monumentale con il Palazzo d'lnverno e l'Ermitage. Il centro culturale è raccolto sull'isola di Vasilevskij (Accademia delle Scienze e di Belle Arti, Uniuersità)
La città è stata ricostruita quasi interamente dopo la seconda guerra mondiale nel rispetto dei caratteri stilistici preesistenti, conservando quindi l'impronta barocco-neoclassica.



Cattedrale Staroyarmarochny a Niznij Novgorod

NIZNIJ NOVGOROD (1.438.000 ab.). Già Gorkilj fra il 1932 e il 1991. Sorge alla confluenza dei fiumi Oka e Volga, a est di Mosca ed è un importantissimo centro industriale. La città ospita infatti impianti siderurgici, meccanici, chimici, petrolchimici, industrie della plastica, dei fertilizzanti, agro-alimentari, tessili e cartiere. L'industria dell'energia è rappresentata da grandi impianti idroelettrici sul Volga, mentre gli impianti termoelettrici vengono alimentati da un gasdotto e da un oleodotto provenienti da Almetjevsk. 
Sorta all'inizio del XIII secolo come punto di controllo delle vie fluviali fra il Mar Baltico e l'Asia centrale e fra Mosca e gli Urali, dopo la fine delle invasioni mongole e lo sviluppo dei traffici andò incontro a un rapido sviluppo. Dal XVI secolo alla rivoluzione bolscevica ospitò un'importantissima fiera commerciale. Collegata per ferrovia a Mosca nel 1862, dalla prima guerra mondiale in poi conobbe una rapida industrializzazione, favorita dalla presenza di materie prime, fonti energetiche e manodopera specializzata. 
Nizni Novgorod è anche un vivace centro culturale, essendo sede di un'Uniuersità, di numerosi istituti di istruzione superiore, di musei e del più antico teatro drammatico del Paese, fondato nel 1798.l l nucleo originario della città è posto sulle colline del Volga, mentre la parte moderna si distende lungo le rive del fiume: sulla riva destra sono situati i quartieri commerciali, mentre su quella sinistra sono localizzati i quartieri industriali.
Nella parte alta si trovano i monumenti storici della città. Il Cremlino del XVI secolo, la Cattedrale dell'Arcangelo e altre chiese e monasteri di grande interesse artistico.



Puppet Theatre - Novosibirsk 

NOVOSIBIRSK (1.436.000 ab.). Sorge sulle rive del fiume Ob, al margine orientale del bassopiano siberiano e sino al 1919 ha avuto il nome di Novonikolaievsk. Fondata nel 1891 come semplice cantiere ferroviario della Transiberiana, Novosibirsk ebbe un immediato sviluppo, che in breve tempo ne fece il più importante centro industriale del bacino minerario del Kuzbass e della Siberia occidentale. Oltre che un importantissimo scalo ferroviario, la città ospita un grande aeroporto e un attivo porto fluviale. Sono presenti industrie meccaniche, metallurgiche, chimiche e tessili, oltre a un gigantesco impianto idroelettrico in funzione dal 1957.
La sezione siberiana dell' Accodemia delle Scie nze ne fa il maggior centro culturale della Siberia. Il centro ospita grandiosi edifici pubblici, nessuno dei quali ha però valore storico.



