giovedì 12 giugno 2014

S - DIZIONARIO DELL'EGITTO (S - Dictionary of Egypt)


  
DIZIONARIO DELL'EGITTO

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SADAT Anwar al- (Mit Abu el-Kom, 19188 - Il Cairo, 1981) -  Statista. Membro del movimento clandestino degli "Ufficiali Liberi" che rovesciarono Faruk, poi ministro dell'Informazione, segretario generale del Partito dell'Unità, presidente dell'Assemblea nazionale (1964) e vicepresidente (1969), alla morte di Nasser divenne presidente (1970) in seguito a un referendum che gli procurò il 90 % dei consensi.
Guidò l'Egitto nella guerra contro Israele (guerra del Kippur, 1973), riportando una parziale vittoria. Sempre nel 1973, impose a Gheddafi l'abbandono del progetto di un'unione tra Libia ed Egitto. 
Uomo aperto al dialogo, si impegnò nella ricerca di un'intesa con Israele, sfociata negli accordi di Camp David e Washington (1978-79), che portarono alla restituzione del Sinai all'Egitto. 
Ricevette il Premio Nobel per la pace nel 1978. 
Fu assassinato in un attentato dei Fratelli musulmani.


SAHARA (Vedi SCHEDA)


SANTA CATERINA  (monastero di)Situato nella parte meridionale della penisola del Sinai, in una zona desertica, fra montagne e gole profonde, il monastero di Santa Caterina sorge in cima a una rupe, a 1570 metri di altezza, ed è simile a una fortezza dalla forma rettangolare di 84 metri per 74 metri. Fondato nel VI secolo dall'imperatore Giustiniano, questo avamposto della chiesa bizantina, vero luogo di solitudine, non è stato cambiato da 14 secoli di storia. 
Ancora oggi vivono qui in meditazione alcuni monaci greci ortodossi, che si raccolgono in preghiera nella cappella del Roveto ardente, così chiamata perché si dice che, proprio in questo luogo, Mosè vide un cespuglio di rovi bruciare senza consumarsi. 
Questo baluardo del monachesimo orientale conserva anche preziose memorie della cristianità nella biblioteca, la più ricca e antica al mondo, dopo quella del Vaticano: 3500 volumi, di cui faceva parte il celebre manoscritto della Bibbia del VI secolo denominato "Codex Sinaiticus", ora conservato al British Museum.


SAQQARANecropoli ai bordi dell'altopiano desertico, 30 chilometri a sud del Cairo, è la più vasta del Paese e quella che raccoglie le testimonianze di tutti i più importanti momenti della storia egiziana. 
Grandissimo complesso funerario lungo 7 chilometri, al centro del quale sorge la piramide a gradoni, la prima di questo tipo, progettata dal geniale architetto Imhotep per il faraone Zoser (2800 ca. a.C.), con un sistema di costruzione a pietre squadrate. La piramide, rettangolare, priva di vertice, ha una base di 109 metri per 121 metri ed è alta 58,8 metri (un tempo raggiungeva i 60 metri). 
La necropoli di Saqqara riveste grande importanza per le numerose mastabe di alcuni dignitari, sulle cui pareti sono state rinvenute numerose raffigurazioni di vita quotidiana e iscrizioni, risultate preziose per la ricostruzione di vari aspetti della antica civiltà egizia


SAYF Salah ebu (1915) - Regista. È stato paragonato da alcuni critici a Buñel ed è considerato uno dei più significativi registi del mondo arabo. Fra i suoi film, notevole è L'Impero di Satana (1986), una commedia metafisica sul potere e la società.


SEKHMETDivinità guerriera ("la potente"), era allo stesso tempo dea della salute e del male. Sposa di Ptah, madre di Imhopet, il centro del suo culto era a Menfi, ma era te- muta e venerata in tutto l'Egitto. Veniva rappresentata con la testa o con l'intero corpo di leone e incoronata col disco solare. I sacerdoti di Sekhmet ricevettero dalla dea Iarte della guarigione, formando la più antica confraternita di medici e veterinari.


SERAPIDEDio ibrido, "creato" dai sovrani lagidi per conciliare le credenze greche con quelle egizie. Nacque dalla mescolanza di Osiride-Api con le divinità della mitologia greca, Zeus, Dioniso e Asclepio, di cui prese gli attributi. Era allo stesso tempo dio dei morti, guaritore, dio della fertilità e protettore dei marinai.


SERDABCamera murata della mastaba, nella quale venivano depositate le statue funerarie con I'effigie del defunto; queste statue erano supporti dell'anima per l'aldilà.


SENOSTRI IFaraone (1971-1928 ca. a C ) della XII dinastia. Figlio di Amenemhet I, proseguì la politica del padre in Nubia. Per limitare il pericolo di cospirazioni, come era già accaduto alla fine del regno di Amenemhet I, associò il figlio alla guida del Paese. Questo fatto costituì un esempio, poi seguito dai suoi successori.


SENOSTRI II - Faraone (1878-1842 ca. a.C ) della Xll dinastia. Il regno di questo grande sovrano fu segnato dalla ripresa di una politica espansionistica. Sesostri lll intraprese infatti delle campagne in Nubia ed estese i confini del suo regno, che arrivarono fino alla Palestina, difendendo poi i territori conquistati con la costruzione di numerose fortezze.


SETHSeth ci è noto soprattutto attraverso la leggenda che trasforma questo dio valoroso, patrono delle oasi, in un vile demone, geloso del glorioso regno del fratello Osiride, e deciso a sostituirlo sul trono, lo uccise dopo averlo tradito. Iside, moglie di Osiride, ritrovò il marito, lo fece resuscitare, e mise alla luce il figlio di entrambi, Horus. Mossi dallo spirito di vendetta, Seth e Horus si affrontarono in duelli titanici, nel corso dei quali Horus perse un occhio e Seth, evirato, fu alla fine vinto. In quanto assassino, quest'ultimo diventerà poi il simbolo dell'essenza stessa del male. 
Dio violento, responsabile delle tempeste e delle intemperie, dio della guerra, brutale e coraggioso, era rappresentato come uno strano animale dal corpo snello, la coda rada e forcuta, il muso affilato di levriero, orice o asino, le orecchie dritte. 
Nella Bassa Epoca il suo viso fu tinto di nero, colore simbolo del male.


SETI I Faraone (1303-1290 a.C.) della XIX dinastia. Figlio di Ramses I, durante il suo regno cercò di riprendere la politica espansionistica verso l'Asia, reprimendo la rivolta dei beduini e conquistando la Palestina. Penetrò in Siria fino a Tyr e sconfisse i Libici, mentre il figlio Ramses ll fermava gli lttiti. In politica interna introdusse il culto di Seth, fece edificare numerosi monumenti, tra cui il tempio tebano di Gurnah e il suo tempio funerario ad Abydos. 
A lui si devono, fra l'altro, le decorazioni di gran parte della sala ipostila di Karnak. 
La sua tomba rupestre, nella Valle dei Re, la più importante delle grandi tombe ipogee regali di Tebe, è ricca di bassorilievi dipinti, a volte di significato oscuro, con i testi scritti alla rovescia, perché il mondo dell'oltre tomba era considerato speculare rispetto a quello terreno.


SFINGELeone con testa umana che rappresenta il re o il dio vendicatore, feroce coi nemici, ma protettore dei giusti. Lunghe file di sfingi fiancheggiavano i viali di accesso dei luoghi di culto (dromos), poste a guardia dei templi e delle necropoli reali, con il volto a sembianza dell'animale a cui l'edificio religioso era dedicato (a Karnak, la testa di montone). 
La sfinge più famosa è però quella fatta costruire da Chefren a Giza, la più grande e più antica dell'Egitto. Ricavata da uno spuntone di pietra calcarea, scolpita a forma di leone con la testa d'uomo, coperta dal nemes (la corona reale) e con I'ureo sulla fronte, lunga 57 metri e alta 20 metri, rappresenta il faraone Chefren nelle sembianze di un felino che veglia sulla propria necropoli. 
I danni e le mutilazioni di cui porta i segni sono conseguenze dovute al fanatismo religioso, alle battaglie che qui hanno avuto luogo nei secoli passati e all'erosione provocata dal vento. Grazie alle moderne tecniche di restauro le è stata ridata vita trasformandola in spettacolo recitante ("son et lumière").


SHAHINE Yussef (1925) - Regista. È tra le figure più importanti del cinema egiziano.
Debuttò con ll figlio del Nilo e si fece conoscere nel 1954 grazie a Cielo d'inverno con Omar Sharif.
Acquistò fama internazionale con Stazione centrale (1958). Il film Saladino (1963), girato in omaggio a Nasser, segna il suo definitivo interesse per il solo mondo arabo. Lavorò in coproduzioni con l'Algeria; La terra (1969) e II passero (1973; venne premiato al festival di Cannes) segnarono invece la svolta che lo vide definitivamente impegnato sul piano dei problemi sociali. 
Con Alessandria perché (1979) ha ottenuto il Gran Premio della Giuria a Berlino. 
Nel 1994 ha girato L'emigrato.


