domenica 2 novembre 2014

CINA - L'ARCHITETTURA DEI REGNI COMBATTENTI (China - The architecture of the Kingdoms fighters)

La Grande Muraglia Cinese



CINA
 L'ARCHITETTURA DEI REGNI COMBATTENTI

Nel periodo dei Regni combattenti l'architettura riflette la realtà di un mondo feudale dilaniato da incessanti guerre tra gli stati, in lotta tra loro l'uno contro l'altro per la supremazia o per la semplice sopravvivenza. Ovunque nella Cina a nord dello Yangze Jiang sono innalzate opere di fortificazione, singole o raccordate tra loro. Inglobando nel computo la Grande Muraglia, esemplificativa di tutte le altre muraglie-barricata, si raggiunge un totale di 50.000 chilometri di mura, più della circonferenza della Terra all'equatore.


Tracciati della Grande Muraglia Cinese



   
LE CITTA' FORTIFICATE

Oltre alle mura, anche le città acquistano un'importanza eminentemente strategica, a scapito del loro ruolo politico ed economico. Sorgendo per lo più in pianura, devono sopperire con le mura all'assenza di difese naturali: si circondano così di terrapieni di impressionante mole, formati da strati sovrapposti di terra battuta, alti fino a dieci metri e larghi in media sette.
Il loro disegno perimetrale è spesso di forma rettangolare (come a Handan, la capitale dello Zhou, fondata nel 386 a.C., o a Linzi, capitale del Qi), ma anche di forma irregolare, come nelle capitali dello Yan e del Lu. 
Sugli spalti dei terrapieni corrono parapetti e si elevano torri di guardia. Come nell'Europa medievale, le torri (tai) sono un elemento caratteristico delle città della Cina feudale: di terra battuta o di legno, provviste di tetto o scoperte, esse sono anche fortini, prigioni, luoghi di festa. 
Dentro le mura la pianta di una capitale dev'essere, secondo
lo Zhou Li (Regole, o riti, degli Zhou), molto regolare. Vi si legge infatti: 
"Dentro la capitale vi erano nove vie nel senso longitudinale e nove in quello trasversale, ognuna di larghezza sufficiente al passaggio di nove carri". 
In realtà, in base almeno ai riscontri archeologici, si avvicina a questo disegno utopistico solo la piccola capitale dello Stato di Deng, nello Shandong: comunque lo Zhou Li consegna all'età imperiale indicazioni che saranno seguite più o meno fedelmente. 
All'interno della recinzione formata dai terrapieni, gli edifici poggiano su basamenti di terra battuta che possono anche superare i mille metri quadrati.


Shi Huangdi (221-210 a.C.), il primo imperatore della dinastia Qin, intento a studiare il tracciato della Grande Muraglia su un modellino in sabbia.












   
L'EDIFICIO CINESE

Concepito secondo una struttura fondamentalmente stabile, pur nel variare delle funzioni, della classe sociale e dei tempi, l'edificio cinese si eleva spesso su più piani, in corrispondenza dei quali il corpo centrale è circondato da gallerie poggianti su pilastri di legno e coperte da spioventi; è però assente la curvatura che caratterizzerà gli spioventi delle epoche successive. 
Al tempo dei Regni combattenti, nella copertura degli edifici il legno viene sostituito con le tegole, che, in corrispondenza dei quattro displuvi agli angoli e delle punte rialzare, sono decorate con figure di draghi  e di morti.
Naturalmente gli edifici più splendidi sono quelli riservati al culto e le dimore dei sovrani, la cui ostentata ricchezza, è, secondo un'ottica tipicamente feudale, segno della potenza del sovrano. 
Per quanto riguarda i sepolcri del periodo dei Regni combattenti, sono state rinvenute camere funerarie di piccole dimensioni senza traccia di tumuli. I testi, sebbene ricchi di citazioni, non consentono di ricostruire in modo chiaro la struttura degli edifici sacri.


L'ARCHITETTURA DURANTE IL REGNO DI SHI HUANGDI

Shi Huangdi Mausoleum

    
Quando, nel 221 a.C., Shi Huangdi trionfa definitivamente, riunendo in un solo organismo politico gli stati in cui è divisa la Cina e diventando imperatore, nella capitale Sienyang fa costruire lungo il fiume una serie di palazzi dì piacere, che riproducono le abitazioni di ciascuno dei signori feudali dà lui sconfitti: celebrazione della vittoria ma, al tempo stesso, summa delle particolari realizzazioni architettoniche da cui partire per la creazione dl un unico stile imperiale. 
L'architettura promossa da questo imperatore si segnala per la grandiosità, consentita dalla nuova amministrazione centralizzata, che può coniare su maggiori risorse economiche e su abbondanza di manodopera. Le sue strade militari e le sue fortificazioni (basti pensare alla Grande Muraglia) sono più audaci, i suoi palazzi più grandi e più splendidi di quelli di qualunque suo predecessore, suscitando la meraviglia di cui sentiamo l'eco nelle fonti letterarie e alimentando l'orgoglio nazionale. 
Il cuore della capitale, che arriva a contare un milione di abitanti, è la reggia, un gigantesco complesso costruito in un grande parco lungo il Wei, in un isolamento che deve suggerire la statura sovrumana dell'imperatore; la sua sacralità è sottolineata anche dalle singole parti dell'immenso palazzo: per esempio, la galleria a due piani, che, attraversando il fiume, lo collega alla città, "imitazione della galleria coperta nell'alto del cielo che attraversa la Via Lattea", come afferma uno scrittore del tempo. 


Modellino di costruzione a torre del periodo Han.
L'uso di porre modellini come questo nelle tombe
ci fornisce preziose testimonianze
sull'antica architettura cinese.
   
A causa delle sue colossali dimensioni, però, il palazzo non viene terminato ed è presto distrutto alla caduta della dinastia, nel 206 a.C. Rimane invece la monumentale tomba che Shi Huangdi aveva fatto erigere per sé, avviando i lavori subito dopo la sua ascesa al trono nello Stato di Qin, nel 247 a.C., e intensificandoli dopo l'unificazione della Cina, con l'impiego di un esercito di 700.000 operai. La tomba è difesa alla sua base da balestre a scatto automatico, per proteggere dai ladri e dai profanatori i tesori ivi custoditi, tra cui un plastico dell'impero, col mare e i fiumi mossi da macchine. Di forma piramidale su base quadrata, essa è inoltre protetta da due recinti: quello interno, quadrato, ha un perimetro di quattro chilometri, mentre quello esterno, rettangolare, è lungo dieci chilometri. 
Simbolo della montagna in comunicazione con il cielo ed eretta all'interno di una duplice recinzione, la tomba evoca lo schema di una città, difesa per mezzo di una muraglia dagli attacchi provenienti dall'esterno, mentre al centro custodisce, in un ulteriore recinzione, il palazzo reale, chiave di volta dell'intero sistema politico e sociale. Essa simboleggia anche la Cina stessa, governata dai suoi sovrani, ai quali è affidato il compito di garantire l'ordine cosmico.


Le prime schiere di soldati nella tomba di Shi Huangdi, a Lintong (210 a.C. circa)







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