sabato 13 dicembre 2014

LA FORESTA AMAZZONICA - I polmoni della terra (Amazon - The lungs of the earth)





  
AMAZZONIA 
IMMENSO PATRIMONIO VERDE

L'Amazzonia, nota anche come Foresta Amazzonica, è una vasta regione geografica che coincide con il bacino idrografico del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti. È una foresta pluviale tropicale nel Bacino dell'Amazzonia in Sud America. L'area conosciuta supera i 7 milioni di km² (circa 1,75 miliardi di acri), anche se la zona boschiva ne occupa circa 5,5 milioni. La foresta è situata per circa il 65% del territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese.
Occupa oltre un terzo del continente sudamericano, ed è compresa quasi interamente tra l'equatore e il tropico del Capricorno.


L'AMBIENTE NATURALE



    
La caratteristica più importante dell'Amazzonia è il suo paesaggio naturale, formato dalla foresta pluviale. La foresta pluviale amazzonica si estende su 5,5 milioni di kmq e si sviluppa particolarmente fitta e rigogliosa nella parte settentrionale della regione amazzonica, la più vicina all'equatore.
È detta pluviale per le abbondanti precipitazioni che caratterizzano la zona, da un minimo di 1500 fino a un massimo di oltre 4000 mm annui. I termini "equatoriale" o "tropicale" indicano invece la sua vicinanza all'equatore e al tropico.

Il Rio delle Amazzoni attraversa per centinaia di chilometri la foresta pluviale, che arriva a coprirne interamente le rive. Nasce sulle Ande peruviane e sfocia nell'oceano Atlantico, formando un estuario largo oltre 200 km. 
causa delle dimensioni e del paesaggio estremo che circonda questo gigantesco fiume, non sorgono grandi città lungo le sue rive.


AMAZZONIA A RISCHIO



   
Nel corso degli anni Duemila la distruzione della foresta amazzonica è proseguita con un ritmo di 20.000 kmq annui (un'area le cui dimensioni sono di poco inferiori a quelle del Piemonte). Secondo alcuni ambientalisti la distruzione dell'Amazzonia è la peggiore minaccia ambientale per l'ecosistema del pianeta.
La foresta pluviale è soprattutto una riserva di biodiversità genetica, poiché contiene il 70 % delle specie animali e vegetali terrestri. Contribuisce inoltre a smaltire ogni anno milioni di tonnellate di anidride carbonica, principale responsabile dell'effetto serra.
In termini di riscaldamento globale, la distruzione della foresta produce un doppio danno: immette quantitativi enormi di anidride carbonica nell'aria, proveniente dalle piante distrutte, ed elimina le piante che potrebbero assorbire l'anidride carbonica dell'aria.
L'obiettivo principale del disboscamento non è il legname ma il bisogno di spazio da destinare all'agricoltura o agli insediamenti umani.
In realtà tali obiettivi sono raggiunti solo in parte tramite il disboscamento, poiché il suolo sul quale cresce la foresta pluviale non è fertile, bensì sabbioso e acido, dal momento che tutti gli elementi nutritivi si trovano all'interno della vegetazione che la sovrasta. Inoltre, i terreni disboscati sono utilizzabili per le coltivazioni solo per un periodo di 3-4 anni, in seguito essi diventano sterili. 
Bruciare o distruggere la vegetazione direttamente sul luogo restituisce per pochi anni fertilità alla terra, ma l'azione erosiva delle forti piogge cancella rapidamente il sottilissimo strato di humus fertile, lasciando una sorta di savana improduttiva.


I POLMONI DELLA TERRA



   
Le foreste pluviali equatoriali sono diffuse in tre macroaee terrestri: l'Amazzonia, l'Africa centro-occidentale e l'arcipelago indonesiano con la Malesia e il Sud-Est asiatico. 
Le tre aree hanno in comune le intense precipitazioni e temperature annue comprese tra 26 e 30 °C. 
Scienziati e ambientalisti hanno paragonato le foreste equatoriali ai polmoni della Terra, grazie alla loro capacità di assorbire anidride carbonica ed emettere ossigeno. Delle tre aree, l'Amazzonia è la più intatta e quella meno popolata dall'uomo, ed è pertanto il maggiore polmone verde del pianeta.



LA TRANSAMAZZONICA



  
La Transamazzonica, di oltre 5000 km, iniziata nel 1970, è la strada che unisce la costa orientale del Nord-Est brasiliano agli Stati interni dell'Amazzonia orientale, correndo parallela al Rio delle Amazzoni. La costruzione della strada è stata molto criticata dalle associazioni ambientaliste, poichè ha comportato la distruzione di una vasta area della foresta circostante.













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