domenica 29 settembre 2013

HIMALAYA - EVEREST - TIBET - IL TETTO DEL MONDO (The roof of the World)


L'Himalaya è un sistema montuoso che comprende le montagne più elevate e più imponenti della Tena. Limita a nord la pianura indiana e cinge a sud gli altopiani dell'Asia centrale.
Si estende tra l'Indo e il Brahmaputra per 2500 km, con una larghezza massima di 250-100 km. E' formato da una serie di catene a pieghe, simili a quelle alpine, che hanno un andamento per lo più parallelo; tra esse si interpongono delle valli (più chiuse di quelle delle Alpi, che si allargano talvolta in bacini) e degli altopiani. Numerose cime hanno altezze superiori a 8000 metri e una quarantina di picchi supera i 7300 metri. 
La catena principale, di rocce cristalline, culmina da ovest a est coi monti Nanga Parbat (8126 m), Nanda Devi (7817 m), Dhaulagiri (8172 m), Everest (8848 m), Kanchenjunga (8578 m), Namcha Barwa (7756 m). 
A sud si affianca per un tratto (nel Nepal e nel Kashmir) un'altra catena (3000-5000 m), detta Piccolo Himalaya, separata dalla pianura dai monti Siwalik, più bassi e di formazione più recente, costituiti di arenarie, chiamati anche Sudhimalaya. 
Altri rilievi si estendono a nord della catena principale (zona transhimalayana: da sud a nord Zaskar, Ladakh, Kailas, Karakorum, di origine tettonica analoga all'Himalaya, ma distinti da esso). 
  
 Monte Everest


    
Il rilievo principale, dovuto ai movimenti orogenetici alpino-himalaiani, risale alla fine dell'Eocene. L'erosione aveva in parte demolito le cime più alte, quando il rilievo è stato ringiovanito da un secondo periodo orogenico d'eta pliocenica. I frequenti terremoti sono un indice che la sistemazione dei terreni non è ancora ultimata. Il sistema si presenta asimmetrico (più inclinato a sud che a nord), percorso da valli longitudinali spesso molto larghe (con bacini colmi di alluvioni), che si aprono la via della pianura percorrendo forre selvagge. 
La zona più elevata è al di sopra del limite delle nevi permanenti e dà luogo alla formazione di numerosi ghiacciai, che occupano spesso con le loro lingue il fondo delle valli per molti chilometri. 
Il versante meridionale, battuto dal monsone, è assai più piovoso di quello settentrionale e quindi il limite delle nevi è più basso, più estesa la glaciazione, più rigoglioso il manto forestale (che si spinge a est fino a 4800 metri e a ovest a 4200 metri), mentre al di sopra è una fascia di pascoli. 
Le colture si spingono fino a 4650 metri.  
Malgrado I'altezza, l'Himalaya non costituisce un ostacolo insuperabile. A ovest il passo più frequentato è quello di Zoji-La (3529 metri), a est la via principale di comunicazione verso il Tibet è quella che passa per il Sikkim e supera due colli, alti 4300 e 4700 metri.
A est e nella parte centrale del rilievo la popolazione è in maggioranza d'origine tibetana, mentre a ovest sono risalite dalla pianura popolazioni indiane. 

Le cime più importanti sono state raggiunte nel decennio 1950-60; l'Everest il 29 maggio 1953, l'Annapurna nel 1950, il Nanga Parbat nel 1953, il Lhotse nel 1956.
   
Mahālangūr Himal - Himalaya del nord-est del Nepal 



  
L'Himalaya, insieme al Karakorum (sua naturale continuazione) costituisce di fatto il gigantesco confine naturale fra Pakistan, India, Nepal e Buthan (questi ultimi due completamente compresi nel suo territorio) da un lato e Cina dall'altro.
Accoglie alcune delle più alte montagne del mondo (Everest, Kalchenjunga, Dhaulagiri), con cime che raggiungono quote ben superiori agli 8000 metri. Data l'elevata altitudine media del suo territorio, l'Himalaya è anche noto con il nome di"tetto del mondo".


DIMORA DELLE NEVI ETERNE



Himalaya è un vocabolo sanscrito: significa "Dimora delle Nevi Eterne". Fin dalla più lontana antichità, i popoli che hanno vissuto sui suoi versanti hanno identificato questi monti come i pilastri del Cielo e la dimora degli dei. Ancora oggi, un'antica tradizione richiede alle spedizioni degli alpinisti di fermarsi a un metro dalla vetta, per rispettare la sacralità della cima, "alto luogo"di residenza della divinità.


I POPOLI DEL TIBET



I popoli che vivono nell'immenso territorio dell'Himalaya sono di stirpe indoeuropea o mongolica. Sono accomunati dalla forza, dalla passione, dalla paziente saggezza tipica di tutte le stirpi montanare. 
Fra questi, un posto di rilievo è occupato dal popolo del Tibet, la regione che rappresenta il cuore stesso dell'Himalaya. Principato buddista governato dal Dalai Lama, suprema autorità religiosa del buddismo cosiddetto tibetano, il Tibet è stato la patria di migliaia di monaci buddisti e di molti grandi maestri spirituali: il suo territorio è rimasto autonomo sino al 1959, quando fu inglobato nella Repubblica Popolare Cinese, che tuttora ne controlla territorio e abitanti.


LE PREGHIERE NEL VENTO


   
Per la tradizione buddista, I'Himalaya rappresenta I'essenza stessa della realtà religiosa. 
Le vette altissime che si innalzano su nubi e foreste, emergendo verso l'alto con nevi e ghiacciai perenni, rappresentano I'essenza stessa dell'idea di elevazione spirituale dell'uomo verso la divinità. Un'antichissima tradizione buddista invita a legare una all'altra numerosissime e colorate bandierine, e di distenderne il nastro colorato fra un edificio e l'altro o fra uno sperone roccioso e I'altro. Ogni sventolio di bandierina rappresenta una preghiera che sale fiduciosa dalla Terra verso il cielo.
E più in alto è collocata la bandiera, più presto e facilmente la preghiera raggiungerà la sua destinazione...


VERSO LASHA


Un monastero buddista fra le montagne del Tibet cinese: qui siamo a oltre tremila metri di quota, non lontano da Lhasa (il "trono di Dio"), capitale spirituale e politica del Tibet.




   
LAGHI D'ALTA QUOTA

Uno dei molti laghi salati che si trovano lungo il versante nord dell'Himalaya, nel Tibet cinese, a quota 2400 metri.




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