mercoledì 23 dicembre 2015

ALESSANDRIA D'EGITTO (Alexandria) (Egypt)

Alessandria è la seconda città più grande d'Egitto, con una popolazione di 4,1 milioni di abitanti, si estende per 32 km lungo la costa del Mediterraneo nella parte settentrionale del paese; è anche la città più grande che sia situata sulla costa mediterranea.


ALESSANDRIA
IL PRIMO PORTO DELL'EGITTO

Quando nel 332 a.C. Alessandro Magno, dopo aver sconfitto le armate persiane, giunse in Egitto, si insediò nei pressi del villaggio di Rakotis arroccato su un'altura di fronte alla vicina isola di Pharos. In quel luogo decise che avrebbe fondato una città, cui sarebbe stato assegnato il suo nome. Costretto a ripartire poco dopo, non sarebbe mai più tornato in Egitto; ma il progetto della futura città, che Alessandro aveva affidato all'architetto Dinocrate, fu portato a realizzazione. 
Morto Alessandro, i generali macedoni si spartirono l'impero e l'Egitto toccò a Tolomeo, ufficiale macedone figlio di Lago, che scelse la nuova città di Alessandria come residenza e capitale del suo regno.


Alessandria

Durante il secoli seguente, i primi tre Tolomei, Sotere, Filadelfo ed Evergete (quest'ultimo morì nel 222 a. C.), diedero un impulso determinante all'abbellimento della città, facendone anche il più brillante centro culturale e artistico del Mediterraneo. Loro fu l'idea di collegare l'isola di Pharos alla terraferma con una grande chiusa, l'Heptastadion, lunga 7 stadi (circa 1300 metri). 
La particolare conformazione dell'isola, estesa in lunghezza e parallela alla costa, permise la creazione di due porti naturali, separati dall'Heptastadion, che ancora oggi ritroviamo: il porto Est e il porto Ovest.


Il faro di Alessandria

All'estremità orientale dell'isola, Tolomeo I Sotere fece anche costruire una torre a più piani rientranti (prototipo dei moderni fari), che di notte veniva illuminata alla sommità con un fuoco a legna, visibile, pare, a 100 miglia di distanza, al fine di segnalare la presenza del porto alle imbarcazioni che navigavano alla luce delle stelle. 
Dinocrate aveva progettato la pianta della città a forma di quadrilatero, in modo che le strade, orientate verso nord, nonché i porti potessero d'estate venire rinfrescati dal vento di tramontana.


Monumento della Marina al Milite Ignoto 

Dietro la zona del porto Est si trovava il quartiere elegante della città, il Bruchion. È su quest'area della città, in un ampio parco, che i Lagidi costruirono i loro sontuosi palazzi, un teatro, un mausoleo, destinato a ospitare il corpo di Alessandro, un tempio di Iside e Serapide, e un complesso di edifici dedicato alle Muse. Questo "Museo", una sorta di accademia comprendente una biblioteca con oltre un milione di libri, aule scolastiche, palestre e un giardino botanico, resterà uno dei luoghi più prestigiosi della cultura greca fino al trionfo del cristianesimo.


La nuova biblioteca di Alessandria

In seguito alla conquista araba, nel VII secolo, Alessandria cominciò a declinare, fino a ridursi a poco più di un villaggio al momento della campagna d'Egitto di Napoleone, nel 1799. 
Fu merito dei kedivè se Alessandria riprese poi nuova vita. 
Nel 1819, Muhammad Ali fece scavare il Canale Mahmudiya, che permise di irrigare le terre vicine e collegò la città al Nilo.


Moschea di Abu al-Abbas
Alla fine del secolo scorso, Alessandria era tornata a essere una ricca e fiorente città, ingentilita da ridenti giardini lungo il lago Maryut. I sontuosi palazzi, descritti dai viaggiatori dell'epoca, sono stati sostituiti da costruzioni adibite alle attività commerciali e industriali di una moderna metropoli. 

Alessandria, con i suoi 4 milioni di abitanti, è una città cosmopolita, piena di vita, soprattutto verso il centro, che si irradia da midan (piazza) Saad-Zaghlul, alle spalle del litorale del porto Est. 
Primo porto dell'Egitto, Alessandria si trova oggi a dover fronteggiare una forte crescita demografica. Per questo, ai piedi delle colline, vicino a el-Amiriya, sta sorgendo un nuovo insediamento urbano che raggiunge un milione di abitanti.


Colonna di Pompeo 


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DIZIONARIO DELL'EGITTO

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martedì 8 dicembre 2015

ABUKIR e ROSETTA - Egitto (Egypt)




DUE LUOGHI FATALI PER NELSON E CHAMPOLLION

La fama di queste due cittadine è legata essenzialmente a ricordi del passato.
Meno di due secoli fa, nel 1798, Abukir, allora piccolo villaggio di pescatori, fu il teatro della celebre battaglia navale che vide l'ammiraglio inglese Nelson sconfiggere la flotta francese di Napoleone. L'anno seguente fu Napoleone a sconfiggere, con soli seimila uomini, l'esercito dei turchi alleati degli Inglesi, tre volte superiori per numero.
Oggi Abukir è una stazione balneare tra le più note d'Egitto, benché non ancora molto inserita nel circuito del turismo internazionale. La città, in parte greca e in parte egiziana, sorge non lontano dalle rovine dell'antica Canope. 
La fama di Canope risale all'epoca alessandrina ed è dovuta al suo tempio consacrato a Serapide, una divinità nata dal sincretismo (la fusione di aspetti di divinità diverse) greco-egiziano. Serapide deve il suo nome a una divinità di Sinope, sul Mar Nero, assimilata al dio-toro Api, incarnato in Osiride. I Lagidi avevano fatto di Serapide la loro divinità di Stato e il suo culto interessava tutto il mondo greco-romano.


Tempio di Serapide - Canopo (Alexandria)

Il tempio di Canope, celebre per gli oracoli pronunciati dal dio, era meta di pellegrinaggi da parte di visitatori che pernottavano nel tempio, sperando che il dio parlasse loro in sogno; l'interpretazione divinatoria di questi sogni era poi affidata ai sacerdoti, che ne avevano fatto un lucroso commercio. 
Secondo Strabone, contemporaneo di Augusto, era inoltre possibile inviare servitori a dormire nel tempio perché consultassero l'oracolo per conto del padrone.
Canope era collegata ad Alessandria da un canale, lungo il quale i ricchi Alessandrini avevano costruito le loro case, circondate da rigogliosi giardini. Durante le feste in onore di Serapide, il canale era percorso giorno e notte da imbarcazioni cariche di uomini e donne che si abbandonavano alle danze più lascive, e lo stesso avveniva nei locali, disseminati lungo le rive, ove era possibile divertirsi e gustare ogni tipo di piacere.


La stele di Rosetta, conservata al British Museum a Londra
  
Fondata negli ultimi decenni del IX secolo, Rosetta (Rashid) rimase il porto principale dell'Egitto fino alla fine del XVIII secolo. I suoi abitanti, arricchitisi con il commercio, ne fecero una città piacevole e pittoresca, caratterizzata dalle suggestive case di mattoni a vista con i balconi aggettanti sulla pubblica via, le persiane intagliate in finissimi merletti lignei e le porte impreziosite da raffinati motivi ornamentali.
Le sue moschee, ornate di preziose maioliche e sovrastate da alti minareti, presentano aspetti originali che le differenziano dalle altre moschee egiziane. Anche i giardini e i frutteti che costeggiano le rive del Nilo hanno contribuito alla notorietà di questo luogo.
Malgrado le sue originali attrattive, Rosetta evoca agli europei solo il ricordo del ritrovamento della famosa "stele". Scoperta nel 1799 da alcuni soldati francesi, che effettuavano dei lavori nelle fondamenta del Fort Julien (oggi Forte Rosetta), a nord della città, questo blocco di basalto nero fu preso dagli Inglesi come bottino di guerra e donato al British Museum. La sua iscrizione trilingue (demotico, geroglifico e greco) offrì a Champollion la chiave per decifrare le antiche scritture egizie.

La regione di Abukir e di Rosetta


VEDI ANCHE . . .

IL CAIRO

LE MOSCHEE DEL CAIRO

ALESSANDRIA D'EGITTO

HELIOPOLIS, la città del sole

DANDARA

ABUKIR e ROSETTA

LA PIRAMIDE DI CHEOPE

NECROPOLI DI TEBE

KARNAK e LUXOR (Le vestigia di Tebe)

ABU SIMBEL E LA NUBIA

MENFI

IL SINAI

SAHARA - EGITTO - LE OASI DEL DESERTO LIBICO

IL CANALE DI SUEZ


DIZIONARIO DELL'EGITTO

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sabato 14 novembre 2015

PIER LUIGI NERVI - Ingegneria edile civile (Civil Engineering Building)

Pier Luigi Nervi sotto il viadotto di Corso Francia, Roma 

Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979) fu un ingegnere italiano, specializzato nell'edilizia civile. Fu socio dell'Accademia nazionale delle scienze e autore di alcune grandi opere. Collaborò con architetti di fama internazionale, tra cui Le Corbusier e Louis Kahn.

Nervi si laureò nel 1913 come ingegnere edile all'Università di Bologna e successivamente a nel reparto tecnico dello Società di costruzioni in cemento armato, a Bologna e a Firenze. 
Nel 1920 fondò una sua impresa, la Società Ing. Nervi e Nebbiosi
Il progetto che per primo gli assicurò lo notorietà a livello internazionale fu lo Stadio Comunale di Firenze, con 35.000 posti a sedere, uno struttura a basso costo realizzata in modo evidente in cemento e con ampie scale a spirale. 
Nel 1932 Giovanni Bartoli divenne co-direttore dello ditta. Tre anni dopo Nervi vinse la gara di appalto per la costruzione degli hangar di Orvieto, da lui concepiti come delle strutture geodetiche e testati come modelli di celluloide prima di essere effettivamente costruiti a partire dal 1938.
Queste strutture leggere vennero ulteriormente sviluppate in occasione dello costruzione degli hangar di Orbetello e di Torre del Lago (1940-1943) attraverso il parziale impiego di elementi di cemento prefabbricato. 
Dal 1946 al 1961 insegnò alla facoltà di architettura a Roma, specializzandosi in tecnologie e materiali da costruzione. 
Tra il 1948 e il 1949 progettò e realizzò una sala per esposizioni a Torino, costituita da due corpi uniti insieme a formare uno struttura rettangolare coperta da un tetto ondulato sostenuto da una volta di cemento. La sala stessa è privo di pilastri di supporto. Qui, per la prima volta, Nervi utilizzò l'impalcatura mobile di tubi metallici da lui ideata e brevettata.
Oltre a questa sala, tra le realizzazioni più significative di Nervi figurano il solone delle feste di Chianciano Terme, con una copertura a volta simile a una rete (1950-1952), la sede centrale dell'UNESCO a Parigi, progettata insieme a Marcel Breuer e Bernard Zehrfuss (1953-1958) e il grattacielo Pirelli a Milano (1955-1958), realizzato in collaborozione con Gio Ponti. 
Inoltre, insieme ad Annibale Vitellozzi disegnò e costruì due pregevoli stadi per le Olimpiadi di Roma del 1960.


OPERE PRINCIPALI

Ponte sul fiume Cecina, Pomarance (PI), 1920-22 (demolito nel 2001)



Politeama Pratese, Prato, 1925






Teatro Augusteo di Napoli, 1926-27


   
Stadio Stadio Comunale di Firenze, 1930-32 (oggi Stadio Artemio Franchi)



  
Aviorimesse di Orvieto (TR), 1935

Aviorimesse dell'idroscalo di Marsala (TP), 1935

Aviorimesse dell'idroscalo di Orbetello (GR), 1935

Aviorimesse dell'aeroporto di Pantelleria (TP), 1935

Piscina dell'Accademia Navale di Livorno, 1947-49

Palazzo dell'UNESCO a Parigi (Francia), 1953-58


Stazione di Napoli Centrale (con Giuseppe Vaccaro), 1954



 
Grattacielo Pirelli di Milano (progetto architettonico di Gio Ponti), 1955-59
    
Palazzetto dello Sport di Roma (progetto architettonico di Annibale Vitellozzi), 1956-57
     
Sede della Società Galbani a Milano
(progetto architettonico di Eugenio ed Ermenegildo Soncini), 1956-59
    
Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci Roma-Fiumicino, 1957


   
Stadio Flaminio di Roma (progetto architettonico di Antonio Nervi), 1957-59
  
Palazzo dello Sport di Roma (progetto architettonico di Marcello Piacentini), 1957-59

        
Viadotto di Corso Francia a Roma (con Luigi Moretti), 1958-60
     
Palazzo del Lavoro di Torino, 1959-60


   
Stazione F.S. di Savona, 1960-62

Stazione degli autobus di New York (Stati Uniti), 1960-62

Palazzetto dello Sport di Torino (progetto architettonico di Annibale Vitellozzi), 1961


Ponte Risorgimento a Verona, 1961-63



  
Palazzo Comunale a Serravalle di Chienti (MC), 1966




Australian Square a Sydney (Australia), 1961-67
   
Torre della Borsa di Montréal (Canada, progetto architettonico di Luigi Moretti), 1963-64
    
Aula delle udienze pontificie in Vaticano, 1966-71


    
Palazzo Nervi-Scattolin a Venezia (con Angelo Scattolin), 1972


    
Palazzo dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia (Brasile), 1976

      
Torre Nervi a Reggio Calabria, 1978





venerdì 21 agosto 2015

NARNI - Comune in provincia di Terni (Italia)




    
NARNI è una pittoresca cittadina di carattere medioevale, posta in una bella posizione sopra un colle a olivi, a dominio della profonda gola del fiume Nera e della piana di Terni; centro agricolo con una parte indusrriale (Narni Scalo) in piano.




Da visitare il Duomo, una costruzione romanica (XI-XII secolo), restaurata, con semplice una facciata preceduta da un portico rinascimentale (avente un bel fregio) della fine del 400; notevoli, sotto questo, il portale maggiore romanico e un'arcata del1497.
L'interno è a tre navate su colonne ad archi ribassati con abside poligonale. Una quarta navata venne aggiunta sulla destra nel'400; in questa, la terza cappella ha un prospetto architettonico del 1499.


Concattedrale di San Giovenale


  
Segue il sacello o oratorio dei Ss. Giovenale e Cassio, sistemato nei secoli XV e XVI utilizzando elementi romanici, paleocristiani, con fronte marmorea a riquadri (entro nicchie, due statue del XII secolo); da notare, in alto, il mosaico col Redentore, della fine del IX secolo; ai lati ci sono alcuni affreschi del XII secolo.
Ai pilastri estremi della navata centrale, ci sono due pulpiti del 1490. Nel presbiterio, c'è un coro ligneo gotico quattrocentesco. 
Nella cappella che si apre in fondo alla navata di sinistra, c'è il bel sepolcro Gormaz, del 1514, e in una cappellina, statua lignea di S. Antonio abate, del Vecchietta (1474); segue il sepolcro di P. Cesi (1477).


La fontana nella Piazza dei Priori


    
Poi possiamo visitare la Piazza dei Priori, alla quale danno una pittoresca impronta medioevale il massiccio palazzo del Podestà e, di fronte a questo, affiancata da una torre, la grandiosa loggia dei Priori, originale costruzione del '300, con due grandi arcate aperte in un portico dalle volte a crociera. In fondo alla piazza è una graziosa fontana con bacino poligonale, del 1301.


Palazzo del Podestà

   
Ammiriamo adesso il Palazzo del Podestà, oggi sede del Comune, che è formato dall'unione di tre edifici del XIII secolo (bassorilievi sulla fronte), e fu rimaneggiato nel '400 con l'aggiunta di finestre crociate. Nel grandioso cortile interno, ci sono marmi romani e medioevali. Al piano superiore, nella sala del Consiglio, ci sono alcuni dipinti, tra cui una grande pala di D. Ghirlandaio (Incoronazione di Maria e Santi; 1486).


S. Maria in Pensole


    
Lungo la via Mazzini sorgono torri medioevali, qualche casa duecentesca e l'ex chiesa di S. Domenico. Al suo inizio è la chiesetta romanica di S. Maria in Pensole, del 1175, preceduta da un portico ad archi ribassati (come quelli dei colonnati interni), e con tre bei portali scolpiti.


Chiesa di S. Domenico


  
Poi si può visitare la chiesa di S. Domenico del XII secolo, ora adattata ad auditorium e Museo. L'edificio conserva della costruzione romanica il bel portale a rilievi e il campanile. 
Nell'interno, restaurato, ci sono affreschi dei secoli XIII - XIV e varie opere d'arte: una statua lignea (Madonna col Bambino) del XII secolo; l'Annunciazione, una tavola di B Gozzoli; un busto di S. Bernardino, di terracotta, del Vecchietta; Madonna in trono e Dormizione della Vergine, tavola a due facce del "Maestro del 1409", e altri dipinti; un altare protoromanico in pietra. 
In fondo alla navata di sinistra, c'è una Madonna e Santi, affresco attribuito a P. Matteo d'Amelia.


Chiesa di S. Francesco
   
Altri monumenti da visitare a Narni sono la chiesa gotica di S. Francesco del '300, dal ricco portale sormontato da un'edicola e con l'interno a tre navate con abside poligonale; nelle cappelle laterali e sui pilastri, ci sono resti di affreschi del '300 e '400.


Chiesa di S. Agostino


   
Poi incontriamo la chiesa di S. Agostino, del XV secolo, con un caratteristico portale sulla fronte. Nell'interno ci sono vari affreschi di L. Torresani (XVI secolo) e uno di P. Matteo d'Amelia (1482); ammiriamo poi un Crocifisso ligneo del '500 e un'interessante tavola del '400 con bella predella.


Rocca di Narni

        
Poi raggiungiamo la Rocca, che sorge sull'alto e vi si sale per la via del Monte attraverso un caratteristico quartiere antico. Fu eretta nel 1370 dall'Albornoz e modificata in parte nel 1400; è a pianta quadrata con torrioni angolari dai quali si gode uno stupendo panorama.

Ai piedi della cittadina, a 1,5 km  per la strada che scende alla Stazione, sul fiume Nera ci sono le rovine del ponte di Augusto, probabilmente di età augustea, in origine lungo 128 metri, alto quasi 30 e a quattro grandiose arcate, delle quali rimane in piedi una sola (l'altra, sotto cui passa la ferrovia, è moderna). 
Nei pressi, c'è  il santuario della Madonna del Ponte, del '700 ma rifatto dopo la guerra, che incorpora una cappella con un dipinto (Madonna) trecentesco e affreschi dei secoli XII e XIII.


Sacro Speco di S. Francesco


     
Uscendo verso Terni, poi girando a destra per Altrocanto e S. Urbino, incontriamo il convento del Sacro Speco, che fu fondato da S. Francesco nel 1213 in luogo solitario tra lecci e castagni, e rifatto nel XIV secolo, dove possiamo ammirare degli affreschi coevi.


Ponte di Augusto - Narni



     
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IL PONTE DI NARNI - Jean-Baptiste-Camille Corot

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giovedì 20 agosto 2015

LA CORSA DEI CERI a GUBBIO (RACE of CERI in Gubbio)



  
LA CORSA DEI CERI 


La Corsa dei Ceri si svolge a Gubbio, in provincia di Perugia; è una festa di remota origine, che coinvolge ogni anno tutta la popolazione il 15 maggio, vigilia della celebrazione del santo patrono Ubaldo. 

I Ceri sono tre macchine di legno (alte circa 4 metri, del peso di circa 200 kg), costituite da due prismi ottagonali cavi, sovrapposti e uniti intemamente da un albero centrale che ne attraversa la struttura; questa viene 'incavigliata' a una tavola di legno detta "barella" dove si dispongono dieci uomini, i ceraioli, che appoggiano il loro braccio libero alle spalle di un "bracciere", sostenendo tutto il peso sull'altra spalla. 
Sono guidati dal Capodieci, che trova posto tra Ie stanghe anteriori della "barella", e da un Capocinque dietro al cero tra le stanghe. 
Ogni cero è identiicato sulla sommità dalla statua del santo protettore della corporazione: sant'Ubaldo (muratori e scalpellini), san Giorgio (artigiani e merciai), sant'Antonio abate (contadini, poi anche studenti).




La corsa, finalizzata alla glorificazione di Ubaido, consiste nel trasportare i Ceri dal centro cittadino (chiesa di S. Maria Nuova) alla basilica di S. Ubaldo sul monte Ingino. Il rituale inizia la prima domenica di maggio con Ia discesa dei Ceri dal monte al salone del palazzo dei Consoli. 
Il 15 maggio ha luogo la festa. I ceraioli vestono costumi vivaci: fazzoletto e fusciacca rossi, pantaloni bianchi e camicia gialla (Cero di sant'Ubaldo), azzurra (san Giorgio), nera (sant'Antonio). 
Il comandante della corsa in città è il primo capitano, armato di spada; responsabile dell'Alzata e della corsa sul monte è il secondo capitano. AlIe ore 5 del 15 maggio i tamburini suonano la sveglia ai capitani. Più tardi i ceraioli si adunano e partecipano con le autorità al sorteggio dei due "capitani dei Ceri". 
Dopo la consegna ai ceraioli del "mazzolino dei fiori" presso porta Castello, si snoda attraverso Ie vie della città la sfiIata ufficiale che termina in piazza Grande. Quindi, alle ore 12, al segnale del "Campanone" (campana maggiore del palazzo dei Consoli, fusa nel 1769 dal maestro aquilano G.B Donati; suona 61 volte all'anno con un vero rituale, sospinta da abilissimi campanari) avviene l'Alzata dei Ceri.
Questi sono appoggiati a terra in posizione orizzontale; ogni Capodieci sale sulla barella e getta sul punto d'attacco di essa col Cero parte dell'acqua contenuta nella brocca, che è poi lanciata in aria tra la gente che ne raccoglie i pezzi come portafortuna. 
Il Cero viene alzato e comincia Ia Mostra per le vie della citta, con 'girate' davanti alle abitazioni di persone che hanno o hanno avuto particolare attaccamento al Cero, finché i tre Ceri sono depositati in fila in via Savelli della Porta. Vengono rialzati alle ore 18, mentre la processione, uscita dalla Cattedrale, sta per giungervi dopo aver percorso le vie della città.




   
Benedetti i Ceri, alle ore 18 inizia la corsa per la discesa di via Dante. La corsa è divisa in quattro tratti scanditi da tre soste. Precedono il primo capitano, il secondo capitano e I'araldo che al suono della tromba preannuncia I'arrivo dei Ceri in corsa. 
In piazza Grande, a un cenno del sindaco dal balcone del Palazzo pretorio, i Ceri compiono le tre "birate" (tre giri in senso antiorario), quindi a velocissima andatura raggiungono, per la porta S. Ubaldo, la basilica metri 827, in un tempo che va mediamente dai nove agli undici minuti. 
Scopo della corsa è, per il Cero di sant'Ubaldo (che è sempre in testa, seguito da quelli di san Giorgio e di sant'Antonio, in un ordine immutabile), di chiudere il portone della chiesa lasciando fuori gli altri, che naturalmente cercano di infilare almeno parte del Cero nelle ante. 
I Ceri sono stati scelti dalla Regione a simbolo dell'Umbria.


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venerdì 14 agosto 2015

MONTAGNE ROCCIOSE - ROCKY MOUNTAINS (Colorado, Grand Canyon,Yellowstone)




   
Montagne Rocciose

Le Montagne Rocciose (Rocky Mountains) si estendono per oltre 4500 km lungo la costa occidentale dell'America settentrionale, dalla catena di Brooks in Alaska attraverso il Canada fino al Nuovo Messico (New Mexico).

Questo sistema montuoso fa parte della cordigliera nordamericana che prosegue lungo la costa occidentale dell'America centrale e meridionale. I monti che ne fanno parte subirono i primi corrugamenti in tempi antichi e soprattutto a cavallo tra la fine del cretaceo e l'inizio del terziario, quando cominciarono anche a sollevarsi. 
Circa 50 milioni di anni fa i sollevamenti si intensificarono a causa dell'attività vulcanica: il magma liquido penetrò nella crosta terrestre, pietrificandosi in granito o altra roccia intrusiva, per poi ritornare in superficie come magma in seguito a una nuova fusione.

