domenica 23 novembre 2014

I MISTERI DI NAZCA (The mysteries of Nazca)

Il condor



  
I misteri di Nazca

Nelle valli di Nazca, di Ica e di Pisco, sulla costa sud del Perù, tra il 350 a.C. e il 650 d.C., raggiunge il massimo splendore la cultura Nazca, una delle espressioni più significative nella storia dei popoli preincaici. Celebre per le ceramiche, Nazca ha suscitato la meraviglia del mondo intero per i geoglifi, immense e misteriose linee tracciate nelle pianure.


Da Le Ande

Poiché la costa sud, e in particolare la valle del rio Grande di Nazca, è estremamente arida, gli agricoltori dovettero inventare vari procedimenti per misurare il tempo con la maggior precisione possibile, allo scopo di controllare la produzione agricola, con le sue fasi di semina, di raccolta, di preparazione della terra e di irrigazione. Gli archeologi hanno notato, nei siti appartenenti alla cultura nazca, la presenza di terrazzamenti agricoli, segno innegabile di un'accurata sistemazione dei terreni, di canali di irrigazione e apparentemente di piccoli sbarramenti o bacini. 
Tuttavia, il fatto più importante è l'organizzazione di un calendario estremamente complesso, che si basa sul tracciato, nelle pampas di Ingenio, a nord di Cahuachi, di un'immensa rete di "piste" o di disegni. Questa rete, che combina linee e altri tracciati di carattere astronomico con piste e figure a uso rituale o cerimoniale, ha sconcertato numerosi viaggiatori, smarriti di fronte al carattere apparentemente misterioso e inspiegabile di queste gigantesche rappresentazioni tracciate sul terreno delle pampas ormai divenute desertiche.



Disegni di Nazca


    
Uno degli aspetti più strani delle linee e delle figure di Nazca è che, per la loro dimensione, non possono essere osservate che dall'alto. Da terra, infatti, si vedono soltanto lunghe linee che si perdono all'orizzonte, mentre da un aereo o da un elicottero se ne possono valutare l'estensione e la forma. Questi tracciati hanno dato luogo alle ipotesi e alle spiegazioni più fantastiche, fino a quelle oggi in gran voga e molto sfruttate commercialmente che li vorrebbero opera di extraterrestri.
Tutte queste speculazioni si appoggiano sul fatto che i disegni possono essere visti solo dal cielo, e quindi avrebbero potuto tracciarli solo esseri che disponessero dimezzi per volare, il che evidentemente non era il caso degli antichi peruviani. Ma tanto i disegni e le rappresentazioni zoomorfe quanto le piste e le linee non erano fatti per essere visti dal cielo ma per essere usati a terra.
Inoltre, le piste sono associate a vestigia della cultura nazca, nelle sue varie fasi, e si incontrano anche linee sovrapposte le une alle altre, il che dimostra che erano eseguite da uomini inconsapevoli di disegnare su vecchi tracciati. 
Spesso accanto a queste linee si trovano frammenti di ceramica, mucchi di pietre e anche materiali di scarico il cui "stile" ci dice che furono usati dalle genti di Nazca. 
Infine, questo tipo di tracciati non esiste solo a Nazca, ma anche in altri punti del deserto peruviano.

Nella maggior parte dei casi questi disegni rispondono a una funzione astronomica o a un sistema di calendario, ma sono serviti anche come piste, come "strade" o come segnali per i viaggiatori; a Paracas, di fronte alla baia, esiste un grande cactus disegnato sul fianco di una collina: evidentemente una specie di "faro" per i naviganti; i pescatori lo chiamano il Candelabro.

Stando agli studi di Gerald Hawkins e a quanto hanno affermato John Rowe e Dorothy Menzel, le linee sarebbero associate alla ceramica di Nazca tra le fasi 2 e 8, ma soprattutto tra quelle 3 e 7, in modo da corrispondere a tutti gli stili. 
Si tratta di tracciati di piste a forma di trapezi, di spirali, o semplicemente di linee che possono raggiungere chilometri di lunghezza. Vi si trovano anche figure di pesci, di balene, di uccelli, di scimmie, di ragni, di quadrupedi e anche di esseri umani. 
Gli studi più avanzati sono quelli di Maria Reiche, che ha osservato fin nei minimi particolari la tecnica usata per tracciate le linee e il loro probabile significato. La Reiche pensa che la maggior parte delle figure e delle piste abbia un legame con l'astronomia, per scopi agricoli, e la sua interpretazione pare sia corretta.
Naturalmente non afferma che tutti questi tracciati fossero strumenti di misura del movimento delle stelle, del Sole e della Luna, ma persino Hawkins e altri studiosi hanno dovuto convenire che molti consentivano di osservare i solstizi e altri fenomeni astronomici. 


Incisioni rappresentanti i geoglifi delle pianure di Nazca

Sempre secondo la Reiche, queste figure rappresenterebbero costellazioni, ma sicuramente sarebbero anche luoghi di riti propiziatori e di feste collegate alla produzione e al culto. 
È interessante notare che tutte le figure comportano una specie di ingresso: il ragno attraverso una delle zampe, l'uccello attraverso il becco, la scimmia sotto la coda eccetera (vedi schemino sopra); questi ingressi sono collegati a piazze di forma convenzionale che possono ugualmente avere una spiegazione astrologica.

Il fatto che Hawkins, esperto di astronomia antica, non abbia trovato in tutte le linee una coincidenza ben precisa con il tramontare e il sorgere degli astri, non infima la tesi  Reiche, fino a oggi la più coerente di tutte. Per quanto quest'ultima riconosca che la prima idea sia stata di Paul Kosok, il suo apporto specifico è l'aver constatato come l'elaborazione di questo sistema di tracciati sia in realtà semplicissimo e come corrisponda appieno alle possibilità tecniche e scientifiche dell'epoca.

Si può quindi affermare che le grandi pampas di Nazca sono state al contempo una specie di immenso centro cerimoniale e un oratorio per i sacerdoti che vivevano nella vicina città di Cahuachi.











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