venerdì 30 maggio 2014

NUOVA ZELANDA - Padre Cielo e Madre Terra (NEW ZEALAND - Father Sky and Mother Earth)



  
Miti e leggende indigene

Le bellissime isole, gli animali che le abitavano, le barriere coralline, la vegetazione lussureggiante...
I primi a stupirsi delle meraviglie del Pacifico furono i suoi stessi abitanti, che elaborarono leggende suggestive, tramandate oralmente per secoli e secoli.







   
Padre Cielo e Madre Terra

Ben prima dell'arrivo dei bianchi, gli indigeni avevano esplorato mari e terre del Pacifico. Con piccole canoe, gruppi di polinesiani si avventurarono nell'oceano, scoprendo nuove isole che spesso cercarono di abitare. Dal Pacifico centrale i maori raggiunsero la Nuova Zelanda, ove si stabilirono: nella loro mitologia, quella terra di origine divina fu scoperta da un antico capo maori nel X secolo. 
La versione qui proposta e tratta da Miti maori (Mondadori, 1993).







  
ORIGINE DELLA NUOVA ZELANDA

All'inizio c'era Te Kere, il Vuoto.
Dopo il Vuoto ci fu Te Po, la Notte.
Dalla Notte sorsero Rangi e Papa, ii Padre Cielo in alto e la Madre Terra in basso. 
Essi ebbero dei figli, che erano divinità, i quali separarono i loro genitori, cosicché ci fu la Luce. E in quella Luce vennero create le cose di ogni sorta, animate e inanimate. 
Da uno degli dèi nacque l'Uomo: egli fu progenitore dei Maori. 
In quel tempo mitico in cui gli dèi vivevano insieme all'Uomo, nacque Maui, il semidio.
Tra le sue tante gesta ci fu quella di pescare la Nuova Zelanda dal mare.
Fu il semidio Maui a pescare queste isole dal fondo del mare, ma fu Kupe a scoprirle. Si mise in viaggio sulla sua canoa Matahoura, portandosi dietro la famiglia e Reti, che faceva da sacerdote e da pilota, alla volta di quella parte di oceano nota come Te Tiritiri o Te Moana, cioè Parte dell'Oceano. 
Fu cosi che Kupe venne a esplorare questa parte del Grande Oceano di Kiwa e scoprì le isole che si chiamano ora Aotearoa.
Navigarono per parecchi giorni tenendo sempre fisso lo sguardo davanti, per vedere se compariva all'orizzonte qualche segno di terra, come una macchia di colore diverso sulla parte inferiore delle nuvole, oppure una nuvola di forma insolita; fu Hine te aparangi, la moglie di Kupe, ad avvistare per prima qualcosa. 
Lei gridò: "He, ao! He, aol Una nuvola!Una nuvola!" ....e la terra sotto la nube, quando la costeggiarono, si rivelò molto più lunga di qualsiasi altra isola mai vista prima. La chiamarono
Aotearoa, che significa "La Lunga Nuvola Bianca".
Mentre scendeva lungo la costa orientale dell'isola nord, Kupe passò molto vicino a un piccolo pezzo di terra sporgente, che è l'attuale Castle Point. 
In un'immensa caverna c'era un polipo gigantesco che aveva lì la sua dimora, e Kupe lo sorprese. 
Ora, il polipo, che si chiamava te Wheke a Muturangi, si era rifugiato proprio lì e, sentendo avvicinarsi la canoa e udendo i canti della ciurma che lottava contro la corrente, levò in alto le sue enormi braccia e applicò con violenza le ventose ai fianchi della canoa per inghiottirla con tutto l'equipaggio. 
Seguì allora una grande lotta fra il polipo e questo capo. Kupe sollevò l'ascia Rakatuwhenua, che aveva portato con sé, e infierì selvaggiamente contro le membra del polipo. Quando il polipo le stese sui fianchi della canoa, Kupe ne staccò dei pezzi che poi la sua gente mangiò, ma il mostro non parve neppure accorgersene. Si contorceva, si contraeva e tirava frustate tutt'intorno mettendo in pericolo la canoa, che correva il rischio di affondare nella rapida corrente.
Allora Kupe penso a come ingannare il polipo. Facendo cadere l'ascia raccolse una grande zucca, che aveva contenuto acqua potabile. La gettò in mare e il polipo, credendo si trattasse di un uomo, lasciò andare la canoa e afferrò la zucca. Allora Kupe tornò a prendere l'ascia, lasciò che la testa del polipo e le parti vitali si avvolgessero intorno alla zucca e poi le tagliò in due con un tremendo colpo. 
Questa fu la fine del polipo di Muturangi.
In seguito a questi fatti Kupe tagliò l'sola di Aropawa, separandola dall'isola meridionale, e staccò le isole di Kapiti e Mana dal nord.
Kupe ebbe il merito di scoprire quelle isole e alcuni passaggi, i porti e i fiumi, e ad alcuni diede anche il nome.





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