sabato 23 luglio 2016

ANTEFISSE ETRUSCHE (Etruscan antefix)

Antefissa etrusca trovata a Vulci

ANTEFISSE ETRUSCHE

Le antefisse sono uno dei motivi ornamentali più caratteristici dell'architettura etrusca

Le case e i templi etruschi avevano spesso le pareti di mattoni crudi o a graticcio, di legno erano le travature dei tetti a doppio spiovente, coperti con tegole di terracotta.
Per difendere le parti più esposte di queste strutture (cautela quanto mai necessaria, visto che in una prima fase il frontone del tempio etrusco era vuoto), come anche i fusti dei pilastri e delle colonne, si ricorreva a rivestimenti-cornice in terracotta, con una funzione anche decorativa.
Questi elementi architettonici, piatti o in rilievo, erano comuni pure in Grecia, ma sparirono gradualmente con l'avvento dei grandi edifici in pietra o in marmo.


 ANTEFISSA CON TESTA DI MENADE (Terracotta dipinta)
Questa scultura si ispira a una delle antefisse rinvenute negli scavi presso Veio, antica città etrusca sorta nella vallata del Tevere. L’originale terracotta dipinta, databile intorno al 525-500 a.C., è oggi custodita a Roma, al Museo di Villa Giulia.
 Dimensioni: cm 25 (h) x 27 

In Etruria compaiono prima nell'architettura civile, poi, nel periodo tardo-orientalizzante (VI secolo a. C.), cominciarono a essere applicate anche in quella sacra, finché il trionfo dei moduli romani non provocò la loro definitiva obliterazione.

L'antefissa è un ornamento applicato lungo le gronde dei tetti, all'estremità dei coppi. Di solito è costituita da una testa in bassorilievo, contornata da un nimbo, cioè da una cornice semicircolare più o meno schiacciata o allungata; talvolta si trovano anche figure intere, isolate o disposte in gruppi.

I soggetti sono anonimi, o meglio troppo poco caratterizzati per consentirci di individuarli con precisione (teste maschili e femminili) o desunti dalla mitologia greca (sileni, gorgoni ecc.).


Tempio del Belvedere - Antefissa - Museo Archeologico Nazionale (Orvieto)

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lunedì 18 luglio 2016

GEMÄLDEGALERIE- VIENNA - Accademia delle Belle Arti - PINACOTECA (Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste)



GEMÄLDEGALERIE
VIENNA

La Gemäldegalerie (Pinacoteca), sistemata nell'ala occidentale del primo piano dell'Accademia delle Belle Arti, era stata inizialmente adibita ad aula di raccolta del materiale didattico per le lezioni d'arte, al fine di educare I'occhio e il senso stilistico degli studenti. Nel corso del XVIII secolo si aggiunsero alla raccolta i lavori che ogni artista doveva presentare per candidarsi a diventare membro dell'accademia.
Nel 1822, alla morte del presidente ecclesiastico, il conte Anton Lamberg-Sprinzenstein, l'accademia ne acquisì la collezione di dipinti preparandosi a dive[tare una galleria di importanza internazionale. L'arricchimento del suo patrimonio continua ancora oggi tramite nuovi acquisti e donazioni; inoltre può contare su una nutrita presenza di opere di artisti che hanno frequentato I'accademia in epoche diverse.
L'esposizione inizia nella sala 4; nelle sale 1-3 si trovano gli uffici dell'amministrazione.


Sala 4

Esempi di opere del XV secolo sono la Madonna in trono con santi realizzata da Simone da Bologna per la pala centrale di un retablo del tardo quattrocento, nonché la pala raffigurante un Miracolo di San Nicola (1455 circa) di Giovanni di Paolo, probabilmente appartenente a un altare. 
I primordi della pittura olandese sono rappresentati dall'lncoronazione di Maria (metà del sec. XV) di Dieric Bouts. 
Una delle opere più significative della collezione è il Trittico del Giudizio (dopo il 1504) di Hieronymus Bosch, in cui Paradiso e Inferno fanno da cornice al Giudizio Universale. 
Di Hans Baldung , soprannominato Grien, è visibile un'importante Sacra Famiglia dipinta in età giovanile (1512 circa) e di Lucas Cranach il Vecchio la Sacra Famiglia nella corte, una delle sue opere maggiori, e la Lucrezia del 1532.


Sala 5 

La Madonna col Bambino e angeli (1480 circa) della bottega del  Botticelli incarna I'ideale classico della pittura rinascimentale italiana; esempi di pittura veneziana dell'epoca sono il frammento di una Venere dormiente nel paesaggio, della bottega del Giorgione, e una delle ultime opere di Tiziano, Tarquinio e Lucrezia(1575 circa).
La Liberazione di San Pietro dal carcere (1650 circa) di Mattia Preti e una Natura morta con attrezzi da cucina (1675) di Giuseppe Antonio Recco sono due esempi di barocco romano della fine del XVI secolo.
Fra le opere del barocco spagnolo si segnalano i Fanciulli che giocano a dadi di Bartolomé Esteban Murillo.


Sala 6

Di Pieter Paul Rubens vengono presentati gli studi preparatori per l'affresco sulla volta della chiesa dei Gesuiti di Anversa. Di Antoon Van Dyck, che lavorò nell'atelier di Rubens come maestro indipendente, sono esposti un autoritratto e lo studio per I'Ascensione di Maria; di Jacob Jordaens, Paolo e Barnaba in Lystra (1645).


Sale 7-9

Tra gli esempi di pittura olandese troviamo opere di David Vinckboons, Pieter Codde e Dirck Franz Hals.
La pittura di genere è rappresentata da quadri di Adriaen Van Ostade, Cornelis Bega e Cornelis Saftleben. 
La famiglia olandese (1660) di Pieter de Hooch e Giovane donna seduta (1632) di Rembrandt documentano l'arte del ritratto. 
La pittura di paesaggi comprende opere di Jan Van Goyen, Jacob Van Ruysdael e Cornelis Vroom, mentre le nature morte sono di Jan Davidsz de Heem e Jan Weenix. 
Le vedute architettoniche sono di Hendrick C. Van Vliet e Jan Van der Heyden.


Sala 10

Sono esposte opere di Giambattista Tiepolo, Alessandro Magnasco, Giovanni Paolo Pannini. I dipinti di Francesco Guardi (otto vedute di Venezia e due ancone) sono il fiore all'occhiello dell'accademia. 
Si segnala inoltre un capolavoro di Pierre Gubleyras, l'Atelier dell'artista (1747). 
La pittura austriaca del XVIIIsecolo è rappresentata da Martin Van Meytens - uno dei direttori dell'accademia - con il Ritratto dell'imperatrice Maria Teresa (1759), nonché da opere di Daniel Gran, Franz Anton Maulbertsch e Johann Martin Schmidt, l'ultimo grande pittore barocco.


Sala 11

I neoclassicismo austriaco è presente con opere di Friedrich Heinrich Füger, Johann Peter Krafft, Hubert Maurer e Josef Abel.
Al Biedermeier appartengono i dipinti di Ferdinand Georg Waldmüller, Friedrich von Amerling e Josef Danhauser; un'opera di quest'uItimo (La classe degli studenti) mostra una delle aule dell'Accademia presso Sant'Anna, I'antica sede della scuola prima che fosse trasferita nel nuovo edificio lungo il Ring.


Sala 12

Sono esposte opere di Herbert Boeckl, Fritz Wotruba, A.P. Gütersloh, Sergius Pauser, Franz Elsner, Gustav Messing e di artisti che hanno insegnato all'accademia come Anton Lehmden, Josef Mild e Arnulf Rainer.


giovedì 7 luglio 2016

WIEN MUSEUM KARLSPLATZ (Museo storico della città di Vienna) HISTORISCHES MUSEUM DER STADT WIEN



HISTORISCHES MUSEUM DER STAD WIEN

In occasione dell'ottantesimo compleanno del presidente austriaco Theodor Körner, il Consiglio comunale diede incarico a Oswald Haerdtl di costruire sulla Karlsplatz la sede dell'Historisches Museum der Stadt Wien, il Museo storico della città di Vienna, precedentemente ospitato nel Municipio. All'inaugurazione, avvenuta nel 1959, non fu però presente lo stesso  Körner, scomparso due anni prima. Le collezioni del museo offrono una panoramica sulla storia della città e sui suoi personaggi illustri e ospitano alcuni importanti dipinti di Klimt, Schiele e Waldmüller.


 Piano terreno

Pianta albertina, 1421-22

Sono esposti reperti che risalgono all'età della Pietra, del Bronzo, del Ferro, alla storia romana e a quella delle grandi migrazioni di popoli. Tra i pezzi più importanti, la pietra tombale dipinta di un gallo sequano (sec. II d.C.), alcuni altari romani e un'antica collezione
di monete.

Vedute della città e rappresentazioni cartografiche della sua evoluzione storica, tra cui I'Albertinischer Plan (Pianta albertina, 1421-22), che rappresenta la prima carta di Vienna.
Sono esposte alcune opere e reperti architettonici della cattedrale (Stephansdom), dalla quale furono rimossi durante i lavori di restauro. Fra questi troviamo una Madonna col Bambino e Sant'Anna del 1320 circa, nello stile del primo gotico, tre coppie di principi a grandezza naturale (1360-65 circa), vetrate gotiche provenienti dalla cripta ducale e resti di un altare in legno di tiglio del XIV secolo.

Nella collezione di armi sono esposte armature, scudi, lance e alabarde fra cui la più antica corazza da cavallo italiana, oltre ad armi funerarie per I'imperatore Federico III.


Primo piano

Battaglia di Vienna 1683 ( Franz Geffels)
   
Lo spirito guerresco del XVI secolo è magnificamente ricreato con l'esposizione di armi, corazze fra cui quelle dei principi imperiali con incisioni in oro, vessilli e dipinti con scene di guerra.

Ritratti, acqueforti, medaglie, stemmi e incisioni su rame offrono un quadro della vita cittadina nel XVII secolo. Vari cimeli di pregio ricordano la guerra dei Trent'anni, mentre la bandiera dei turchi e un quadro di Franz Geffels commemorano la vittoria che permise al principe Eugenio di rompere I'assedio ottomano alla città nel 1683.
Per il periodo che dal barocco arriva al Settecento, sono di particolare interesse le vedute di Vienna di Deisenbach, gli archivi delle corporazioni, i vecchi stemmi di famiglia e dei mestieri, oltre a dipinti, sculture, incisioni e un grande modello del centro storico di Vienna risalente al 1854.





Secondo piano

Tra gli oggetti che risalgono al periodo del Congresso di Vienna, sono esposte medaglie, piccole tabacchiere di gran pregio e monete.
Il Salone pompeiano, proveniente dal palazzo Caprara e fatto realizzare attorno al 1800 dalla famiglia di banchieri Geymüller, con i suoi colori oro, bianco e pastello documenta la cultura domestica della nobiltà attorno al 1800.
Per quanto riguarda il periodo Biedermeier, fra i numerosi quadri esposti sono rappresentati tutti i pittori di Vienna: Fendi, Schindler, Danhauser, Gauermann, Reiter, Waldmüller, Amerling.
Inoltre vi sono abiti e oggetti d'epoca, una panoramica sui giochi di società della Vienna del Biedermeier, il pianoforte verticale del compositore Joseph Lanner e le ali a farfalla della celebre ballerina Fanny Elssler. In questa sezione vi sono inoltre opere grafiche, dipinti e armi della Guardia Nazionale relativi al periodo della Rivoluzione. L'epoca della Rivoluzione industriale è documentata da ritratti, busti, oggetti di artigianato artistico e scenografie teatrali.


Appartamento di Franz Grillparzer

Soggiorno di Adolf Loos (1903)

Tra gli interni ricostruiti è possibile visitare l'appartamento di Franz Grillparzer, ricreato nel museo dopo la demolizione dell'edificio al n. 21 della Spiegelgasse in cui si trovava, e il soggiorno di Adolf Loos (1903), originariamente situato al n. 3 di Bösendorferstrasse  e caratteristico esempio dell'arredamento d'interni in voga nella Vienna dei primi anni del Novecento.

Ritratto di  Emilie Flöge (1902) Gustav Klimt
Olio su tela - Wien Museum

Giovane madre (1914) Egon Schiele

Per quanto riguarda il periodo Jugendstil si possono vedere notevoli dipinti di Klimt, Schiele, disegni di Kolo Moser e un busto di Gustav Mahler, opera di Auguste Rodin. La storia del periodo tra le due guerre e l'arte moderna vengono illustrate mediante opere di Wotruba, Kokoschka, Herbert Böckl, Rudolf Hausner e Albert Paris Gütersloh.Young Mother (1914)


Busto di Gustav Mahler, opera di Auguste Rodin