martedì 21 ottobre 2014

PIAZZA SAN PIETRO (St Peter's Square) VATICANO - ROMA




  
SAN PIETRO
IL CUORE DEL VATICANO
LA PIÙ BELLA PIAZZA DEL MONDO

In secoli di lavoro, i grandi artisti hanno creato la perfezione

In tutto il mondo, ben poche opere architettoniche possono vantare, come la basilica di San Pietro, il fatto di essere state costruite da tanti grandi artisti.
Benché fosse stato Niccolò V, nel XV secolo, a decidere per primo di ricostruire la basilica originale fatta erigere nel 324 da Costantino il Grande in onore dell'apostolo Pietro, il primo passo fu compiuto solo nel 1505, quando Giulio II decise di far costruire vicino alla vecchia basilica di Costantino una chiesa sufficientemente grande da contenere il suo mausoleo funebre che aveva fatto progettare da Michelangelo.
Dopo aver cambiato più volte idea, Giulio II abbandonò definitivamente il progetto di farsi costruire una tomba separata, e decise di inserirla nella basilica antica completamente ricostruita. Si rivolse all'architetto Donato Bramante, che provvide alla demolizione della basilica di Costantino, eliminando tombe, statue, mosaici, icone e altari.
Oltre 2.500 operai lavorarono alacremente per demolire e poi ricostruire la basilica. Ma sebbene fosse un architetto di genio, Bramante era troppo frettoloso. 
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1514, la costruzione rivelò molte pecche e furono necessarie imponenti somme di denaro per rimediare ai suoi errori.
Giulio II morì nel 1513 e il suo successore, Leone X, affidò la sovrintendenza dei lavori a un suo conterraneo, Raffaello Sanzio, affiancato da Giuliano da Sangallo. Raffaello apportò radicali modifiche all'originale progetto bramantesco ma di nuovo, quando morì nel 1520, aveva fatto in tempo soltanto a erigere un paio di colonne.






  
Il nuovo corso

Nel 1521 morì Leone X, e il nuovo papa, Clemente VII, nominò Baldassarre Peruzzi suo architetto di fiducia. Peruzzi costruì molto a Roma, ma abbandonò San Pietro. 
Nelle fessure dei pilastri e degli archi del Bramante crebbero erbacce, finché un nuovo pontefice, Paolo III, rilanciò il progetto.
Utilizzando parte dei fondi avuti dalla Spagna per una crociata contro i turchi, ingaggiò prima Antonio da Sangallo il Giovane e poi Michelangelo. II grande fiorentino, ormai settantaduenne, aveva già da lungo tempo completato gli affreschi della Cappella Sistina.
Michelangelo si mise subito al lavoro e approntò il suo primo progetto per San Pietro nel 1547, progetto che ripristinava gran parte dei piani elaborati a suo tempo dal Bramante. I lavori ricominciarono subito. Sembrava la volta buona, ma quando Paolo III morì, nel 1549, l'entusiasmo che Michelangelo era riuscito a suscitare cominciò a scemare.
La morte di Michelangelo, nel 1564, aprì un altro periodo confuso. 




    
Sotto il pontificato di Pio IV si costruì ben poco. 
Sotto Gregorio XIII si compì invece qualche passo avanti ma, come era avvenuto prima di lui, non tanto quanto si era sperato. 
Sisto V salì al soglio di Pietro nel 1585 e sotto di lui il progetto cominciò di nuovo a progredire. Il nuovo Papa riuscì a fare molto di più dei suoi predecessori: tra l'altro, fece costruire la cupola progettata da Michelangelo.
Nel 1594, Clemente VIII celebrò la prima messa sul nuovo altare maggiore della basilica.
Poi seguì un altro periodo di lavori finché Urbano VIII (1623-1644) chiamò Giovanni Bernini, che edificò il baldacchino sopra l'altare, allestì le torri campanarie e creò il celebre colonnato
che circonda la grandiosa piazza.
L'ultima aggiunta fu la sacrestia, nel 1784: con questo ultimo tocco, la basilica di San Pietro poteva finalmente dirsi completata. Ma erano passati 338 anni da quando Niccolò V aveva avuto l'idea di sostituire l'antica basilica di Costantino con una nuova e grandiosa chiesa.






























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