lunedì 28 marzo 2016

LA MOSCHEA - THE MOSQUE

La Hagia Sophia, trasformata in moschea dopo la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453

LA MOSCHEA

La moschea è il monumento più significativo dell'arte musulmana, poiché riflette al meglio, indipendentemente dalle differenze di stile relative alle varie epoche e tradizioni locali, le istituzioni e la mentalità islamica.
Il termine mesgid (moschea) deriva da una parola araba che significa "prosternarsi" e indica il luogo dove si venera Dio. Il credente musulmano non è tenuto a recarsi nella moschea per pregare: purché pratichi le abluzioni rituali e si inginocchi rivolto verso la Mecca, può raccogliersi in preghiera da solo e dovunque.
È invece obbligo rigoroso per tutti i membri della comunità la riunione (umma) del venerdì a mezzogiorno. Nelle città importanti si trova anche una Grande Moschea, fornita di un pulpito (minbar) dall'alto del quale I'imam presiede alla preghiera dei fedeli, disposti in lunghe file orizzontali davanti al muro che indica la direzione della Mecca (qibla) e pronuncia il sermone (khutba).
In origine, la moschea era non solo un luogo di culto, ma anche il luogo in cui i musulmani potevano riunirsi per discutere di tutti i problemi della comunità, non solo religiosi, ma anche politici ed economici.
L'insieme di questi fattori ha influito sulla pianta della moschea, il cui archetipo fu la casa di Maometto a Medina.



Il Profeta arrivò dalla Mecca dopo l'Egira ("abbandono" della Mecca) nel 622. Ispirandosi a esigenze di tipo pratico più che a preoccupazioni estetiche, costruì una serie di camerette, destinate a se stesso e alle proprie mogli, aperte su un cortile di 50 metri di lato, a sua volta chiuso da un recinto di mattoni crudi, che offriva asilo a tutti, anche ai non musulmani. Il muro nord costituiva la qibla, che rimase orientata verso Gerusalemme fino alla rottura di Maometto con gli ebrei di Medina. La qibla era coperta da un tetto di foglie di palma, destinato a proteggere i fedeli dal sole, e formava una stanza dalla facciata aperta, che di volta in volta serviva da luogo di preghiera o da sala delle udienze. Da un modesto seggio di legno, antenato del minbar, Maometto esponeva il suo pensiero religioso e spiegava alla giovane comunità i suoi precetti di comportamento.


Moschea di Muhammad Ali

Questo primo luogo di culto fu demolito nel 706 per lasciare il posto a una moschea, a eccezione della camera dove era stato sepolto il Profeta, che fu inglobata nella nuova costruzione. Ma è ancora a questo modello fondamentale che si ispirano tutte le moschee oggi offerte alla nostra ammirazione.
La moschea si apre su un cortile contornato da portici, al centro del quale una o più vasche permettono di raccogliere l'acqua destinata alle abluzioni rituali. Dalla parte del muro della qibla, che consente ai fedeli di individuare la direzione della Mecca, si trova la sala di preghiera, che forma un lungo rettangolo e ha la facciata interamente aperta sul cortile: questa sala è generalmente più profonda delle altre tre, poste anch'esse intorno al cortile.
Alla base del muro della qibla, si apre una nicchia, il mihrab, che corrisponde al punto più sacro della moschea, esso rappresenta, per la sua posizione, una porta simbolica sulla via sacra che porta alla Mecca. 
La parte del muro della qibla che la circonda è ricca di decorazioni, ma la nicchia rimane vuota perché l'islamismo proibisce la rappresentazione di figure mane. Secondo una immagine molto sentita "il mihrab simbolizza, suggerendola, la presenza del profeta; e, attraverso di lui, quella di Dio". 
Talvolta nelle moschee ci sono più mihrab per i fedeli che in lunghe file davanti al muro della qibla, si trovano a dover pregare lontano dalla nicchia principale.


Moschea del sultano Hassan: la fontana

La sala principale è coperta da una tettoia piatta poggiante su arcate a colonna che formano delle campate. La campata longitudinale della qibla è spesso più larga delle altre ed è sottolineata da cupole alle due estremità. L'asse perpendicolare al muro della qibla, che termina in corrispondenza del mihrab, forma una navata che è stata chiamata "il vascello assiale": essa si differenzia dalle altre campate per larghezza, altezza e decorazioni più elaborate. La sacralità di questa navata è talvolta sottolineata da una cupola situata davanti al mihrab, nel punto di intersezione tra il vascello assiale e la campata che costeggia la qibla, e da un'altra cupola al di sopra dell'entrata, come per meglio indicare dall'esterno il percorso che porta al mihrab
"Così, viene detto, il vascello assiale è come I'ago di una bussola, metafora della moschea, bussola mistica che indica costantemente al credente il polo dell'islam".