Volgograd

VOLGOGRAD (999.000 ab.). Fondata nel 1589 con il nome di Tsaritsin, venne ribattezzata Stalingrado nel 1925, mantenendo poi questo nome sino al 1961. La città si estende per oltre 60 km lungo la riva destra del Volga, prima che questo entri nella depressione caspica. Ampiamente ricostruita dopo le distruzioni dell'ultimo conflitto mondiale, è sede di grandi impianti idroelettrici che sfruttano il corso del fiume ed è il principale centro industriale della regione del Volga. 
Particolare import anza rivestono le industrie metallurgiche (acciaio e alluminio) e metalmeccaniche
(macchine agricole, industriali e ma- teriale ferroviario), mentre il collegamento, mediante oleodotto, con i giacimenti petroliferi di Saratov ha permesso il sorgere di raffinerie e industrie chimiche. Sono presenti anche industrie alimentari, tessili e cantieristiche. 
Sede di un'università, la città è anche un importante centro commerciale, posto all'incrocio delle vie
di comunicazione fra la Russia e il Caucaso e tra l'Ucraina e il Mar Caspio. Sorta come fortezza contro le incursioni dei Tartari, si affermò come centro commerciale nel XVII secolo.
Per la sua posizione strategica fu spesso al centro di guerre, come durante le rivolte di Stenka Razin e di Pugacev nel XVII e XVIII secolo. Nel 1918 fu a lungo contesa fra le truppe bianche e l'Armata Rossa, mentre fra il luglio 1942 e il febbraio 1943 la città fu teatro di una sanguinosa battaglia fra tedeschi e sovietici, che causò la sua quasi totale distruzione. Ricostruita all'inizio degli anni Cinquanta secondo i canoni architettonici celebrativi staliniani, si presenta come un agglomerato di insediamenti industriali privo di monumenti storici.



Monumento sulla piazza Lenin - Vladivostok

VLADIVOSTOK (648.000 ab.). Capoluogo del Territorio del Litorale, si trova nell'Estremo Oriente russo, sulle coste del Mar del Giappone. È situata sulla baia di Zolotov Rog, a circa 160 km dal confine con la Corea del Nord. Vladivostok è un importante centro commerciale e marittimo e il suo porto, tenuto sempre libero dai ghiacci, gestisce la quasi totalità dei traffici russi verso l'Oceano Pacifico.
La città ospita cantieri, industrie alimentari (lavora zione del pesce), del legno, stabilimenti meccanici, metallurgici, chimici. 
Fondata nel 1860 come avamposto militare per la colonizzazione delle province orientali dell'impero zarista, Vladivostok si affermò alla fine del secolo XIX come centro commerciale e peschereccio, aumentando in seguito la sua importanza quando divenne il capolinea della ferrovia transiberiana. Porto di fondamentale importanza strategica, durante la guerra civile russa, fu occupata fra il 1917 e il 1922 da truppe dei Paesi occidentali. In seguito divenne un'importante base della marina militare sovietica e, dopo il 1991, di quella russa. 
Vladivostok non ha monumenti storici; è però un centro culturale notevole, essendo sede di un'Uniuersifà, un Politecnico, un Istituto oceanografico e un'Accademia delle Scienze.



Chiesa del Salvatore - Irkutsk

IRKUTSK (626.000 ab.). Città della Siberia, sorge 66 km a ovest del lago Bajkal, sulle rive dell'Angara, alla confluenza di questo fiume con l'lrkut. E un importante centro industriale per la produzione dell'alluminio e per la presenza di industrie meccaniche, alimentari, del legno e della concia. Nelle vicinanze della città si trovano una grande centrale idroelettrica, in funzione dal 1956, della potenza di 660.000 kW e un importante aeroporto. 
Irkutsk è anche un notevole centro culturale, sede di un'università dal 1918, di un istituto di ingegneria e di una sezione dell'Accademia delle Scienze. Fondata nel 1652 e fortificata nove anni dopo, Irkutsk fu il principale centro di colonizzazione russo della Siberia. 
Elevata a dignità cittadina nel 1683-86 e divenuta sede vescovile nel 1706, Irkutsk fu nel XIX luogo di deportazione; la presenza di importanti giacimenti di oro e bauxite le fecero assumere importanza economica dopo la rivoluzione bolscevica.


ALTRI CENTRI

Astrahan (509.000 ab.). È situata su un'isola del Volga a 50 km dalla sua foce net Mar Caspio. lmportante centro commerciale da cui si esportano pellicce che prendono il nome della città. Altra merce d'esportazione è il petrolio, il pesce del Volga (storione e salmone), il caviale di Russia, che è il migliore del mondo. Mercato di transito di spezie, sete, oro, tappeti, droghe e grano che l'Asia scambia con cotone, cuoio, sale, zucchero.

Jekaterinburg (13G7.000 ab.). Cià Sverdlovsk dal 1924 al 1991. Capoluogo dell'omonima provincia, una delle più ricche della Russia per quanto riguarda le materie prime. Situata nella valle del fiume lset, sul versante orientale degli Urali, è un importante centro dell'industria pesante (stabilimenti meccanici, siderurgici e chimici), oltre che un importantissimo nodo ferroviario sulla linea Transiberiana. Ospita un'università e una sezione dell'Accademia delle Scienze. Le origini della città risalgono al 1722 quando, per proteggere una ferriera e un villaggio, venne costruita un fortezza attorno alla quale in seguito si andò formando una città.
Congiunta atta Russia europea dalla strada Transiberiana alla fine del XVlll secolo e raggiunta dalla ferrovia nel 1878, Jekaterinburg divenne uno dei più importanti avamposti asiatici dell'impero zarista. Nel 1918 vi avvenne l'esecuzione della famiglia reale russa.

Murmansk (468.000 ab.). Capoluogo della provincia omonima, alla foce del fiume Tuloma nel mare di Barents. E' il più importante porto marittimo della Russia settentrionale, sempre libero da ghiacci, e sostituisce nei mesi invernali San Pietroburgo.
Industrie cantieristiche, metallurgiche, del legno, conserviere del pesce, tessili, alimentari. Stazione di ricerche biologiche. Dopo la pace stipulata a Brest-Litovsk (1918). i tedeschi cercarono di controlare l'importante via di comunicazione di Murmansk. Gli Alleati reagirono inviando nella città truppe franco-inglesi che combatteòno contro i bolscevichi. Nella seconda guerra mondiale, il porto di Murmansk costituì un'essenziale via di comunicazione fra URSS e lnghilterra. Sulla via di Murmansk la flotta inglese subì molte perdite ad opera dei tedeschi, ma riuscì lo stèsso a sbarcare ingenti aiuti per i sovietici.

Novgorod (229.000 ab.).Collocata a metà strada fra il Mar Baltico e il fiume Volga, sulle rive del Volchov, la città ha avuto nel Medioevo grande importanza commerciale. Pur se ridimensionata in età moderna, Novgorod rimane, per la sua posizione, un notevole centro commerciale e industriale (industrie meccaniche, chimiche, alimentari e del legno). lmportante è anche il turismo. 
Città antichissima, di fondazione proto-slava, Novgorod fu la prima capitale (862 d.C.) dello Stato che i Vareghi (Normanni) fondarono in quella che sarebbe poi stata la Russia. Trasportata la capitale a Kiev nell'882, Novgorod si rese indipendente dallo Stato kievita nel sec. XII ed estese la sua influenza sino al Mar Bianco e alla Siberia. Verso la metà del secolo cadde però sotto il dominio dei duchi di Suzdal, ma riuscì ugualmente a sfuggire alle incursioni tartare e a un'invasione svedese (1242). Sotto l'inf luenza del ducato di Moscovia a partire dal XVI secolo, Novgorod fu devastata a più riprese fra il 1471e il 1570. Distrutta completamente da un incendio nel 1611, si avviò verso un irrimediabile declino. 
Della sua grande storia la città conserva importanti monumenti: la chiesa di S. Sofia (sec. Xl), le Cattedrali riccamente affrescate di S. Nicola e S. Giorgio del sec. Xll e quella dellaTrasfigurazione del XIV secolo, affrescata da Teofane il Greco.

Omsk (1.148.000 ab.). È posta nella Siberia occidentale, alla confluenza dell'Om con l'lrtys, in una zona stepposa. I settori industriali più sviluppati sono ii meccanico, il tessile, l'alimentare e il petrolifero; numerosi oleodotti collegano Omsk ai principali giacimenti petrotiferi siberiani. 
È sede di università dal 1974. Nata nel 1716 come fortezza, la città si sviluppò come mercato di transito delle merci siberiane verso la Russia europea. Raggiunta nel 1895 dalla linea ferroviaria Transiberiana, Omsk fu sede di un Governo antibolscevico durante la guerra civile, mentre la seconda guerra mondiate, con il suo fabbisogno di produzioni belliche, favorì lo sviluppo industriale della città.

Rostov-na-Donu (1.020.000 ab.). Sorge sulla riva destra del fiume Don, a 50 km dalla foce di questo nèl mare di Azov. É uno dei porti pii attivi sul mar Nero e Ia sua importanza è accresciuta dal canale che, dal 1952, mette in comunicazione il Don con il Volga. Sviluppate sono le industrie meccaniche, chimiche, del tabacco e del cuoio. E' sede di un'università e di numerosi istituti di ricerca. Fondata
nel 1761 intorno a una fortezza posta a difesa dei confini dagli assalti turchi, la città si sviluppò nel XIX secolo grazie alla sua favorevote posizione geografica e alla scoperta di moltdi giacimenti carboniferi. Durante la seconda guerra mondiale Rostov fu teatro di violenti combattimenti che causarono gravi danni alla città.

Vladimir (350.000 ab.). È situata sul fiume Kljazma, 167 km a oriente di Mosca, al centro di una regione caratterizzata da estese foreste e da una ricca agricoltura. La regione produce cereali, tabacco e frutta. L'industiia è presente con stabilimenti tessili, meccanici, chimici, del vetro e alimentari (conserve di frutta). La città è inoltre un importante nodo stradale e ferroviario. 
Fondata all'inizio del sec. Xil da Vladimiro Il Monomaco, Vladimir divenne nel 1157 capitale del principato di Susdalia, iniziando così un periodo di grande sptendore. Una devastazione operata dai  Tartari nel 1238 non interruppe l'ascesa di Vladimir, che nel 1299 divenne sede del metropolita della chiesa russa. ll declino arrivò pero rapido allorché la sede del patriarcato fu trasferita nel 1325 a Mosca e la città passò sotto il dominio della Moscovia. 
Del suo periodo aureo, però, Vladimir conserva importanti monumenti, come la Cattedrate affrescata di S. Demetrio (1193-97), le cosiddette Porte d'oro e Porte d'argento e un gruppo di chiese del secolo Xll. Notevole anche la Cattedrale Uspenskij del 1158-94 con i pregevoli affreschi quattrocenteschi di Andrei Rublev.


CURIOSITA'

CCCP - Corrispondente in caratteri cirillici della sigla SSSR, che sta per Sojuz Sovetskih Socialisticeskih Respublik. Fra il 1922 e il 1991 fu la sigla dell'Unione Sovietica. La traduzione italiana è Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, con I'abbreviazione URSS.

Alfabeto cirillico - Insieme dei caratteri della Iingua slava, elaborato dai monaci Cirillo e Metodio nella seconda metà del lX secolo per tradurre i testi biblici e poi adottato in tutti iPaesi slavi.

Dissenso - Si definisce solitamente con questo termine l'opposizione minoritaria di un partito o di una corrente che raccolga fermenti rivoluzionari. ln Russia le voci di protesta e disaccordo nei confronti della politica sovietica vennero soprattutto dall'ambiente intellettuale. I casi più clamorosi avvennero dopo il 1975. Nel febbraio 1976 diversi intellettuali sovietici, guidati dal fisico Andrei Sacharov, dallo scrittore Andrej Amalrik e dal generale Piotr Crigorienko inviarono una lettera al governo chiedendo l'amnistia per tutti i prigionieri politici. Alcuni mesi dopo Amalrik fu espulso dall'Unione Sovietica. Nel 1978 una serie di processi politici portò alla condanna, tra gli altri, del matematico A. Sharanski e dello scrittore A. Ginzburg e, alla fine del 1979, Sacharov venne confinato nella città di Gorki (Nizni Novgorod).
Tuttavia con l'avvento al potere di Michail Gorbaciov iniziò un periodo di liberalizzazione. Sacharov fu uno dei primi dissidenti liberati (1987), mentre gli altri prigionieri politici vennero rilasciati entro l'anno seguente.

Isba - Caratteristica abitazione contadina della Russia europea che viene costruita generalmente con pali di legno. Può avere un basamento in pietra e il tetto è a due o quattro spioventi molto inclinati per impedire l'accumulo di neve, ma nelle steppe meridionali il tetto puo essere piatto. Nella Russia centrale l'isba è a un piano, in quella settentrionale a due piani. L'interno è costituito da un'unica stanza divisa in più locali da paraventi; sulla grande stufa posta nel centro dell'abitazione i contadini sistemano il letto durante l'inverno.

KGB - Sigla del Komitet Gosudarstvenij Bezaposnosti (Comitato di Sicurezza dello Stato), l'organizzazione dei servizi segreti sovietici che, con il nome VCEKA (Vsierossijskaya Ceresvicianaya Komissija: Commissione Straordinaria Panrussa per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio) era stata fondata per ordine di Lenin nel 1917. Nel 1922 la VCEKA cambiò nome diventando GHEPEIJ (Gosudarstvien noje Politiceskoie Upravlienje: Amministrazione politica e statale). Nel 1934 la GHEPEU fu sostituita dall'NKVD, le cui attività confluirono nel 1941 nel NKGB. Nel 1954 quest'ultimo cambio la denominazione in KGB. Affiliato al KGB fu il GRU (Glavnoie Razvedovatelnoie Upravlienje: Direzione principale dei servtzi d'informazione). Tanto il KGB che il CRU si servirono, come braccio operativo, dello Smersh, organizzazione sorta durante la seconda guerra mondiale il cui nome è formato dall'abbreviazione dei termini russi Smert Shpionam, che significaho “rnorte alle spie”. Il KGB fu sciolto nel 1991 dopo la fine del regime comunista, senza essere sostituito da un'altra organizzazione con scopi simili.

Mir - Voce russa: forma di organizzazione sociale tipica delle zone rurali dell'antica Russia; organismo autonomo, basato sull'assemblea popolare, che con a capo lo starosta esercitava l'autorità suprema sulla comunità rurale (villaggio), amministrando la giustizia e sovrintendendo all'uso delle terre comuni. L'organizzazione si mantenne fino agli inizi del XX secolo, quando il governo centrale trasformò la proprietà comune della terra in proprietà individuale.

Perestrojka - Termine russo (letteralmente: ristrutturazione economica,) utilizzato dal presidente sovietico Michail Gorbaciov per indicare un complesso programma di riforme ispirate alla glasnost (tasparenza). Tale programma mirava alla liquidazione del sistema centralizzato istituito da Stalin negli anni '30, sostituendo al demagogico egualitarismo salariale un nuovo criterio meritocratico, e alla pianificazione burocratica un efficace decentramento gestionale.
Tra gli obiettivi del programma, lo svecchiamento tecnologico delle imprese (attraverso la formazione di una nuova classe di manager istruiti in Occidente), l'apertura al capitale straniero e la convertibilità del rublo. Questo imponente progetto economico presupponeva l'attuazione di una serie di importanti riforme politico-istituzionali volte a fondare uno Stato di diritto, basato sulla distinzione dei poteri, sui principi della democrazia assembleare e sul rispetto dei diritti dell'individuo. Tale programma venne superato dagli eventi dell'estate 1991 e dallo scioglimento dell'Unione Sovietica.

Soviet - Termine russo che significa consiglio, assemblea. I primi soviet nacquero con ta Rivoluzione russa del 1905 come gruppi di lotta organizzati dagli operai. Si estesero quindi all'esercito e ai contadini nella Rivoluzione del 1917, strutturati in soviet di città, di villaggio, di quartiere, regionali e provinciali, collegati dal Comitato Esecutivo Provvisorio (CEP), divenuto successivamente Comitato Esecutivo dei Soviet. Passarono gradualmente dal controllo dei menscevichi e dei socialrivoluzionari a quello dei bolscevichi, come organismi dirigenti della lotta per il potere e quindi dell'organizzazione dello Stato socialista. ll Soviet supremo è stato dal 1922 al 1991 il massimo organo dell'URSS.

Transiberiana - Linea ferroviaria che unisce Mosca a Vladivostok, sull'Oceano Pacifico, attraversando l'intera Siberia da ovest a est. Con i suoi 9434 km è la ferrovia più lunga del mondo. Progettata nel 1850 ed iniziata nel 1891, la Transiberiana venne terminata nel 1906 (ai lavori di costruzione contribuirono anche circa mille italiani, provenienti in gran parte dal Friuli). Nel 1983 veniva ultimata la nuova linea, di circa 3.000 km, destinata ad integrare il vecchio tracciato d'epoca zarista. La Bajkal-Amur partendo da Ust'-Kut arriva sino a Komsomolsk (1.000 km a nord di Vladivostok).

Zar - Termine, derivato dal latino caesar, apparso negli antichi testi slavi col significato di “monarca”. Tale titolo fu adottato nel Medioevo da alcuni sovrani serbi e bulgari per sottolineare la continuità della loro politica rispetto a Roma e quindi il loro carattere universale. Fu assunto con questo senso anche dai principi moscoviti a partire da lvan IV detto ll Terribile (1547). Utilizzato in Occidente con riferimento generico a tutti i sovrani russi, in Russia fu sostituito invece con il titolo di “imperator” da Pietro I il Grande (1721). Zar riacquistò in questo modo il significato di “re”. Alessandro I fu, per esempio, imperatore di Russia e zar di Polonia.


IL VOLGA

Il Volga (3.531 km) nasce dal Rialto del Valdaj e sfocia a delta nel Mar Caspio. Esso rappresenta la maggiore via di comunicazione fluviale russa, navigabile per 2.700 km dalla città di Kalinin fino alla foce. lnoltre numerosi canali artificiali permettono di collegare il Volga con il Mare dAzov e il Mar Nero a sud, con il Mar Bianco e il Mar Baltico a nord. I più importanti sono il “canale Lenin", che unisce il Volga al Don, consentendo il passaggio dal Mar Caspio al Mar Nero; la rete dei "canali Maria”, che permette di raggiungere il Mar Baltico; il "canale di Mosca”, che unisce il Volga alla capitale russa.
Lungo il suo corso, l'uomo ha creato, per mezzo di enormi dighe,grandi laghi artificiali le cui acque sono sfruttate sia per risolvere i problemi di irrigazione sia per la produzione di energia elettrica. Questi laghi sono tanto estesi che i russi talvolta li chiamano mari. Ma la presenzadi questi sbarramenti artificiali costituiva un tempo un ostacolo ai pesci che non potevano piu risalire il fiume. Questo problema è stato risolto con l'installazione di ascensori speciali che sollevano acqua e pesci e di apposite imbarcazioni che Ii trasportano attraverso le chiuse.
Iintensissimo traffico di merci ha fatto sorgere lungo Ie rive del fiume molte industrie, nuove citta, grandi porti e numerosi ponti autostradali che collegano Ie due opposte rive. Le principali citta sono Tver, Nizni Novgorod (dove si immette l'Oka, il maggiore affluente), Kazan, Samara, Saratov e Volgograd. Oltre alla produzione di energia idroelettrica, il sottosuolo del Volga e delle zone che esso attraversa e ricco di petrolio e di gas naturale: nella zona tra Kazan e Volgograd vi sono numerosi pozzi di petrolio.
L'ultima citta del Volga è Astrahan, sorta sulle isolette dell'immenso delta, considerata Ia capitale della lavorazione dei prodotti della pesca.


IL CREMLINO

ll Cremlino è una cittadella circondata da mura altissime e torri gigantesche, situata nella parte più vecchia di Mosca, sul promontorio di Borovitzky. Esso è composto da vari palazzi e cattedrali costruiti in diverse epoche storiche e carallerizzati da una varietà di stili, da una combinazione di chiesette, di cupole e di torri con colori vivaci e scintillanti e con decorazioni di grande ricchezza. AII'interno delle mura si apre la famosa Piazza Rossa, sulla quale si affacciano la chiesa di San Basilio e il Museo Storico, che raccoglie oggetti appartenenti alla storia del Paese. Al centro della Piazza si erge il Mausoleo di Lenin.
ll Cremlino ospita anche cattedrali costruite da architetti italiani, ad esempio la Cattedrale dell'Assunzione con le sue cupole pittoresche. 
L'origine del Cremlino risale al XIll secolo; fu residenza degli zar e al suo interno si svolsero tutti i principali avvenimenti della Russia, fino al XVll secolo, quando Pietro il Grande trasferì la capitale a Pietroburgo. ll Cremlino ebbe allora la funzione di ospitare gli zar quando si recavano nella vecchia capitale ed era anche il luogo dove questi venivano incoronati. Nel 1812 fu occupata dalle truppe napoleoniche e l'imperatore stesso vi installo il suo quartier generale.
ll Cremlino riprese la sua funzione di centro governativo nel 1918, ma nel 1955 molti uffici governativi vennero trasferiti al di fuori delle mura e la cittadella divenne museo nazionale.


L'ERMITAGE di San Pietroburgo

ll più grande e celebre museo russo fu eretto nel 1765 per desiderio di Caterina ll, che incarico dell'opera l'architetto francese Vallin de la Mothe. Il primo padiglione, sorto sulle rive della Neva, fu chiamato Ermitage ("eremitaggio"), con l'allusione alla ristretta cerchia di amici cui era destinato. L'imperatrice elesse l'Ermitage a sede della sua collezione di opere
d'arte che già Pietro il Grande aveva iniziato durante i suoi viaggi in Europa. All'edificio originale vennero in seguito aggiunti due padiglioni, opera di J. Velten e di G. Quarenghi. Nel 1852 l'imperatore Nicola I aprì il museo al pubblico e lo ingrandì ulteriormente, su progetto di Van Klenze.
Durante le guerre mondiali le opere vennero trasferite a Mosca senza subire danni. Dopo la Rivoluzione (1917), al museo venne annesso il Palazzo d'lnverno, già da prima collegato per mezzo di una galleria. Opere di grande valore vennero vendute dal governo sovietico ad alcuni musei americani e al Rijksmuseum di Amsterdam dopo il 1930, ma il valore della collezione rimase inalterato.
Più di 300 sono le sale del Museo, che raggiungono una superficie totale di 75.000 mq. La sezione più preziosa riguarda la pittura e comprende opere di tutta Europa. Numerosi sono i capolavori italiani: Tiziano (“San Sebastiano" e "Danae"); Leonardo ("Madonna Litta"); Raffaello ("Sacra Famiglia", "Madonna Connestabile"); Caravaggio ("Suonatore di liuto"), sono solo alcuni degli artisti presenti nella raccolta. 
Celeberrima e la sezione di Rembrandt, che comprende circa 40 dipinti, e alcune acqueforti contenute nella ricca raccolta dei Fiamminghi e degli Olandesi (Rubens, Van Dyck, Luca di Leida, van Ruysdael). 
Di notevole valore è inoltre la collezione di pittori francesi dei secoli XVll e XVlll. 
ll museo contiene infine bronzi, arazzi, tappeti e oggetti di oreficeria antica . 
L'Ermitage dispone di un gabinetto di restauro e di una biblioteca


AUTORI : Manuel  e Valentino 


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UNA VISITA A MOSCA

IL VOLGA E ASTRAKHAN

IL CREMLINO

L'ERMITAGE di SAN PIETROBURGO

LA TAIGA SIBERIANA

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LA TRANSIBERIANA

PARCO NAZIONALE KRONOTSKJ - Kamchatka


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