Le Montagne Rocciose assunsero il loro aspetto definitivo circa 2 milioni di anni fa, quando, durante una glaciazione, enormi masse di ghiaccio contribuirono all'aspetto attuale di questi rilievi incidendo profondi solchi nella roccia, addolcirono i pendii e scavarono profondi bacini, oggi conosciuti come laghi di montagna. 

I ghiacciai risalenti alle glaciazioni sono i diretti responsabili anche di vallate, circoli glaciali, morene e fiordi che caratterizzano questa catena montuosa. 
Ancora oggi ampie parti di essa sono ghiacciate per tutto l'anno.


Monte Elbert 


    
In totale il sistema montuoso presenta 74 vette superiori ai 3500 metri, mentre 500 oltrepassano i 2000 metri.

ll rilievo più elevato è il monte Elbert (4401 metri).

A nord le Montagne Rocciose sono ricoperte di fitti boschi, mentre a sud e nel sottosuolo presentano numerose incisioni nelle valli create dai fiumi. 

A sud il sistema montuoso si suddivide in catene parallele che racchiudono molti altipiani, come l'altopiano del Colorado e il Gran Bacino (Great Basin).





  
Le Montagne Rocciose

Le "Rockies" costituiscono la parte orientale delle cordigliere dell'America settentrionale, e si snodano lungo la parte occidentale del subcontinente tra l'Alaska e il Messico.  600 cime delle Montagne Rocciose superano i 2000 metri di altezza e 74 i 3500 metri.  L'ambiente d'alta montagna è un rifugio ideale per numerose specie di animali a rischio di estinzione.

Le cordigliere settentrionali dell'Alaska si estendono per oltre 4500 km, seguono la costa occidentale passando dal Canada fino al New Mexico, costituendo la spina dorsale del continente nordamericano. I rilievi più alti di questa regione sono il Mount Elbert negli USA (Colorado), con i suoi 4401 metri.
Dal punto di vista geologico le Montagne Rocciose sono delle montagne relativamente giovani. La loro formazione iniziò infatti circa 120 milioni di anni fa, a partire dai movimenti tettonici della crosta terrestre, che produssero i relativi corrugamenti. Questi violenti movimenti furono accompagnati da un'intensa attività vulcanica; il magma fluido risalì fin sotto la crosta terrestre, dove si solidificò, trasformandosi in granito e in altre rocce intrusive, o fuoriuscì sulla superficie terrestre sotto forma di lava. Tuttavia, l'aspetto attuale delle Montagne Rocciose si formò soltanto attraverso le glaciazioni degli ultimi 2 milioni di anni. 
Durante l'ultima era glaciale, infatti, immensi ghiacciai spessi diverse centinaia di metri scivolarono dai pendii montani fino a valle, scolpendo creste affilate nella roccia, piallando sporgenti spuntoni di pietra, levigando i pendii montani e scavando con le loro lingue di ghiaccio profondi bacini, che più tardi si riempirono con l'acqua di scioglimento dando origine a numerosi laghi di montagna.


Grand Canyon


     
I paesaggi naturali delle Montagne Rocciose sono estremamente diversificati, e già all'inizio
del XIX secolo costituivano uno scenario prediletto dalla pittura "en plein air". 
Oltre ai ghiacciai, ai laghi e alle foreste settentrionali, le Montagne Rocciose custodiscono una delle grandi meraviglie naturali del mondo: il Grand Canyon, nel nord-ovest dell'Arizona. Questa gola, forse la più conosciuta al mondo, è lunga circa 400 km, larga dai 6 ai 30 km e profonda fino a 1800 metri; fu scavata negli strati di roccia dell'altopiano dal fiume Colorado nel corso di milioni di anni.


Fiume Colorado - Arizona


     
Grazie alle sue numerose rapide il Colorado è un'area fantastica per gli amanti della navigazione nei torrenti. Le Montagne Rocciose rappresentano inoltre lo  spartiacque del subcontinente; i fiumi che scendono a occidente si  dirigono verso l'oceano  Pacifico, quelli diretti a est alimentano il grande bacino del Mississippi-Missouri, altri come il Colorado puntano a sud, attraversando i  grandi deserti del sud-ovest.


Geyser nel parco di Yellowstone


    
Nell'anno 1807 un cacciatore di pellicce si imbatté al nord dell'attuale Wyoming in una regione imponente, caratterizzata da ripidi pendii e suggestive cascate, sorgenti di acqua bollente e geyser. Tuttavia, rientrato nella sua città natale, nessuno volle prestar fede ai suoi sorprendenti racconti. Nel secolo seguente altri cacciatori raccontarono di questo meraviglioso lembo di terra a Yellowstone, al centro delle Montagne Rocciose, finché finalmente vennero inviate sul posto due spedizioni ufficiali. 


Grand Teton National Park


   
Gli impressionanti resoconti indussero il Congresso degli Stati Uniti del 1872 a dichiarare Yellowstone il primo parco nazionale del mondo. Da allora altri parchi naturali sono stati creati senza soluzione di continuità sul "tetto dell'America": con Yellowstone confinano infatti a nord, nel Montana, il Glacier Bay National Park, mentre a sud seguono il Grand Teton National Park, il Rocky Mountains National Park nel Colorado, con vette che raggiungono i 3-4000 metri, e il Guadalupe Mountains National Park, fra Texas e Messico.


Aquila di mare con la testa bianca


   
Le Montagne Rocciose offrono le condizioni ideali per la vita di molti animali di montagna rari o addirittura in via di estinzione. 


Gru americana


   
L'aquila di mare con la testa bianca è la vera signora dell'aria, ma qui trovano rifugio anche altre specie meno note, per esempio la gru americana.


Cervi wapiti


    
Nei fitti boschi del parco nazionale, composto prevalentemente da abeti e pini, vivono soprattutto alci, cervi wapiti, capre delle montagne rocciose, lepri delle nevi e castori. 

Di notte volpi, puma, linci e lupi si aggirano per le montagne alla ricerca di prede.


Orsi grizzly


       
Simbolo della natura selvatica americana è l'enorme orso grizzly, una sottospecie dell'orso bruno alto circa 2,5 metri, che si trova a forte rischio di estinzione. Oggi restano infatti solo circa 1000 esemplari di questo animale, che prima dell'arrivo dei conquistatori europei ne contava più di 100.000 ed estendeva il proprio habitat dall'Alaska al Messico e dalla costa del Pacifico alle enormi distese delle Grandi Pianure del Midwest. 


Capra delle nevi


     
Nelle estreme altitudini delle Montagne Rocciose, al di sopra del confine della vegetazione, dove quasi nessun altro animale si avventura, vivono le bianche capre delle nevi, parenti del camoscio, che si arrampicano con incredibile sicurezza sulle scivolose pareti rocciose. 


Marmotta


    
Nelle immediate vicinanze vivono le marmotte. Dopo il lungo letargo invernale, che dura fino a otto mesi, nel periodo estivo questi roditori lasciano le loro tane sotterranee per procacciarsi il cibo.


Coyote


     
Solo da pochi decenni è ricomparso nelle montagne americane il timoroso e agile coyote, un parente del lupo; questo animale, in quanto onnivoro, è un vero maestro nell'arte di adattarsi alle condizioni del momento. Tutto il contrario dei possenti signori della prateria, i bisonti: questi massicci bovini, lunghi circa 3 metri e alti 2 metri al garrese, si cibano esclusivamente di erbe, ingerendone fino a 12 kg al giorno per prepararsi ai lunghi e rigidi inverni.
Già da novembre infatti la neve può coprire i passi montani e durante le settimane più fredde nelle vallate le temperature si abbassano fino a -20 °C.


Bisonte


     Principali vette delle Montagne Rocciose
PosizioneMontagnaStato Americano o Provincia CanadeseCatena montuosaAltezzaProminenza
1Monte ElbertColoradoSawatch Range44012772
2Monte MassiveColoradoSawatch Range4398592
3Monte HarvardColoradoCollegiate Peaks4397709
4La Plata PeakColoradoCollegiate Peaks4379562
5Blanca PeakColoradoSierra Blanca43741623
6Uncompahgre PeakColoradoSan Juan Mountains43651304
7Crestone PeakColoradoCrestones43591388
8Monte LincolnColoradoMosquito Range43571177
9Castle PeakColoradoElk Mountains4352721
10Grays PeakColoradoFront Range4352844




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