venerdì 15 agosto 2014

ANGKOR WAT - CAMBOGIA (Cambodia)

Angkor Wat (in lingua khmer Tempio della città) è un tempio khmer, all'interno del sito archeologico di Angkor, in Cambogia, nei pressi della città di Siem Reap.
Fu fatto costruire dal re Suryavarman II (1113-1150)



ANGKOR WAT - UN PARADISO PERDUTO NELLA GIUNGLA

Nel 1861, il naturalista francese Henry Mouhot stava percorrendo un sentiero nella giungla della Cambogia settentrionale quando, al di sopra della cima degli alberi, vide tre alte colonne di pietra. Erano i pinnacoli di Angkor Wat, uno dei templi più splendidi di tutta l'Asia, prima traccia della mitica città perduta di Angkor-Thom.

Infatti Angkor-Thom, capitale del grande impero Khmer, era stata abbandonata 500 anni prima ed era rimasta da allora nascosta e dimenticata nell'intrico fittissimo della giungla.

Anche se in rovina, Angkor è ancora in grado di sconcertare il visitatore. Circondata da un grande fossato che un tempo era gremito di coccodrilli, difesa da una massiccia muraglia e da bastioni di terra battuta, la città fu fondata da re Jayavarman II, vissuto dal 770 all'850 d.C..

Ciascun lato del fossato è lungo oltre tre chilometri: nell'immensa cinta troverebbe posto tutta l'antica Roma, e resterebbe ancora un po' di spazio vuoto. Tuttavia gli abitanti erano pochi: si trattava semplicemente del centro religioso, politico e amministrativo della capitale.

Quattro grandi strade, una per lato, attraversavano il fossato e conducevano nella città, passando sotto giganteschi portoni.

Le quattro strade convergono esattamente al centro della città, in una grande piazza limitata da due terrazze scolpite, la Terrazza Reale, più nota come Terrazza degli Elefanti, e la Terrazza del Re Lebbroso. 
Di fronte alle due terrazze si ergono le dodici Torri dei Funamboli finemente cesellate. Ampie scalinate portano, attraverso le terrazze, ai prati, ai padiglioni dei giardini reali e alle tombe.

La più grande meraviglia di Angkor sono gli stupendi bassorilievi di arenaria: le quattro vie d'ingresso sono fiancheggiate da parapetti lavorati, che mostrano figure di Dei e giganti che sostengono creature mitiche. Ogni porta di Angkor è coperta da elaborate incisioni e le torri sono sormontate da una triplice corona di elefanti, simboli araldici e religiosi insieme.

I rilievi delle terrazze reali mostrano figure di re e regine, principi e principesse, leoni, elefanti e personaggi dell'epica religiosa indù. Nelle altre sculture sono ritratte quasi tutte le attività possibili in una società civilizzata, in uno stile così vivo, che i personaggi sembrano aver interrotto solo per un istante i loro movimenti.


Il più bel tempio del mondo

 Veduta aerea di Angkor Wat

   
Tuttavia, la più bella costruzione di Angkor si trova un paio di chilometri fuori delle mura della città. Si tratta di Angkor Wat, uno dei più splendidi e dei più famosi templi del mondo.
Costruito nel XII secolo dal re Suryavarman II, sotto il regno del quale I'impero e la città raggiunsero l'apogeo della loro prosperità, è circondato da un fossato lungo sei chilometri e mezzo che forma un quadrato quasi perfetto.

Il tempio è uno sbalorditivo insieme di laghi e biblioteche, chiostri e gallerie, santuari e scalinate. Dietro la parete del santuario principale, la galleria più bassa mostra fregi che riproducono scene tratte da antiche leggende e dai libri sacri indù. Le pareti istoriate sono alte due metri e mezzo e corrono tutt'attorno alla galleria per circa 600 metri.

Il tempio, a forma di piramide, si erge su tre piani fino al fascio centrale di cinque torri, la più alta delle quali misura 65 metri. Furono proprio quelle torri a guidare Henri Mouhot verso le rovine dell'antica città.


Impossibile difendersi


     
Che cosa accadde ad Angkor? Nemmeno 30 anni dopo la morte di Suryavarman , nel 1177, fu presa e saccheggiata da invasori laotiani, i Cham. Due anni più tardi, i Cham venivano battuti dal re Jayavarman VII.

Nei 150 anni che seguirono, l'impero subì l'invasione dei Thai dell'ovest e dei Mongoli del nord. I Thai presero più volte la città nel 1369, nel 1388 e ancora nel 1431.

Alla fine,l'elaborato sistema di irrigazione che permetteva la coltivazione del riso, dal quale dipendeva la sopravvivenza di Angkor, andò distrutto e, nel 1434, la capitale fu trasferita in una località vicino all'odierna Phnom Penh.
Angkor fu abbandonata alla giungla.












































Scoperta dopo tanti secoli, questa bellissima città di fantasmi è stata una volta di più offesa dalla follia distruttiva degli uomini: si trovava infatti in piena zona di combattimento tra vietnamiti e Khmer Rossi.
Angkor Wat richiese un notevole lavoro di restauro durante il XX secolo, in particolare la rimozione della terra e della vegetazione. I lavori furono interrotti durante la guerra civile e sotto il controllo dei Khmer rossi negli anni settanta e ottanta. Il sito subì relativamente pochi danni durante questo periodo, con l'eccezione dei furti.
Le forze dei Khmer rossi utilizzarono qualunque struttura in legno che trovarono come materiale da ardere, un padiglione fu rovinato da un proiettile vagante americano e uno scontro a fuoco tra i Khmer Rossi e le forze vietnamite causarono un paio di fori di proiettile in un bassorilievo. Molti più danni furono fatti dopo le guerre dai ladri di arte che, dalla fine del 1980 all'inizio del 1990, compirono saccheggi e distruzioni.
Fori di proiettile dovuti a uno scontro a fuoco tra i Khmer Rossi e le forze vietnamite ad Angkor Wat.
Il tempio rappresenta un simbolo della Cambogia ed è una fonte di un grande orgoglio nazionale; esso venne preso in considerazione nelle relazioni diplomatiche della Cambogia con la Francia, con gli Stati Uniti e con la Thailandia. Una rappresentazione di Angkor Wat fa parte delle bandiere nazionali cambogiane, dopo l'introduzione della prima versione nel 1863. Da una prospettiva storica più ampia e transculturale, tuttavia, il tempio di Angkor Wat non è diventato un simbolo di orgoglio nazionale grazie a sé stesso, ma fece parte di un processo politico-culturale complesso dovuto all'eredità coloniale francese in cui il sito originale venne presentato nelle esposizioni coloniali e universal francesi a Parigi e Marsiglia, tra il 1889 e il 1937. L'architettura di Angkor Wat fu anche in mostra nel museo dei calchi in gesso di Louis Delaporte, chiamato musée Indo-chinois, che esisteva nel palazzo parigino del Trocadero da circa il 1880 a metà degli anni 1920.
La splendida eredità artistica di Angkor Wat e degli altri monumenti Khmer nella regione di Angkor, ha portato la Francia ad adottare la Cambogia come un protettorato l'11 agosto 1863 e a invadere il Siam per prendere il controllo delle rovine. Ciò portò la Cambogia a rivendicare le terre poste nell'angolo nord-occidentale del paese che erano sotto il controllo siamese (Thailandia) dal 1351, o secondo altri dal 1431. La Cambogia ottenne l'indipendenza dalla Francia il 9 novembre 1953 e da quel momento ottenne il controllo di Angkor Wat.


Nel 1992 il sito venne riconosciuto come patrimonio mondiale dell'UNESCO.




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