domenica 4 maggio 2014

DIARIO DI VIAGGIO - TAHITI (Travelogue)


                             
Paradisi terrestri e sensualità esotica; indigeni cannibali o buoni selvaggi: le descrizioni dei Mari del Sud fatte dai primi esploratori contengono nuove brillanti idee, ma anche stereotipi e pregiudizi.

Con la pubblicazione del suo diario Viaggio intorno al mondo, Louis-Antoine de Bougainville contribuisce ad alimentare le opinioni che circolavano in Europa sul buon selvaggio. L'illuminato conte fu anche molto colpito dalla bellezza delle donne e dalla loro generosità.
Il testo che segue è tratto dalle edizioni De Agostini del 1966.


VENERI TAHITIANE 
Louis-Antoine de Bougaiville

A mano a mano che ci eravamo avvicinati a terra, gli isolani avevano circondato le navi. Intorno ai velieri ci fu una tale ressa di piroghe che si penò molto a ormeggiare in mezzo alla folla e al brusio. Tutti arrivavano gridando tayo che vuol dire amico, e dando mille prove di amicizia; tutti chiedevano chiodi e orecchini. Le piroghe erano strapiene di donne, che per l'attrattiva del viso non la cedono alla maggior parte delle europee e che per la bellezza del corpo potrebbero gareggiare con tutte con successo.
Queste ninfe erano per lo più nude, perché gli uomini o le vecchie che le accompagnavano avevano loro tolto il perizoma in cui di solito si avvolgono. Dalle piroghe ci fecero delle moine, in cui, nonostante l'ingenuità, si poté scorgere un certo imbarazzo, sia che in ogni luogo la natura abbia abbellito il sesso di una timidezza ingenua, sia che anche nel paese, in cui sopravvive la franchezza dell'età dell'oro, le donne diano a vedere di non volere ciò che desiderano di più. 
Gli uomini, più semplici o più liberi, si fecero subito capire chiaramente: ci sollecitavano a sceglierci una donna, a seguirla a terra e i loro gesti non equivocabili dicevano in quale maniera si doveva fare la sua conoscenza.
Me lo chiedo: come trattenere al lavoro, davanti a un simile spettacolo, quattrocento francesi, giovani, marinai, e che da sei mesi non avevano visto una donna? 
Nonostante tutte le precauzioni che furono prese, salì a bordo una giovane, che andò sul cassero di poppa a uno dei boccaporti che sono sopra l'argano. Questo boccaporto era aperto per dare aria a quelli che virano l'argano. La giovane donna lasciò cadere negligentemente il perizoma che la copriva e si mostrò agli occhi di tutti come Venere al pastore frigio: ne aveva la bellezza celestiale. 
Marinai e comuni si precipitarono al boccaporto, e mai argano fu girato con simile entusiasmo.
Tuttavia il nostro senso di responsabilità riuscì a contenere questi uomini stregati: non era stato meno difficile arrivare a contenere se stessi. Un solo francese, il mio cuoco, che, malgrado i divieti, aveva trovato il mezzo di scappare, ritornò presto a bordo più morto che vivo. Aveva appena messo piede a terra con la bella che aveva scelto, che si vide circondato da una folla di indigeni che in un momento Io svestirono e lo misero nudo dalla testa ai piedi. Egli si ritenne perduto mille volte, non sapendo dove sarebbero finite le esclamazioni di questo popolo, che in maniera tumultuosa esaminava tutte le parti del suo corpo. Dopo averlo ben scrutato, gli restituirono gli abiti, gli rimisero in tasca tutto quello che gli avevano tolto, e fecero avvicinare la ragazza incitandolo ad accontentare i desideri che l'avevano portato a terra con lei.


UN BUON SELVAGGIO A PARIGI
Louis-Antoine de Bougaiville

Non ho risparmiato né danaro né cure per rendergli gradevole e utile il soggiorno a Parigi. Vi è rimasto undici mesi, e per tutto il tempo non ha dimostrato nessuna noia. Viva è stata la premura di vederlo: sterile curiosità che è servita quasi esclusivamente a dare idee sbagliate a uomini cinici di professione, che non hanno mai messo i piedi fuori della capitale, che non approfondiscono niente e che, in balìa di errori di ogni genere, vedono secondo i loro pregiudizi eppure giudicano con severità senza appello.
Come mai, per esempio, mi diceva qualcuno, nel paese di questo uomo non si parla francese o inglese o spagnuolo? [...] 
Altri, aristarchi sentenziosi, si facevano e diffondevano una opinione più che mediocre del povero isolano, basandosi sul fatto che, dopo una convivenza di due anni con francesi, egli conoscesse della lingua appena qualche parola. [...]
Sebbene Aoturu balbettasse a stento qualche parola della nostra lingua, usciva ugualmente tutti i giorni solo, percorreva in lungo e in largo la città, e mai si è smarrito.
Spesso faceva delle compere e quasi mai ha pagato un prezzo superiore al valore dell'oggetto. L'opera era il solo dei nostri spettacoli che gli piacque, perché amava con trasporto il balletto.
Conosceva senza errore il giorno di questo spettacolo. Vi andava solo, come tutti pagava all'ingresso, il suo posto preferito era in galleria.
Nel gran numero di persone che hanno desiderato vederlo ha sempre notato quelli che gli hanno fatto del bene e il suo cuore, pieno di gratitudine, non li ha mai dimenticati.



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