lunedì 9 giugno 2014

A - DIZIONARIO DELL'EGITTO (A - Dictionary of Egypt)








  

DIZIONARIO DELL'EGITTO

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Università al-Mustansiriyya di Baghdad, costruita durante il califfato di al-Mustansir
ABBASIDILa seconda dinastia dei califfi islamici, che prese il nome da al-Abbas, zio paterno di Maometto. Iniziata nel 750, e durata in Egitto sino al 968, fu rovesciata nel 1258 dai Mongoli che conquistarono Baghdad. Questo periodo, chiamato "islam classico", vide porre la basi della teologia, del diritto e della letteratura musulmani.




ABD AL-QUDDUS Ihsan, Il Cairo, 1919 - Il Cairo, 1990) - Letterato e giornalista, curatore delta pagina politica e direttore del settimanale Rose al-Yusuf. 
Romanziere (Il mercante d' amore, 1948...., Sono libero,1954....,  Il sole non tramonta, 1960...., Una signora al vostro servizio, 1967); scrittore di novelle (Gli occhiali scuri, 1952...., Le sue labbra, 1961....,  Un naso e tre occhi, 1967), deve la sua fama anche ai film tratti dalle sue opere centrate sul tema della borghesia.



ABD AL-RAZIQ Ali (1888-1968) - Sociologo. Il suo L'lslam e i fondamenti del potere (1926) fece scandalo perché, in contrasto con i sostenitori della restaurazione del califfato, sosteneva la necessità di uno stato laico. Anche il fratello Mustafà acquistò notorietà con il trattato Introduzione allo studio della filosofia islamica, che proponeva nuovi e più moderni metodi di insegnamento della filosofia musulmana e una maggiore apertura in ambito religioso.



ABD ALK-SABUR Salah (Ez-Zaqaziq, 1931 - Il Cairo, 1991) - Scrittore. Oltre a drammi (La tragedia di Hallag, 1965...,  Viaggiatore di notte,1969), scrisse anche opere liriche (Le genti del mio paese, 1957...,  lo vi dico, 1961..., I sogni di un antico cavaliere, 1965..., Contemplazioni di un'epoca ferita, 1970) e saggi critici (Le voci dell'epoca, 1959...,  La parola resta, 1969...,  nei quali, all'interno di una teoria sulla scrittura poetica, difende i versi liberi.




ABD AL-WAHHAB Fatin (1913-1972) - Regista e cineasta, con un approccio molto singolare all'interno della produzione egiziana, per tutta la vita ha cercato sempre e soprattutto di far divertire il pubblico, senza particolari fini dimostrativi. Maestro di un umorismo facile ma mai volgare, profondo e sincero, ha abilmente mescolato commedia musicale e di costume. Fra i suoi film ricordiamo: Coiffeur pour dames, 1960..., Mia moglie è un dirigente,
1966....,  Il fidanzato di mia madre, 1971.



ABD AS-SALAM Shadi (Alessandria, 1930 - Il Cairo, 1986) -  Regista. Dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti col suo primo film La mummia (1969) - nel quale stigmatizzava l'incapacità dell'Egitto di essere all'altezza del suo passato storico - ed essere stato premiato in Francia, continuò a dirigere film che circolano solo all'interno del mondo arabo.



ABD EL-MALEK Anouar (Il Cairo, 23 ottobre 1924 – 15 giugno 2012) - Sociologo. Intellettuale impegnato nella modernizzazione dei Paese, fu costretto nel 1959 a lasciare l'Egitto per la Francia, dove conseguì il dottorato in lettere alla Sorbona. Studiò i movimenti nazionalistici del Terzo Mondo, considerati marxisticamente come momento di opposizione all'imperialismo da parte dei territori colonizzati. Tra i suoi saggi più importanti: Esercito e società in Egitto, 1962...., L'Egitto moderno1969...., Sociologia dell'imperialismo1971..., La dialettica sociale , 1972 .



ABDUH Sheik Muhammad (1849-1905) -  Teologo. Educato alla scuola religiosa musulmana tradizionale, divenne in seguito favorevole a un rinnovamento dell'islam nei paesi arabi. Professore universitario (1879), fu anche collaboratore del Journal Officiel. Esiliato a Beirut e successivamente a Parigi durante la rivoluzione di Arabi Pasha, fondò una rivista, Al Urwa al-Wuthqa ("il nodo sicuro"). Tornato in Egitto (1889), si dedicò alla riforma dei tribunali musulmani e universitari della grande madrasa (scuola coranica) di El-Azhar, dove riprese a insegnare. Fu nominato Gran Mufti nel 1899. Sono noti i suoi Commentari del Nahgi aI-Bulagha, "Il cammino dell'eloquenza", e dei Maqamat, mentre quello del Corano, apparso nel
1897 sul mensile teologico da lui diretto, al-Manar, "il Faro", è rimasto incompiuto.



ABUKIR (Vedi scheda) Graziosa cittadina di 8000 abitanti, a soli 24 chilometri da Alessandria, famosa per le belle spiagge e per i ristoranti di pesce. La piazzaforte di Abukir è stata testimone della distruzione della flotta francese da parte dell'ammiraglio inglese Nelson nel 1798; poi della cacciata dei Turchi, alleati degli Inglesi, da parte di Napoleone l'anno successivo. Fu infine riconquistata, durante la campagna d'Egitto, dal generale inglese Abercromby, che qui perse la vita.


ABU SIMBEL (Vedi scheda) -  Sito archeologico della Bassa Nubia, situato a 280 chilometri a sud di Assuan, celebre per i due templi rupestri salvati in modo spettacolare dalle acque del lago Nasser nel 1963. Grazie all'intervento dell'UNESCO, si riuscì infatti a trasferire l'intero complesso monumentale, che altrimenti sarebbe stato sommerso per sempre dalle acque. I lavori di recupero durarono circa dieci anni, e l'attuazione del progetto comportò la costruzione di una chiusa provvisoria, lunga 360 metri e alta 25 metri, per mettere al riparo il cantiere dalle piene del Nilo e dalle alte maree del lago Nasser. 
Le colline circostanti furono livellate a 30 metri sopra il "grande tempio" e 40 metri sopra quello piccolo: 300 000 tonnellate di roccia furono rimosse senza far uso di esplosivo, data la natura particolarmente friabile della roccia arenaria entro cui era scavato il tempio di Abu Simbel. I templi, smontati in 1305 blocchi numerati del peso di circa 30 tonnellate l'uno, furono rimontati 60 metri più in alto, su una collina artificiale, mantenendo il primitivo orientamento rispetto al sole e al Nilo. 
Il cantiere, degno dell'epoca faraonica, che tra operai e tecnici impiegò circa 900 persone, fu inaugurato il 22 settembre 1968 e chiuso nel 1972. 
È al levar del sole - quando Ra appare - che bisogna ammirare i quattro colossi raffiguranti Ramses II seduto, la doppia corona (nemes) sul capo, le mani appoggiate sulle gambe, il volto sorridente e la barba posticcia che scende sul torace.
Nella collocazione originale, il 20 febbraio e il 20 ottobre i raggi luminosi del sole penetravano fino in fondo al santuario del "grande tempio", illuminando statue e pitture. 
Oggi, purtroppo, per un lieve errore di allineamento, questo fenomeno non si verifica più. 
A un centinaio di metri a nord-est sorge il secondo tempio, di minori dimensioni, con sei colossi che sovrastano la porta d'entrata: questo tempio è dedicato a Hathor e a Nefertari, la "grande sposa" di Ramses II.


ANYDOS -  Città dell'Alto Egitto, a sud di Tebe, al confine tra la fertile valle e il deserto, Abydos simbolizzava l'unificazione del Paese da parte dei faraoni. Antichissima necropoli, famosa un tempo per aver ospitato la tomba di Osiride - con la testa del dio mozzata dal fratello Seth - conserva numerosi edifici religiosi fatti erigere dai faraoni. 
L'apogeo della città si colloca tra l'XI e la XII dinastia, ed è testimoniato dalla presenza di grandi templi. Ramses I vi fece costruire una cappella e Seti I, come suo figlio Ramses ll, vi fece erigere un grande tempio funerario completo di cenotafio, l'Osireion. Oggi la fama di Abydos è legata soprattutto alle innumerevoli stele, quasi ex voto, lasciate dai pellegrini.
Particolarmente importanti sono alcune decorazioni parietali comprendenti due elenchi di re, noti come tavole di Abydos: la prima, trovata da Mariette nel 1864 nel tempio di Seti I, fornisce una lista di 76 faraoni, che va da Menes a Seti I; la seconda, già nota dal 1818 e poi trasferita al British Museum, servì a Champollion, anche se mutilata, per porre le basi di una classificazione delle dinastie. Anche questa tavola conta 76 faraoni a partire da Menes (o Narmer).


