giovedì 21 agosto 2014

MOAI - I GIGANTI DI PIETRA - ISOLA DI PASQUA (The stone giants of Easter Island)



I GIGANTI DELL'ISOLA DI PASQUA

Chi scolpi le grandi teste di pietra?E perché?

L'ammiraglio olandese Jakob Roggeveen (Middelburg, 1 febbraio 1659 – Middelburg, 31 gennaio 1729) non aveva mai visto nulla di simile in vita sua: un'isola nel mezzo del Pacifìco meridionale non registrata sulle mappe e abitata, a quanto pareva, da giganti alti dieci metri! I giganti sembravano appostati su mura ciclopiche, che assomigliavano ai bastioni di una fortezza di titani.

Man mano che si avvicinava con i suoi tre velieri, Roggeveen si sentì sollevato: i giganti erano solo statue e gli uomini che si aggiravano attorno erano di statura normale. Il giorno dopo, con un piccolo corpo da sbarco, l'ammiraglio scese sull'isola, dove trovò che i "bastioni" erano solo le piattaforme delle statue. Su ciascuna di esse, si ergeva l'enorme busto di un uomo dalle lunghe orecchie. con un copricapo rossiccio in testa.



Mappa dell'isola di Pasqua con le posizioni dei monolit. L'Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, letteralmente "grande isola/roccia"; in lingua spagnola Isla de Pascua) è un'isola dell'Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile. Situata a 3 601 km a ovest delle coste del Cile e 2075 km a est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo. Le sue coordinate geografiche sono 27° 07' S 109° 22' W: la latitudine è vicina a quella della città cilena di Caldera, a nord di Santiago. Il territorio dell'isola si compone di quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka. Famosi sono i numerosi moai, le statue di pietra che ora si trovano lungo le coste. Dal punto di vista amministrativo è una provincia a sé stante della regione di Valparaíso del Cile. 


   
La data dello sbarco era quella della domenica di Pasqua del 1722; e così l'ammiraglio Roggeveen battezzò la sua scoperta Isola di Pasqua. Poi ripartì. Dove- vano passare quasi 50 anni prima che altri europei approdassero di nuovo sull'isola; e altri 100 prima che le esplorazioni cominciassero sul serio. E allora, purtroppo, le statue non erano più erette come le aveva viste Roggeveen: durante alcune guerre tribali erano state fatte rotolare a terra, e così rimangono tuttora.

Le gigantesche statue risultarono ricavate nella roccia vulcanica estratta dal cratere del Rano Raraku, un vulcano inattivo. All'interno del cratere vi erano ancora circa 400 statue non complete. Alcune mostravano appena alcune tracce di scalpello, mentre altre erano quasi pronte per essere trasportate. Accanto a loro, furono rinvenuti accette e scalpelli di ossidiana, abbandonati dagli antichi scultori delle gigantesche figure. Erano stati lasciati lì come se gli artisti intendessero ritornare da un momento all'altro; ma non erano più ritornati. 
Lungo la strada che parte dal cratere c'erano poi dozzine di statue complete. Parecchie pesavano fino a 30 tonnellate, ed erano alte 4 metri. Un gigante non terminato misurava 22 metri e pesava oltre 50 tonnellate!


Gli uomini dalle lunghe orecchie



  
Alcune delle statue si trovavano molto lontane dal cratere, e ancora oggi gli esperti non sono riusciti a stabilire con 'quali mezzi gli abitanti dell'isola abbiano trasportato i monumenti e li abbiano eretti sui piedistalli. 
La teoria che avessero usato tronchi per farceli rotolare sopra è stata scartata dopo che si è dimostrato che il terreno dell'isola non potrebbe sostenere alberi delle dimensioni necessarie per una simile operazione. 
L'altra ipotesi, che si siano usati dei rampicanti intrecciati in modo da formare delle funi per trascinare i colossi, è stata scartata quando si è dimostrato che funi del genere non potrebbero sopportare lo sforzo di trainare 30 tonnellate di peso.

Tracce di antichi insediamenti indicano che un tempo l'Isola di Pasqua manteneva da 2.000 a
5.000 persone. Disegni incisi sulle rocce mostrano che la popolazione era probabilmente divisa in due classi. 
La gente "dalle lunghe orecchie e dai copricapo rossicci" raffigurata nelle statue, che doveva essere la classe dominante, che usava dei pesi per allungarsi i lobi auricolari; e la gente dalle "orecchie corte", i subordinati.

Pesi per allungare le orecchie simili a quelli dell'Isola di Pasqua erano usati dagli Incas del Perù, prima della conquista. Ma gli attuali abitanti dell'isola di Pasqua sembrano più affini ai Polinesiani che alle genti del Sudamerica. 

La chiave essenziale per capire il mistero dell'isola potrebbe essere stata persa da un trafficante di schiavi peruviano del tardo Ottocento, che catturò mille indigeni.

Nessuno sa esattamente che cosa sia accaduto a quegli uomini deportati in schiavitù. Alcuni potrebbero essere ritornati portando con sé i germi delle malattie che uccisero il resto della popolazione. Con la loro scomparsa, si è forse perduta per sempre anche la risposta al mistero dei monoliti dell'Isola di Pasqua.



























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