martedì 19 agosto 2014

ATLANTIDE: STORIA O LEGGENDA? - Atlantis: History or legend?



ATLANTIDE: STORIA O LEGGENDA?

L'isola che annientò un impero

C'era una volta una bellissima isola prospera e potente, che dominava un vastissimo impero che si stendeva dall'Africa all'Europa. I suoi abitanti erano versati tanto nelle cose dello spirito quanto in quelle della guerra. Ma offesero la morale e per punizione vennero inghiottiti dalle acque del mare...

Così scriveva Platone e per molti secoli questa storia ha ispirato poeti, romanzieri e sognatori, a dispetto della logica, della storia e della geologia.
Platone diede a quel paradiso perduto il nome di Atlantide e lo situò al di là delle famose Colonne di Ercole, che oggi conosciamo come stretto di Gibilterra. Era, secondo lui, una terra più grande della Libia e dell'Asia e quindi poteva trovare posto soltanto in quel vasto oceano a ovest della Grecia, cioè l'Oceano Atlantico.
Il racconto di Platone si basava su storie raccontate da Solone il quale, a sua volta, le aveva raccolte da sacerdoti egizi.
Secondo questi racconti, il disastro avrebbe avuto luogo 9.000 anni prima della nascita di Solone. Ma gli studi geologici hanno dimostrato che l'Oceano Atlantico esiste nella sua forma attuale da milioni di anni, e non reca tracce di isole sommerse e tanto meno abitate.

La civiltà descritta da Platone, in compenso, è molto simile a quella dell'impero minoico, che faceva capo all'isola di Creta. Era una civiltà molto avanzata, con leggi scritte, che sapeva lavorare il metallo e applicava tecniche complesse per scavare canali, tunnel e porti, installare impianti di condizionamento nelle case...


   
Alla fine del XV secolo a.C., questa civiltà scomparve repentinamente e misteriosamente, come l'Atlantide di Platone. Per secoli, la sua scomparsa ha fatto discutere gli studiosi, che non si spiegavano come una società tanto evoluta potesse sparire in così breve tempo.
Recenti ritrovamenti archeologici, però, hanno forse fornito la chiave dell'enigma: l'impero minoico potrebbe essere stato distrutto da un'immane esplosione vulcanica. Infatti l'isola vulcanica di Thera, nel mar Egeo, esplose circa 1470 anni prima di Cristo. 
Il vulcano, alto 1.380 metri, esplose con tale violenza, da disintegrarsi e da sprofondare con tutta la parte centrale dell'isola ben 360 metri sotto il livello del mare, nella camera magmatica che si era rapidamente svuotata. 
L'area circostante, ora nota come isola di Santorino, venne sepolta sotto uno spesso strato di cenere vulcanica alto 30 metri. Ed è proprio sotto quello strato, che sono stati ritrovati i resti dell'impero minoico.

Ma come si può mettere in relazione questo cataclisma con la mitica Atlantide? 
La risposta potrebbe essere molto semplice; come capita spesso, quando la storia viene tradotta o riscritta, Platone potrebbe avere interpretato male Solone. Se la scomparsa di Atlantide fosse avvenuta 900 anni prima della nascita di Solone, e non 9.000, allora questo evento potrebbe essere stato molto vicino all'eruzione di Thera. Inoltre, Platone potrebbe essere incorso in un errore di traduzione, indicando come grandezza di Atlantide due milioni di km2 invece di soli 200.000.
Un'isola di tale grandezza, infatti, potrebbe trovare posto nel Mar Egeo.


Una confusione di parole




Due altre possibilità potrebbero avvalorare l'ipotesi di un errore di Platone. 
L'espressione greca "più grande di" è molto simile all'espressione "a metà strada». 
Potrebbe darsi allora che Atlantide si trovasse a metà strada tra la Libia e l'Asia. E per quanto concerne le Colonne di Ercole? Non è dette che nell'antichità si trovassero veramente, o soltanto, allo stretto di Gibilterra: due promontori sulla costa greca, vicino a Creta, vengono egualmente chiamati Colonne d'Ercole.
In base alle prove fin ora raccolte, sembra che il mistero di Atlantide sia stato risolto.


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