AKENATHON Vedi AMENOFI IV


ALAMEIN, ELCittà situata a ovest di Alessandria. Nella seconda guerra mondiale fu il tragico teatro della battaglia (23 ottobre-4 novembre 1942) in cui il generale Montgomery, al comando dell'VIII corpo d'armata dell'esercito britannico, fermò l'avanzata delle truppe italo-tedesche del maresciallo Rommel. Grazie alla sua posizione strategica, El-Alamein servì poi come base di partenza per l'offensiva che portò l'Vlll corpo d'armata britannico a combattere in Cirenaica.


ALESSANDRIA (VEDI SCHEDA) - Capitale dell'Egitto ellenistico e grande centro culturale, situata sulla costa mediterranea tra il mare e il lago Maryut. Città cosmopolita, conta 3 milioni di abitanti ed è una stazione balneare dal fascino inconsueto e seducente, famosa per i lunghi viali che percorrono una corniche di 25 chilometri, affiancati da verdi palmeti ed edifici fastosi e antiquati, testimonianze di un passato glorioso in via d'estinzione. Per il suo clima temperato, è un ideale rifugio estivo per gli abitanti del Cairo. 
Il carattere internazionale del porto, decuplicato sotto l'impulso di Muhammad Ali, andò lentamente diminuendo a partire dalla rivoluzione del 1952. 
Primo porto d'Egitto, deve parte della sua ricchezza a uno sviluppo industriale in continua crescita e al complesso petrolchimico sorto allo sbocco dell'oleodotto "Sumed". La città fu fondata nel 332 a.C. da Alessandro Magno, che le diede il nome. I Tolomei ne fecero la loro capitale e vi costruirono [a famosa biblioteca, il Museo e il faro di Pharos, una delle sette meraviglie del mondo. 
Dopo l'influenza greca, Alessandria fu in seguito dominata dai Romani e dagli Arabi. Napoleone, sbarcato qui nel 1799, ne valutò subito l'importanza strategica, e lo stesso fecero sia gli Alleati sia i Tedeschi durante la seconda guerra mondiale. 
Più volte assalita e danneggiata da vari eserciti conquistatori, la città conserva del passato solo poche vestigia, ma mantiene intatto il suo fascino suggestivo. Il suo aspetto decisamente moderno, con pianta a scacchiera, testimonia il carattere commerciale oggi assunto da questo antico centro di cultura cosmopolita.


AMENEMHET I Faraone (1991-1972 a.C.) della XII dinastia. Il suo regno fu segnato in particolare da preoccupazioni amministrative, da una rinnovata spinta all'autonomia da parte delle province che l'avevano aiutato a salire al trono, e dall'avanzata in Nubia, fino a Korosko. Vittima di una cospirazione, fu detronizzato mentre il figlio Sesostri si trovava in Libia alla testa di un esercito. Quest'ultimo ritornò però in tempo per assumere il potere.


AMENEMHET III - Faraone (1840-1792 a.C ) della XII dinastia. Figlio di Sesostri III, che con le sue conquiste aveva assicurato la pace al Paese: quando gli succedette, poté occuparsi soprattutto di affari interni, di economia e dello sviluppo dell'agricoltura.


AMENOFI I -  Faraone (1149.1528 a.C.) della XVIII dinastia. ll suo nome egiziano era Amenothep, "che il dio Amon sia soddisfatto". Figlio di Amosi, si fece costruire per primo la tomba nella necropoli di Tebe. In politica estera consolidò il dominio sulla Nubia ed estese l'influenza dell'Egitto fino alle rive dell'Eufrate.


AMENOFI II - Faraone (1442-1416 a.C.) della XVIII dinastia. Figlio di Thutmosi III. Alla morte del padre, con cui aveva condiviso il potere, si preoccupò soprattutto di mantenere la pace. La sua politica estera fu segnata dalla repressione della rivolta siro-palestinese e da un riavvicinamento con il Mitanni, l'antico regno degli Hurriti, che era minacciato dagli lttiti. 
La sua tomba nella Valle dei Re, che venne scoperta nel 1898, corrisponde al modello classico degli ipogei reali della XVIII dinastia, con pitture lineari e testi corsivi.


AMENOFI III - Faraone (1408-1372 a C.) della XVIII dinastia. Figlio di Thutmosi IV. Il suo regno, che segnò l'apogeo della civiltà egizia, fu caratterizzato da spedizioni militari che si spinsero fino al Sudan. L'alleanza del padre con il Mitanni gli garantì condizioni di non belligeranza con l'Asia.
Aperto alle arti, promosse la costruzione di una parte del grandioso tempio di Luxor e di un tempio funerario nei pressi di Medinet Habu, di cui restano solo i famosi colossi di Memnone. In lui i Greci identificarono il mitico re etiope Memnone.


AMENOFI IV - Faraone (1372-1355 a.C.), figlio di Amenofi III e sposo di Nefertiti. Tentò una riforma religiosa introducendo il culto monoteistico del dio Aton (il sole), di cui si proclamò sommo sacerdote assumendo il nome di Akhenaton. La sua morte segnò anche la fine del nuovo culto e il ripristino dei culti tradizionali.


AMON (Ammone) - Una delle maggiori divinità egizie, dio dell'aria e della fecondità, Amon viene raffigurato sia con sembianze umane, seduto con in mano lo scettro e l'ankh, oppure in piedi, il capo coperto dal disco solare sormontato da due grandi piume di struzzo; sia con la testa di un ariete, l'animale che, insieme all'oca, gli veniva associato dai sacerdoti. 
Sua sposa era Mut, e Konshu il figlio. Il suo potentissimo clero lo considerava il dio creatore e lo associò a Ra, il dio solare di Heliopolis, attribuendogli il nome di Amon-Ra. Di origine oscura, Amon, "il dio nascosto", fu innalzato al grado di re degli dei dai principi tebani, in seguito all'unificazione dell'Egitto e alla vittoria sugli Hyksos. Sotto le dinastie del Nuovo Regno, il suo prestigio e la sua potenza raggiunsero I'apogeo, mentre i suoi sacerdoti esercitarono un potere politico di cui Karnak rappresenta l'inconfutabile, grandiosa testimonianza. 
Il sacco di Tebe da parte degli Assiri (664 a.C.) e l'esautorazione della capitale segnarono il suo declino. Tuttavia il dio restò oggetto di culto fino alla [ine del paganesimo e i Greci lo identificarono con Zeus.



AMON-RA  (Vedi AMON)



AMOSI -  Faraone (1580-1558 a C ), iniziatore della XVIII dinastia e fondatore del Nuovo Regno. Il suo regno fu segnato da numerose campagne militari, fra cui la più famosa è quella contro gli Hyksos, che gli permise di conquistarne la capitale, Avari. In politica interna diede sempre maggiore spazio alla religione, e questo suo orientamento è testimoniato dalla costruzione di numerosi nuovi santuari. Tale evoluzione verso uno stato di tipo teocratico portò a un potere sempre crescente dei sacerdoti di Amon.


ANKHSimbolo della vita, era rappresentato da una croce ansata, cioè a forma di T culminante in un cappio. Oggi è divenuto emblema di vari gruppi esoterici.


ANUBIS Potente divinità dei morti, questo dio originario di Kasa, "la città dei cani" (Cynopolis), fu soppiantato da Osiride, che lo imbalsamò, dando così inizio alla pratica della mummificazione. Patrono degli imbalsamatori e "signore delle necropoli", Anubis aveva il compito di accompagnare i morti nell'aldilà e di vegliare sulle tombe. Veniva rappresentato con la testa di sciacallo, animale simbolico che vive ai margini del deserto, nei luoghi in cui solitamente si seppellivano i morti, o sotto forma di cane nero, poiché questo era il colore del natron che serviva alla mummificazione.



API Dio dei campi, simbolo della riproduzione e della fecondità, veniva venerato come incarnatosi in un toro nero. Assimilato dapprima a Ptah, patrono della città di Menfi, poi a Ra (lo si trova infatti rappresentato con un disco solare fra le corna), divenne infine una divinità funeraria, assimilata a Osiride. La morte del toro nero dava luogo a fastose cerimonie rituali e quindi alla scelta di un altro toro da parte dei sacerdoti. Da Ramses ll in poi, i tori sacri vennero mummificati e seppelliti in un gigantesco ipogeo collettivo, il Serapeum di Saqqara.


APOPISEssere mostruoso, metà drago e metà serpente, che simboleggiava le forze del male. Era un dio aggressivo e perfido, un vero e proprio genio delle tenebre, che attaccava senza interruzione l'ordine cosmico rappresentato da Ra. Dalla lotta fra queste due divinità, contrapposte e complementari, derivava l'equilibrio dell'universo. Talvolta veniva assimilato a Seth, il dio ribelle.


ASSUAN -  Città di 196.000 abitanti, sulla riva destra del Nilo. Crocevia delle piste provenienti dal Mar Rosso e dal Sudan, questo centro strategico controlla la prima cateratta del Nilo, e la sua posizione alle porte del deserto ne fa una città di presidio. 
Chiamata dai Greci Syene, nome indicante un porto, fu famosa nell'antichità per il granito rosa, detto "syenita", che servì per la costruzione di obelischi e statue. Piccolo villaggio risvegliato, alla fine del 1800, dai lavori di edificazione della prima diga, quando fu costruita la Diga Alta (1960-64) Assuan subì una vera e propria rivoluzione urbanistica. La città dovette infatti attrezzarsi per alloggiare le migliaia di egiziani arrivati per la costruzione della diga e per il controllo del suo funzionamento, poi per lavorare nell'immenso complesso chimico di Kima e nelle nuove industrie venute a formarsi intorno a questa fantastica fonte di energia elettrica. 
Assuan è miracolosamente riuscita ad amalgamare il nuovo mondo con il passato, divenendo una località turistica internazionale, favorita dal clima temperato.


ASSUAN (diga di) - Il Sadd al-Ali, l'immensa Diga Alta, ha dimensioni davvero imponenti: 43 milioni di metri cubi, 17 volte il volume della piramide di Cheope, 980 metri di spessore alla base e 40 metri alla sommità, circa 3600 metri di lunghezza e 111 metri di altezza. 
Voluta da Gamal Abd en-Nasser e costruita dall'ex Unione Sovietica, questa diga in calcestruzzo e cemento si posa sul limo. Iniziata nel 1960 e inaugurata il 14 maggio 1964, venne terminata nel 1972. Le acque del Nilo alimentano una centrale idroelettrica con 12 turbine di fabbricazione francese, per una produzione totale di 10 miliardi di chilowattora. 
Un buon punto di osservazione della diga è rappresentato da un monumento di pietra a forma
di fior di loto stilizzato, costruito per commemorare l'amicizia tra l'ex Unione Sovietica e l'Egitto.
Controllando il corso del Nilo - e malgrado alcune sfortunate conseguenze non previste -, questa grande diga si è rivelata di vitale importanza per la vita del Paese e, in particolare, dei fellah.


ASYUTCittà principale dell'Alto Egitto, antica capitale di un nomo, situata nella zona centrale del Paese, ai bordi del Nilo. Moderna, piena di vita, è un centro amministrativo e commerciale con 213.000 abitanti. Asyut è considerata un feudo del fondamentalismo islamico, nonostante abbia una consistente parte di popolazione cristiana. Diga sul Nilo.


ATONDio raffigurato come disco solare, Aton rappresentava l'aspetto visibile del sole, i cui raggi terminavano sotto forma di mani, che consegnavano al faraone la croce ansata (ankh),simboleggiante l'energia vitale. 
Contrariamente alle altre divinità egiziane, questo dio, personificazione della potenza divina che abita il cielo ed è in tutte le cose, non aveva forma né umana né animale. Il culto di Aton sorse dalle aspirazioni mistiche di Amenofi IV, che, sotto il nome di Akhenaton ("gradito ad Aton"), spinse alla venerazione del dio per cercare di porre un freno al potere politico e religioso dei sacerdoti di Amon, la divinità dinastica. 
Akhetathon ("orizzonte di Aton", odierna Tell el-Amarna) divenne la capitale del culto del nuovo dio, ma la nuova religione finì con la morte del faraone e i sacerdoti ripresero in breve il potere perduto durante il regno di Amenofi IV.


ATUMDivinità solare al centro di uno dei più antichi sistemi teologici dei sacerdoti egizi. Da "colui che si generò da se stesso", presto identificato nel dio-sole, si tra- sformò in "colui che ha compiuto il suo tempo", e venne considerato una manifestazione di Ra nella forma del sole al tramonto, parallelo di Horus, il sole nascente. 
Dio primordiale, Atum era considerato il modello di saggezza cui dovevano rifarsi i faraoni. Per questo viene raffigurato con le sembianze di un uomo la cui testa è cinta dalla corona dei faraoni. Suoi simboli sono il leone e la serpe.


AYYUBIDIDinastia islamica (l 171-1250), fondata da Saladino il curdo, che combatté aspramente contro i crociati per ricostituire in Egitto l'islam sunnita.

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