SHEDID Andrée (Il Cairo, 1920) - Letterata, visse in Francia dal 1946. Scrittrice versatile e raffinata, ha pubblicato anche raccolte di poesie in francese (Terra guardata, 1957..., Doppio paese, 1965...,  Caverne e soli, 1979).
Nei suoi romanzi si interessa in modo particolare al tema del destino umano (ll sonno liberato1952..., Il sesto giorno, 1960..., L'altro, 1962...,  La cittadella fertile, 1972...,  cammini di sabbia, 1981..., Il superstite1982), o a quello della condizione dell'uomo (Nefertiti e il sogno di Akhenaton, 1974). 
Fra le raccolte di racconti va ricordata La pelle stretta, 1965, e fra le opere teatrali L'esibitore,1969...., e Scacco alla regina, 1984. 
Ha pubblicato anche un saggio nel 1969, Libano.


SINAI (Vedi scheda)Provincia orientale dell'Egitto, situata fra l'Asia e l'Africa, con capoluogo El-Arish. Il suo territorio è caratterizzato da oasi sulla costa mediterranea e da oltre 50.000 chilometri quadrati di deserto roccioso dai rilievi irregolari, interrotti da alture, valli scoscese, oasi. 
Il Sinai è il luogo dei racconti biblici, del monte omonimo su cui Mosè ricevette le Tavole della Legge, del monastero di Santa Caterina, e anche il luogo dove gli Ebrei trovarono rifugio. 
Zona di transito delle carovane, terra di conquista da sempre, il Sinai fu al centro dei combattimenti durante la lunga guerra fra Egitto e Israele (1967-1975). La guerra ebbe alterne vicende, che videro gli egiziani prima vittoriosi, poi perdenti, fino a concludersi con la firma del trattato di pace israelo-egiziano nel 1979, sotto l'egida di Washington, che consentì all'Egitto di ritornare in possesso del Sinai (1982). 
Un piano di valorizzazione del deserto prevede un massiccio insediamento urbano (si pensa a due milioni di abitanti), la fertilizzazione del suolo e lo sfruttamento delle risorse minerarie.


SINAI (monte) (Vedi MUSA (Geeur).


SISTRO -  Strumento musicale con corde metalliche su cui erano infilate rondelle, anch'esse metalliche, che col loro suono scacciavano gli spiriti maligni. Era consacrato alla dea Hathor.


SOBEKDio-coccodrillo, divinità primordiale della fecondità grazie ai suoi stretti rapporti con l'acqua. Gli fu consacrata una parte del tempio di Kom Ombo.


STRABONEStorico greco, morto intorno al 20 d.C. Autore di una Geografiain 17 volumi, l'ultimo dei quali dedicato all'Egitto, servì ad Auguste Mariette per scoprire il Serapeum di Saqqara.


SUEZCittà di 327.OOO abitanti con la periferia portuale di Port-Tewfiq, complesso industriale realizzato nel 1973, con l'aiuto dell'Arabia Saudita. Fondata nel secolo XV, deve la sua importanza alla costruzione della ferrovia che la collega al Cairo (1856), all'essere divenuta lo scalo dell'inglese "Compagnia delle Indie", ma soprattutto alla costruzione del canale, di cui controlla l'entrata sul Mar Rosso. 
Molto danneggiata dalle guerre del 1956 e del 1973, ha subito una riurbanizzazione caotica che le dà l'aspetto di un eterno cantiere.


SUEZ (canale - Vedi scheda) - Il canale di Suez collega il Mediterraneo al Mar Rosso, da Porto Said a Suez, lungo un percorso di 195 chilometri, con un'ampiezza di 170 metri e una profondità di 20 metri. 
Già nei sogni del faraone Nekao, il canale fu progettato da Luigi Negrelli e realizzato da Ferdinand de Lesseps, dal 1859 al 1869, con il beneplacito del kedivè lsmail, che l'inaugurò alla presenza dell'imperatrice francese Eugenia Bonaparte e dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe. Per celebrare l'avvenimento Giuseppe Verdi compose I'Aida, la cui prima rappresentazione ebbe luogo nell'allora nuova "Opera" del Cairo. 
Cominciò da quel momento un'era di prosperità per la Compagnia del canale di Suez, che ottenne una concessione di 99 anni. La "rivoluzione" nasseriana, dopo l'abdicazione di re Faruk nel 1952, e la successiva nazionalizzazione del canale, avvenuta il 16 giugno 1956, misero fine prematuramente a tale concessione. Le truppe anglo-francesi tentarono allora di occupare il canale con la forza, ma furono fermate dal veto russo-americano. 
Nel 1957, il traffico riprese, con grande beneficio per le finanze dello Stato egiziano. 
Nel 1967, la guerra contro Israele portò di nuovo alla chiusura del canale, al centro di violenti combattimenti, che causarono gravissimi danni anche alle tre città sulle sue rive: Porto Said, Ismailia e Suez furono devastate. 
Il canale venne riaperto nel 1975 dal presidente Sadat, che tre anni più tardi diede avvio a un vasto piano di lavori per allargarlo e aumentarne la profondità, così da permettere il passaggio delle superpetroliere da 600.000-700.000 tonnellate.



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