Moschea di Salih Talai: il mihrab e il minbar

Il minbar, da cui I'imam pronuncia il sermone, si trova quasi sempre al centro della moschea, accostato al muro della qibla, a destra del mihrab. Ne sono dotate solo le moschee giami (dall'arabo al-jami, "luogo della riunione") dove si celebra la preghiera comune del venerdì. 
Nel corso dei secoli, il minbar perse la sua funzione esclusivamente di pulpito per diventare un vero e proprio trono, simbolo dei poteri politico e religioso riuniti nelle mani dei capi della comunità. Nella sua nuova funzione, il minbar divenne via via più alto: quello originario di cui disponeva Maometto a Medina consisteva, come detto, solo in un modesto seggio di legno. Pur rimanendo sempre di legno, il minbar venne ornato di pannelli finemente scolpiti e sempre più decorato; in alcuni casi fu persino corredato di una cupola. 
I teologi si preoccuparono di questa evoluzione, che consideravano un segno d'orgoglio da parte dei califfi.


La Grande Moschea degli Omayyadi - Damasco

Nelle moschee più importanti, soprattutto in quelle delle capitali, un cancello o una balaustra delimita lo spazio riservato al sovrano, presso il minbar, tale spazio si chiama maqsura
Nella Grande Moschea di Damasco, ci sono molte maqsure, un tempo riservate a confraternite o a famiglie eminenti. Implicando una gerarchia tra i fedeli, la maqsura è contraria allo spirito dell'islam originario. Forse però, quando apparve per la prima volta, nascondeva una preoccupazione di sicurezza: è vero infatti che Umar, il successore del Profeta, fu assassinato nella moschea di Medina. Parimenti Amr, il conquistatore dell'Egitto, fu attaccato nella moschea che aveva fondato a Fostat.


 Moschea di lbn Tulun al Cairo

Equivalente del campanile delle nostre chiese, dato che risponde alla stessa funzione di richiamare alla preghiera, il minareto domina verticalmente sulla moschea. Generalmente è situato sul lato del cortile opposto alla sala di preghiera.
La casa del Profeta a Medina ne era priva, ma si racconta che Maometto esortò ben presto un suo compagno a salire sul tetto più alto dei dintorni per invitare i fedeli alla preghiera. 
Il muezzin lancia tre richiami successivi: un invito a recarsi alla moschea, un'invocazione al Profeta e l'annuncio che la preghiera sta per iniziare.
Di forma molto variabile (quadrata in Spagna e nel Maghreb, cilindrica nel modello persiano, o composita come nella moschea di lbn Tulun al Cairo, che ha base quadrata, poi diventa cilindrica e infine ottagonale nella parte più alta), il minareto è l'elemento più caratteristico della moschea e permette di individuarla dall'esterno anche quando essa, come spesso accade, può confondersi tra i molti edifici che la attorniano nei quartieri cittadini. È per questo che il minareto rappresentò anche un simbolo di potenza nelle regioni di conquista in cui l'islamismo aveva bisogno di affermarsi.


Grande Moschea di Kairouan - Tunisia

L'arredamento della moschea è molto semplice: oltre al minbar, le grandi moschee possiedono un leggio per il Corano e grandi poltrone riservate ai lettori di hadit, il recitativo delle parole di Maometto. Per la preghiera, il pavimento è ricoperto di stuoie o di tappeti orientati in direzione della Mecca. 
L'edificio è illuminato da lampadari e di solito grandi ceri circondano il mihrab. La principale fonte di luce è data dal cortile sul quale si aprono le sale. I muri esterni della moschea sono praticamente ciechi; solo a volte hanno, molto in alto, piccole aperture di tipo claustrale.

Le moschee non hanno decorazioni figurative. L'epigrafia, la geometria e la rappresentazione di una flora stilizzata in un gioco sottile di arabeschi sono le rappresentazioni obbligate degli artisti musulmani quando si dedicano alla decorazione di questo edificio sacro, che può risultare imponente proprio per la sua solenne semplicità.


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