domenica 22 settembre 2013

PETER ZUMTHOR - Lo spazio temporale (The space-time)

Peter Zumthor

Peter Zumthor (Basilea, 26 aprile 1943) è un architetto svizzero.

Dopo aver studiato architettura d'interni alla Schule für Gestaltung di Basilea (1963-1966), Zumthor ha seguito corsi di architettura e design al Pratt lnstitute di New York. 
Prima di aprire il suo studio a Haldenstein, nel 1979, ha lavorato nel cantone dei Grigioni come
sovrintendente alla tutela dei monumenti storici.
Nel 1996 ha insegnato all'Accademia di Architettura dell'Università della Svizzera italiana a Mendrisio. 
   
Scuola a Churwalden, in Svizzera



Tra le sue opere figurano una scuola a Churwalden, in Svizzera (1979-1983), lo studio Zumthor a Haldenstein (1985 - 1986), delle strutture di proiezione per le rovine romane di Coira {Svizzera, 1985-1986) e lo cappella di Sogn Benedetg a Sumvitg, in Svizera (1987-1989). 
Questa cappella di legno dal tetto piatto presenta una planimetria del pianoterra che si assotiglia profondamente a un'estremità, mentre è tondeggiante dall'altra, secondo una forma abbastanza simile a quella di un occhio. 
L'interno, anch'esso in legno, risulta strutturato in modo lineare. Una banda di vetro al di sotto del tetto consente alla luce solare di filtrare all'interno. 
    
Bagni termali tra i monti a Vals, in Svizzera



Negli anni Novanta Zumthor ha realizzato un impianto termale tra i monti a Vals, in Svizzera (1990-1996), una struttura di cemento rivestito con le pietre caratteristiche della zona disposte orizzontalmente e con un tetto piatto verdeggiante. Le sottili lastre di pietra grigio-verde tipiche della regione sono diventate un mezzo per esprimere una correlazione con il paesaggio circostante e, al tempo stesso, per differenziarsi dai mediocri edifici nelle immediate vicinanze.
Un sapiente gioco di luce naturale e colorato si riscontra all'interno del complesso, che si compone di un ambiente circolare al centro con spazi per la meditazione e spogliatoi disposti a raggiera.
L'interno dei Bagni termali è frutto di un adattamento e, grazie a una sapiente illuminazione, il suo aspetto simile a una grotta si rivela a dir poco appropriato per un edificio eretto per metà dentro il fianco di una collina e rivestito, per giunta, interamente di pietra naturale. 
D'altro canto, la presenza di impianti sonori e di piccoli ambienti dove effettuare i bagni crea un'atmosfera quasi esoterica che colloca queste terme nel solco di una  tradizione molto diversa da quella delle stazioni termali pubbliche degli anni Venti, in cui valeva ancora il credo "luce e aria ovunque". Qui la luce, naturale o artificiale, rappresenta un materiale costitutivo dell'edificio tanto quanto la pietra, e il suo impiego dà vita a sofisticati effetti: in un punto è riflesso dallo scintillio dell'acqua, in un altro filtra da strette aperture, in un altro ancora viene diffuso dal vapore.
Per quanto I'uso del vetro e dell'acciaio consenta a un'opera architettonica di distinguersi nettamente dalla natura circostante, e sebbene fino a pochi anni fa l'industrializzazione costituisse motivo di orgoglio, le attuali teorizzazioni sull'architettura - come suggerite in particolare dall'attenta scelta dei materiali - vedono il rapporto con la natura nei termini di una partnership. Il legno, in special modo, nell'ultimo decennio del ventesimo secolo è stato protagonista di una rinascita, sia come materiale da costruzione sia come materiale per rivestimenti. 
L'interazione tra contrazione ed espansione, quiete e attività, dell'impianto termale tra i monti a Vals, purtroppo, è in stridente contrasto con la politica dei gestori dell'impianto intenzionati ad attirare qui una clientela di massa. 

A Zumthor si devono anche il complesso Spiltelhof a Biel-Benken, in Svizzera (1989-1996) e il Kunsthaus di Bregenz, in Austria (1990-1997). 
Questo edificio, simile a un blocco massiccio, ha I'interno in cemento lasciato a vista, mentre la facciata, costituita da un muro privo di funzione strutturale, è formato dalla sovrapposizione di pannelli di vetro opaco per cui le strutture interne sono appena visibili attraverso l'involucro traslucido. 
  
Peter Zumthor (Padiglione svizzero all'Expo - Hannover 2000
Vista attraverso i corridoi da un cortile interno

Zumthor ha realizzato il padiglione della Svizzera per l'Expo 2000 di Hannover. 
Lo struttura funziona come un "gesamtkunstwerk" spazio-temporale.
Una partitura musicale regola i movimenti e le azioni dei musicisti durante le dodici ore di apertura, mentre un tema viene sviluppato mediante la proiezione di testi su tramezzi formati da cataste di legno di pino e di larice alte 9 metri e tenute insieme soltanto con del filo di acciaio: queste travi di legno sono state sistemate su un'area edificabile non inferiore a 3000 metri quadrati. Nessun foro è stato praticato nel legno, per non pregiudicarne il successivo riutilizzo. In luogo del tetto, singole grondaie aiutano il deflusso dell'acqua piovana; per questa ragione a tutto il pavimento è stata data una leggera pendenza.
All'Expo 2000 di Hannover, svoltosi all'insegno dello slogan "Uomo-Natura-Tecnologia", i paesi espositori hanno avuto l'opportunità di mostrare, attraverso lo progettazione dei padiglioni di ogni nazione partecipante, quali idee suggerisse loro il tema proposto. Allo fine, comunque, soltanto il padiglione della Svizzera, realizzato da Peter Zumthor, è risultato convincente. 

Rispetto ai padiglioni circostanti, le cui presentazioni seguivano il format degli sfrenati show televisivi, la "cassa armonica" di Zumthor fungeva da supremo contrappunto meditativo, le cui qualità risultano evidenti perfino quando il padiglione era pieno. 
Quel che più sorprende è il fatto che l'architettura di Zumthor - caratterizzata dalla creazione di spazi austeri che favoriscono la contemplazione e la concentrazione e risultano fortemente debitori nei riguardi dei paesaggi naturali della Svizzera - sia riuscito a imporsi in modo così netto nel contesto, pure estemporaneo alle sue radici, dell'esposizione.



OPERE PRINCIPALI

1985-1986 - Coperture per gli scavi archeologici romani di Coira, Svizzera



  
1985-1986 - Studio Zumthor, Haldenstein



   
1985-1988 - Cappella di San Benedetg a Somvix, Svizzera 
   
1989-1993 - Residenza per gli anziani a Coira-Masans, Svizzera

   
1986-1996 - Bagni termali di Vals, Svizzera


  
1989-1997 - Kunsthaus di Bregenz 
   
1990-1994 - Casa Gugalun a Safiental 

    
1989-1996 - Quartiere residenziale Spittelhof, Biel-Benken, Baselland, Svizzera



   
1997-2000 - Padiglione della Svizzera all'Expo 2000 ad Hannover, Germania



  
2001-2007 - Museo diocesano Kolumba a Colonia, Germania 


  
2007 - Cappella di San Nicola de Flue a Hof Scheidtweiler, Mechernich, Germania Bruder Klaus Kapel 
   




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