giovedì 20 agosto 2015

LA CORSA DEI CERI a GUBBIO (RACE of CERI in Gubbio)



  
LA CORSA DEI CERI 


La Corsa dei Ceri si svolge a Gubbio, in provincia di Perugia; è una festa di remota origine, che coinvolge ogni anno tutta la popolazione il 15 maggio, vigilia della celebrazione del santo patrono Ubaldo. 

I Ceri sono tre macchine di legno (alte circa 4 metri, del peso di circa 200 kg), costituite da due prismi ottagonali cavi, sovrapposti e uniti intemamente da un albero centrale che ne attraversa la struttura; questa viene 'incavigliata' a una tavola di legno detta "barella" dove si dispongono dieci uomini, i ceraioli, che appoggiano il loro braccio libero alle spalle di un "bracciere", sostenendo tutto il peso sull'altra spalla. 
Sono guidati dal Capodieci, che trova posto tra Ie stanghe anteriori della "barella", e da un Capocinque dietro al cero tra le stanghe. 
Ogni cero è identiicato sulla sommità dalla statua del santo protettore della corporazione: sant'Ubaldo (muratori e scalpellini), san Giorgio (artigiani e merciai), sant'Antonio abate (contadini, poi anche studenti).




La corsa, finalizzata alla glorificazione di Ubaido, consiste nel trasportare i Ceri dal centro cittadino (chiesa di S. Maria Nuova) alla basilica di S. Ubaldo sul monte Ingino. Il rituale inizia la prima domenica di maggio con Ia discesa dei Ceri dal monte al salone del palazzo dei Consoli. 
Il 15 maggio ha luogo la festa. I ceraioli vestono costumi vivaci: fazzoletto e fusciacca rossi, pantaloni bianchi e camicia gialla (Cero di sant'Ubaldo), azzurra (san Giorgio), nera (sant'Antonio). 
Il comandante della corsa in città è il primo capitano, armato di spada; responsabile dell'Alzata e della corsa sul monte è il secondo capitano. AlIe ore 5 del 15 maggio i tamburini suonano la sveglia ai capitani. Più tardi i ceraioli si adunano e partecipano con le autorità al sorteggio dei due "capitani dei Ceri". 
Dopo la consegna ai ceraioli del "mazzolino dei fiori" presso porta Castello, si snoda attraverso Ie vie della città la sfiIata ufficiale che termina in piazza Grande. Quindi, alle ore 12, al segnale del "Campanone" (campana maggiore del palazzo dei Consoli, fusa nel 1769 dal maestro aquilano G.B Donati; suona 61 volte all'anno con un vero rituale, sospinta da abilissimi campanari) avviene l'Alzata dei Ceri.
Questi sono appoggiati a terra in posizione orizzontale; ogni Capodieci sale sulla barella e getta sul punto d'attacco di essa col Cero parte dell'acqua contenuta nella brocca, che è poi lanciata in aria tra la gente che ne raccoglie i pezzi come portafortuna. 
Il Cero viene alzato e comincia Ia Mostra per le vie della citta, con 'girate' davanti alle abitazioni di persone che hanno o hanno avuto particolare attaccamento al Cero, finché i tre Ceri sono depositati in fila in via Savelli della Porta. Vengono rialzati alle ore 18, mentre la processione, uscita dalla Cattedrale, sta per giungervi dopo aver percorso le vie della città.




   
Benedetti i Ceri, alle ore 18 inizia la corsa per la discesa di via Dante. La corsa è divisa in quattro tratti scanditi da tre soste. Precedono il primo capitano, il secondo capitano e I'araldo che al suono della tromba preannuncia I'arrivo dei Ceri in corsa. 
In piazza Grande, a un cenno del sindaco dal balcone del Palazzo pretorio, i Ceri compiono le tre "birate" (tre giri in senso antiorario), quindi a velocissima andatura raggiungono, per la porta S. Ubaldo, la basilica metri 827, in un tempo che va mediamente dai nove agli undici minuti. 
Scopo della corsa è, per il Cero di sant'Ubaldo (che è sempre in testa, seguito da quelli di san Giorgio e di sant'Antonio, in un ordine immutabile), di chiudere il portone della chiesa lasciando fuori gli altri, che naturalmente cercano di infilare almeno parte del Cero nelle ante. 
I Ceri sono stati scelti dalla Regione a simbolo dell'Umbria.


VEDI ANCHE...







Nessun commento: