venerdì 3 ottobre 2014

LA GRANDE GUERRA A CRAUGLIO (The Great War in Crauglio)

 
Chiesa di Crauglio
 


  
La Grande Guerra a Crauglio

Crauglio era un paese di circa 700 abitanti, frazione del comune di San Vito al Torre. 
Territorio appartenente all'Impero Austro-Ungarico, era stato occupato il 24 maggio del 1915 dalle truppe italiane e da allora era divenuto uno dei paesi delle retrovie, ove si ammassavano uomini e materiali utili allo sforzo bellico sul vicino fronte. 
Se il paese si era svuotato degli uomini validi, che combattevano su lontani fronti nell'esercito austriaco, si era riempito di migliaia di altri uomini. 
Furono impiantati comandi, attendamenti, baraccamenti, che incisero sulla stessa topografia locale. 
Il paesaggio consueto, in quel breve lasso di tempo, fu mutato con il tracciato di nuove strade e la posa dei binari delle deucavilles, le ferrovie a scartamento ridotto usate per il trasporto di materiali per la costruzione di trincee lungo il Torrente Torre o verso le prime linee. 
Per le necessità delle costruzioni lavorava a pieno ritmo la locale fornace di mattoni. 


Ospedale da campo a Crauglio nel 1915



  
Di tutto questo movimento le campagne ne risentirono, sia per il ristretto numero di ore in cui era permesso lavorarvi sia per la scarsità di manodopera sia per l'occupazione di ampie zone di terreno ad uso militare. 
Attendamenti per soldati furono impiantati in varie località. 
Non pochi campi erano stati lastricati di cemento per porvi materiali e baraccamenti. 
L'apparato militare esistente in paese portò a Crauglio un movimento quale indubbiamente mai si era visto in loco. 
Un via vai continuo di uomini e mezzi rendeva meno monotona la vita del borgo, pur nella tristezza delle vicende belliche. 
La modernità vi era entrata prepotentemente, portando un gran numero di macchine belliche, ma non solo, in quanto automobili, autocarri, motociclette, trattori di artiglieria transitavano in quantità sulle polverose o fangose (a seconda della stagione) vie, mentre in cielo ronzavano gli aeroplani del vicino campo d´aviazione di Aiello del Friuli. 
Cose indubbiamente mai o ben raramente viste prima.


Palazzo Steffaneo 



L'aspetto positivo della situazione era dato dal non indifferente flusso di denaro che raggiungeva il paese. 
Infatti le migliaia di uomini accantonati in loco spendevano non poco nelle osterie e nei negozi, che si erano moltiplicati in quegli anni. 
A sindaco del comune di San Vito al Torre fu insediato dagli italiani Attilio Pinzani, imprenditore laterizio, proprietario della fornace di mattoni esistente a Crauglio. 
Egli possedeva anche il palazzo Steffaneo, ora Roncato, ove fu alloggiato il comando della 22a Divisione. 



Vecchia foto della fornace di latterizi - Crauglio




   
Il palazzo fu visitato nel 1915 dal giornalista e critico d'arte Ugo Ojetti, sovrintendente alle opere artistiche delle zone liberate, dato che in esso sono presenti affreschi d'influsso tiepolesco. 
Nelle barchesse laterali del palazzo vi era l´ospedale da campo 236, ove passarono centinaia di soldati feriti e malati e molti di loro vi morirono. 
Tra i deceduti è da segnalare il capitano dei carabinieri Vittorio Bellipanni, comandante il nucleo carabinieri della 45a Divisione, ferito presso Monfalcone nella X Battaglia dell'Isonzo, medaglia d´argento. 
Ai suoi funerali, il 12 giugno 1917, fu presente a Crauglio l´amico Gabriele D'Annunzio. 
In cimitero il Poeta tenne l'elogio funebre del caduto. 
Un discorso poi molto citato, perché con Bellipanni egli lodò anche l'Arma, cui lo scomparso apparteneva: l'Arma della fedeltà immobile e dell´abnegazione silenziosa. 

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