mercoledì 26 novembre 2014

ALBERGHI PER I POVERI (Hotels for the poor)

Albergo per i poveri



     
Una folla di mendicanti, di vagabondi e di poveri senza fissa dimora, che a volte saliva fino al 40 % della popolazione della città, gremiva le vie e le piazze principali dei centri urbani, tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. 
Di fronte a questo fenomeno le autorità governative decisero di intervenire direttamente (indipendentemente cioè dagli interventi assistenziali di privati), per impedire che esso turbasse la vita e I'ordine pubblico. Si istituirono forme di controllo più rigorose per impedire il dilagare del pauperismo, che era visto come il primo passo verso la delinquenza; si controllarono i disoccupati, si richiese la residenza fissa, si controllarono gli spostamenti.
Ma soprattutto venne creata una serie di istituti come gli "alberghi per i poveri", le case di lavoro e di correzione, che avevano in comune il compito di rinchiudere i poveri facendoli lavorare.



Qui sopra un albergo per i poveri progettato intorno alla metà del Settecento da Francesco Croce, che doveva ospitare anche gli ergastolani, i ragazzi "discoli", i contrabbandieri; tutti avrebbero dovuto lavorare nel setificio interno per imparare un mestiere.



Anche nell'albergo per i poveri della seconda metà dell'Ottocento rappresentato nella foto qui sopra, possiamo notare alcuni particolari, come le sbarre in primo piano, che richiamano alla mente assai più un carcere o una caso di correzione che un ospizio per i senza tetto.




I manicomi, di cui vediamo qui due esempi, in alto uno inglese e sotto uno italiano, rinchiudevano, tenendoli lontani dalla vita pubblica, non solo i malati di mente, ma anche coloro che per indigenza si ammalavano di pellagra (malattia causata da un'alimentazione scarsa di vitamine, a base prevalentemente di polenta) che poteva portare a gravi disturbi mentali, o coloro che, ammalati, non potevano essere curati in casa, tenuto conto delle mutate condizioni di lavoro che vedevano I'intera famiglia al lavoro in fabbrica, e quindi lontano dalla casa per tutto il giorno.

Nessun commento: