giovedì 28 giugno 2018

SANTA MARIA NOVELLA - Firenze


SANTA MARIA NOVELLA

Una delle più famose chiese fiorentine, capolavoro dell'architettura gotica. Fu costruita da architetti dell'ordine domenicano a partire dal 1246 e completata nel 1360. 

LA FACCIATA, tutta incrostata di marmi, fu iniziata nel '300 e ripresa nel 1456-70 su disegno di Leon Battista Alberti, cui si deve il classico portale e la parte al di sopra della bella cornice mediana, con le due volute laterali. Sulla destra della facciata c'è un recinto formato di arcate, che racchiudono gli avelli delle grandi famiglie fiorentine, circonda l'antico cimitero.

L'INTERNO, d'armoniosa, slanciata architettura gotica, è a tre navate su pilastri polistili con grandi arcate decrescenti in ampiezza e volte ogivali. Delle numerose opere d'arte che racchiude si ricordano quelle principalissime. 
Navata destra: nella seconda campata, monumento della Beata Villana, di B. Rossellino (1451). 
Nella testata del transetto destro si apre la cappella Rucellai: nel pavimento, lastra tombale di Fra' Dari, con figura in bronzo del Lorenzo Ghiberti (1425); all'altare, una Madonna col Bambino, statua di Nino Pisano. 
La prima cappella a destra del presbiterio (cappella Strozzi) è ornata di affreschi di Filippino Lippi (Storie dei Ss. Giovanni e Filippo, 1502); dietro I'altare, elegante tomba di Filippo Strozzi, di Benedetto da Maiano.
Presbiterio: sull'altare, un Crocifisso in bronzo, del Giambologna; nell'abside, bel coro ligneo della fine del'400, e alle pareti famoso ciclo di affreschi del Ghirlandaio (Storie di Maria e del Battista), eseguiti dal maestro (cui si deve anche la vetrata di fondo, 1492) e aiuti nel 1485-90.
La prima cappella a sinistra del presbiterio (cappella Gondi) ha un rivestimento architettonico di Giuliano da Sangallo (1503) e custodisce il famoso Crocifisso in legno del Brunelleschi
Nella testata del transetto sinistro è la cappella Strozzi (restaurata nel 7979), tutta ornata di affreschi (Giudizio finale, Paradiso, Inferno) di Nardo di Cione (1357; staccati e restaurati); all'altare, tavola di Andrea Orcagna
La vicina sagrestia racchiude un lavabo in terracotta di Giovanni della Robbia e uno stupendo Crocifisso su tavola di Giotto
Navata sinistra: al penultimo pilastro, un pergamo su disegno del Brunelleschi; nella terza campata, Trinità, Maria e S. Giovanni e 2 committenti e, sotto I'altare, la Morte, il più potente affresco di Masaccio (1427 circa), testo mirabile della nuova pittura rinascimentale.




Chiostri di Santa Maria Novella - Si tratta di un complesso di costruzioni gotiche del più grande interesse. Ne fanno parte: il bel chiostro Verde,costruito dopo il 1350 e che trae nome dagli affreschi in terra verde alle pareti, dovuti a vari artisti del primo '400 tra i quali Paolo Uccello, ora staccati ed esposti nella vicina sala del refettorio (Creazione di Adamo; Creazione e tentazione di Eva; Diluvio; Sacrificio di Noè).
Sulla parete d'ingresso, Madonna col Bambino e Santi, del '300, e Raccolta della manna di Alessandro Allori; il cappellone degli Spagnoli, spazioso ambiente costruito da Iacopo Talenti (XIV secolo) e interamente affrescato lstorie di Cristo e di S. Pietro martire; Trionfo di S. Tommaso; Trionfo dei Domenicani) da Andrea da Firenze (1355), con un polittico di Bernardo Daddi sull'altare; il suggestivo chiostrino dei Morti, decorato pure di affreschi trecenteschi, con terracotta robbiana in una cappelletta.

Piazza della Stazione - Vi prospetta la bella abside di Santa Maria Novella con lo slanciato, elegante campanile di lacopo Talenti (1360). Nel fondo si profila la moderna mole della Stazione Centrale di Santa Maria Novella, ma delle più felici e funzionali costruzioni del genere, eretta nel 1935.


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martedì 26 giugno 2018

LE COSTE DEL MAR ROSSO (The coasts of the Red Sea)



LE COSTE DEL MAR ROSSO

NUOVE BELLEZZE EGIZIANE DA SCOPRIRE SOTT'ACQUA

Nel deserto che si estende a est del Nilo, chiamato orientale, non ci sono le numerose oasi del Deserto occidentale; tuttavia questo territorio arido e roccioso gode del vantaggio di essere lambito dal mare, quel mare che per gli antichi Egizi era una porta spalancata verso le misteriose regioni da cui proveniva l'incenso, il profumo indispensabile ai riti cultuali in onore degli dei.


Il pugnale di Gebel el-Arak

L'altra sponda del Mar Rosso, chiamata sorprendentemente dagli Egiziani Tonutir, la "terra del dio" (o terra divina), segna i confini dell'Arabia. Non sappiamo con precisione l'origine di tale nome: esso evoca forse l'incenso? O piuttosto le regioni dove nasceva il sole? Sappiamo però che in epoca predinastica i popoli di questa regione invasero la valle del Nilo, come testimonia il ritrovamento del celebre pugnale di Gebel el-Arak, custodito al Louvre. 
Lo stile delle incisioni sul manico di questo pugnale dalla lama di pietra ha indotto gli studiosi a supporre che gli invasori fossero antichi Sumeri. Ma in questo caso, come si spiega l'aspetto semita dell'antico uomo egiziano, già riscontrato nell'epoca predinastica, quando è noto che gli antichi Semiti erano originari di una regione che si estendeva dalla Siria al nord dell'Arabia?


Tempio dedicato a Hatshepsut - Deir el-Bahri

Durante tutto l'Antico Regno, gli Egizi non furono molto interessati alla navigazione sul Mar Rosso, ma già sotto Sahuré, il secondo sovrano della V dinastia, è testimoniata una spedizione, la prima forse, verso questo misterioso Paese dagli Egizi chiamato Punt. È però a partire dal Medio Regno che le coste egiziane del Mar Rosso e le piste che vi conducevano iniziarono sicuramente a essere battute. Alla fine della XI dinastia, vicino all'attuale Kosseir (El Quseir) venne costruito il porto di Taau, il Leukos limen, "porto bianco" per i Greci. Vi si accedeva partendo da Copto attraverso il Wadi Hammamat, noto per le sue cave. Il porto di Taau fu certamente la base di partenza della famosa spedizione verso le misteriose regioni del Punt, voluta dalla regina Hatshepsut e raffigurata sulle pareti del tempio a lei dedicato a Deir el-Bahri.


Bassorilievi di Deir el-Bahri 

Punt potrebbe essere la versione egiziana di Pun, nome indigeno che si vorrebbe far risalire a Poeni, a sua volta forma latina del nome dei Cartaginesi; questi ultimi altro non erano che i Fenici, giunti forse attraverso l'Arabia. In origine è possibile che Punt fosse usato per indicare la parte dell'Arabia meridionale da cui proviene il miglior tipo di incenso. Tuttavia, il Paese descritto e raffigurato sui bassorilievi di Deir el-Bahri fa piuttosto pensare alla costa bassa e lagunare della Somalia: le dimore sono capanne su palafitte, ma gli abitanti sono di pelle rossiccia e di aspetto molto simile agli egiziani, anche se la regina sembra eccessivamente formosa.


Questo rilievo raffigura incenso e mirra ottenuti dalla spedizione di Hatshepsut a Punt

I prodotti importati da Punt erano legni pregiati, resine aromatiche, alberi da incenso, ebano, avorio, oro, scimmie, levrieri, pelli di leopardo.
In seguito, le spedizioni marittime continuarono, ma si dovette attendere l'epoca dei Tolomei perché sulle coste fossero costruiti numerosi porti. Iniziò, allora, un fiorente commercio con i porti africani dell'oceano Indiano prima, con l'India poi.

Nel II secolo d.C., i commercianti greci dell'Egitto si spinsero fino a Zanzibar e approfittarono dei monsoni per raggiungere le coste indiane e Ceylon. Oggi, la regione di Hurgada sta sempre più attrezzando le sue coste alle esigenze del turismo moderno, mentre la scoperta di giacimenti di petrolio, a nord, ha reso questa desertica striscia di terra un bene prezioso.

Dal punto di vista biologico, il Mar Rosso è un mare ricco di specie, con una fauna di tipo tropicale, che risente di influssi mediterranei. La flora marina, alquanto scarsa, presenta alcune alghe tipiche, che talvolta formano estese velature superficiali di color rosso-bruno. Le risorse della pesca, che sarebbero notevoli, trovano un limite allo sfruttamento negli ostacoli del clima e delle barriere madreporiche e coralline del fondo costiero.









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DIZIONARIO DELL'EGITTO

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giovedì 21 giugno 2018

ASSISI, storia e arte (History and Art)



ASSISI 

Assisi è un comune italiano di circa 28.000 abitanti  della provincia di Perugia in Umbria. È conosciuta per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono san Francesco, patrono d'Italia, e santa Chiara.
Famosa cittadina, situata in posizione panoramica sopra uno sperone del M. Subàsio a dominio della verde piana umbra; è uno dei maggiori centri religiosi d'Italia per le mistiche memorie di S. Francesco, meta di pellegrini e di turisti d'ogni dove, attratti dalla sua atmosfera di serena pace e dai magnifici monumenti dell'arte.

Storia e Arte - Già municipio romano fiorente, come attestano i resti di vari monumenti, primo tra tutti il tempio di Minerva, Assisi ebbe il suo periodo storico più importante nei secoli XII-XIII, quando fu libero Comune. Si illumina questo periodo della grande figura di S. Francesco che, nato nel 1181, dopo una gioventù vivace e dissipata, nel 1206 si consacrava a una vita di povertà assoluta e di penitenza; nel 1209 otteneva l'approvazione della regola, fondando l'ordine dei Frati Minori, cui seguiva, nel 1212, quello delle Clarisse; si dedicava quindi tutto all'apostolato, peregrinando di città in città a predicare la fratellanza, e nel 1219 si spingeva perfino in Egitto; nel 1224 riceveva le stigmate sul monte della Verna; infine il 3 (il 4 secondo il computo di allora) ottobre 1226 spirava sulla nuda terra alla Porziuncola, e veniva canonizzato due anni dopo. 
A S. Francesco è legato anche il fiorire artistico della città, che già nel XII secolo aveva eretto il suo romanico Duomo.


Chiesa di S. Chiara

Nel XIII secolo sorgevano la basilica di S. Francesco e la chiesa di S. Chiara, mirabili esempi di architettura gotica. A decorare S. Francesco convennero, fino alla meta del'300, i più grandi artisti di Toscana: prima Giunta Pisano (1236) e scolari, poi Cimabue e il romano Torriti, quindi Giotto e i suoi scolari, infine i senesi Simone Martini e Pietro Lorenzetti, lasciandovi il massimo monumento della pittura italiana del'200 e '300.
Col XIV secolo la prosperità di Assisi, soggetta a Perugia, venne meno e nel'400 la città, passando da una signoria all'altra, fu in preda a lotte cruente e devastazioni, finché fu incorporata nello Stato della Chiesa. Nel '500 sorgeva attorno alla Porziuncola, per opera dell'Alessi, la grande basilica di Santa Maria degli Angeli.


La Porziuncola

Santa Maria degli Angeli

Caratteristiche e vita - Assisi è costruita con la pietra bianca e rossa del Subasio, sopra terrazze artificiali. Ha strade strette e generalmente tortuose, ripide, spesso a gradinate, e di vetusto aspetto. La struttura urbanistica medioevale, le altre testimonianze dell'arte insieme alle molte vestigia antiche sparse nell'abitato la pongono tra le città più intatte e autentiche del passato; i vivi ricordi francescani presenti ovunque e il dolce paesaggio circostante la rendono altamente suggestiva e uno dei rari luoghi eletti dello spirito. Il vero volto antico di Assisi va colto soprattutto in qualche angolo recondito, oppure nella morta stagione o nei rari momenti in cui strade e piazze sono libere da visitatori.

Manifestazioni - Sono essenzialmente a carattere religioso. Altamente suggestive sono quelle della Settimana Santa, tra cui la processione del Cristo Morto al lume delle fiaccole; le processioni del Corpus Domini; la festa del Perdono alla Porziuncola (1-2 agosto); la festa di S. Chiara (12 agosto); la festa dell'Ascensione sul M. Subasio; la festa di S. Francesco (3-4 ottobre); le celebrazioni di Natale. 
Rievocazione di tempi antichi è invece la festa di Calendimaggio (30 aprile-1° maggio). 
Notevole l'attività artistica e culturale, specialmente quelle delle corali polifoniche e di studi francescani. La "Pro Civitate Christiana" organizza incontri e convegni di studio a carattere nazionale.

Acquisti - Le strade principali sono fitte di negozi di articoli religiosi e ricordini vari, fra cui si può scegliere qualche ceramica caratteristica e qualche bella tovaglia in punto Assisi. Vi sono anche buone botteghe artigiane (rami e ferri battuti) e piccole mostre
d'arte, dove occorre saper comprare.


 La basilica di S. Francesco 

PRIMO ITINERARIO INDICATO

Porta S. Francesco - La trecentesca porta merlata, aperta da un bell'arco a tutto sesto, è il principale ingresso alla città da Ovest. Salendovi si ha una bella veduta della ciclopica massa del convento di S. Francesco, con le sue poderose sostruzioni ad arcate.

Piazza Inferiore di S. Francesco - Si presenta assai pittoresca, tutta cinta da bassi portici quattrocenteschi per il ricovero dei pellegrini. e dominata dalla mole della basilica con il possente campanile, del 1239, spartito da cornici ad archetti e corso da lesene. In fondo a sinistra è l'oratorio di S. Bernardino da Siena, della prima metà del '400, con un portale gemino scolpito sulla semplice facciata, quindi l'ingresso principale al Sacro Convento e, di fronte, il portale d'ingresso alla chiesa inferiore di S. Francesco.


Esterno della Basilica di San Francesco d'Assisi

SAN FRANCESCO - La basilica, uno dei maggiori santuari della fede e dell'arte nel mondo, fu iniziata nel 1228, due anni dopo la morte del Santo, e ne fu promotore e forse anche ideatore frate Elia; nel 1253 veniva solennemente consacrata. Con alcune aggiunte eseguite nel corso dei secoli XIII-XIV, essa prese l'aspetto attuale, tramandatoci intatto. Consta di due chiese sovrapposte; quella inferiore è il santuario vero e proprio.

Chiesa Inferiore - Vi si accede dal fianco per un portale gotico gemino del '200, preceduto da un protiro di Francesco da Pietrasanta (1486-87). L'itinerario spira un senso di severità e raccoglimento per le sue massicce forme romanico-gotiche e la scarsità di luce. È a una navata divisa da basse arcate a tutto sesto su tozzi pilastri in cinque campate dalle poderose volte a costoloni, con transetto e abside e
cappelle laterali. 
Nella campata d'ingresso, ampliata ai lati di due bracci, si possono notare due grandiose tombe gotiche del '300 e, fra esse, un pulpito dalla base duecentesca con aggiunte e rifacimenti posteriori. Sulla sinistra, nella cappella di S. Sebastiano, affrescata da C. Sermei e G. Martelli (XVII secolo), sono esposte preziose reliquie di S. Francesco. In fondo si apre la cappella di S. Caterina, ornata di affreschi di Andrea da Bologna (1368) e di belle vetrate trecentesche. Di qui si accede a un suggestivo chiostrino, già cimitero, sul bel fianco destro della chiesa. 

Navata - Alle pareti, tra gli archi d'accesso alle cappelle laterali, affreschi con Storie di Cristo e di S. Francesco, del cosiddetto "Maestro di S. Francesco" (XIII secolo).
Quasi in fondo alla parete sinistra, in una nicchia sovrastante una tribuna gotica, possiamo ammirare l'Incoronazione di Maria, affresco di Puccio Capanna (XIV secolo).

Crociera -  Sopra il gotico altare maggiore, nelle vele della volta, sono i celebri affreschi allegorici (Nozze di S. Francesco con la Povertà, Castità e Obbedienza; Trionfo del Santo), dovuti a Giotto e aiuti  (secondo decennio del '300). Nell'abside, un coro ligneo intagliato e intarsiato del 1471. 

Transetto destro - Le pareti e la volta a botte sono rivestite di affreschi (Storie di Cristo; Miracoli di S. Francesco) di Giotto e aiuti; alla parete destra, Madonna, Angeli e S. Francesco, grandiosa composizione di Cimabue ; alla contigua parete di fondo, in basso, soavi figure di 5 Santi, di Simone Martini. In fondo al transetto si apre la cappella di S. Nicola. con affreschi (Storie di S. Nicola) di scolaro di Giotto (1320-30 circa); dietro l'altare, c'è la gotica tomba Orsini. 

Transetto sinistro -  Gli a freschi alle pareti e nella volta, con scene della Passione, sono del senese Pietro Lorenzetti che dipingeva qui intorno al 1320 (Crocifissione, Flagellazione, Viaggio al Calvario, Ingresso a Gerusalemme, Ultima Cena, Lavanda dei piedi, Bacio di Giuda, Discesa al Limbo, Deposizione dalla Croce, Risurrezione di Cristo, Deposizione nel sepolcro). Di Pietro Lorenzetti sono pure la Madonna e santi alla parete in basso a sinistra,  le Stimmate di S. Francesco alla parete destra, e la Madonna e Santi nella cappella di fondo, sotto la vetrata trecentesca.

Cappelle laterali - Hanno tutte vetrate dei secoli XIII E XIV. La prima cappella sinistra è rivestita di mirabili affreschi della Vita di S. Martino, dipinti da Simone Martini nel 1322-26.  Nella  cappella destra, begli affreschi (Santi e Storie della Maddalena) di Giotto e aiuti (1314 circa).


 Tomba di S. Francesco 

Cripta - Vi si scende per due scale a metà della navata. È stata sistemata nel 1932 e racchiude la tomba di S. Francesco come fu ritrovata nel 1818; sopra l'altare, nel vano dell'antica sepoltura, la semplice urna in pietra, cinta da sbarre di ferro, ove sono composte le spoglie del Santo.

Si ritorna nella chiesa Inferiore. Dai transetti due scale salgono a una terrazza che dà sul chiostro grande, a portico e loggia, e sulla quale incombe I'alta parte absidale della basilica. Di qui un'altra scala porta alla'chiesa Superiore.


Il Chiostro di Sisto IV dietro l'abside della Basilica

Chiesa Superiore - Contrasta vivamente per la sua pura, agile struttura gotica e la sua luminosità con la chiesa Inferiore.È a una navata a quattro  campate dalle volte a crociera, con transetto e abside poligonale. Lungo le pareti, tra pilastro e pilastro, corre un ballatoio che continua anche nel transetto e nell'abside.  Si inizia la visita dal transetto, lungo le cui pareti sono potenti affreschi (crocifissione; Visioni dell'Apocalisse; Storie di S. Pietro) di Cimabue (1277), deperiti nel colore per l'annerimento del bianco d'ossido di piombo. Nell'abside, un coro ligneo, intagliato e intarsiato, di D. Indivini (1491-1501). Nella volta sopra il gotico altare maggiore, i 4 Evangelisti, pure di Cimabue.

Navata - Lungo le pareti in alto, a lato delle belle vetrate duecentesche, si svolge in due zone un ciclo di affreschi (Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, in parte opera di pittori di scuola romana (specialmente I. Torriti) e in parte di seguaci di Cimabue, tra i quali Duccio e soprattutto l'esordiente Giotto
Nella zona inferiore delle pareti, sotto il ballatoio, è il celebre ciclo degli affreschi di Giotto, raffiguranti in 28 riquadri episodi della Vita di S. Francesco, che il maestro cominciò a dipingere nel 1296, affermandovi per la prima volta e pienamente, nella concisione drammatica delle scene e nella potenza plastica del modellato delle figure, la novità dell'arte sua (le 4 o 5 ultime scene sono di scolari).

Dalla chiesa si esce sulla solitaria piazza superiore di S. Francesco, ad ammirare la semplice facciata duecentesca, ornata d'un portale gemino e d'una ricca rosa.
Ritornati in chiesa, si scende alle terrazza dietro l'abside ove è l'ingresso al tesoro.

Tesoro -  Risistemato nel 1979, raccoglie in tre sale cimeli preziosissimi. 
Nella Sala II: paramenti sacri (XII-XIII secolo.); dipinti (2 Crocifissi, del '200; Isaia, del "Maestro di S. Francesco"; Redentore, attribuito al Bonfigli); oggetti d'arte varia. 
Nella Sala III - Alle pareti, arazzi fiamminghi dei secoli XV-XVI; arazzo "di Sisto IV"; una tavola attribuita al Berlinghieri, e una pala dello Spagna; nelle vetrine, trine e merletti dei secolo  XVI-XVII; calici (calice di Nicolò IV, della fine del '200); reliquiari e croci (XII-XV secolo); paliotto di Sisto IV, su disegno del Pollaiolo; avori (Madonna, d'arte francese del '200); vetri e cristalli (croce di cristallo d'arte veneta del '300). Recentemente è stato arricchito di un'eccezionale serie di dipinti su tavola, per lo più di scuola fiorentina e senese dei secoli XIV e XV (collezione F. M. Perkins) e di ma collezione di ceramiche assisane del '200.

Sacro convento - Racchiude nel suo interno locali di eccezionale interesse, del '200: il convento di Frate Elia, la sala Capitolare con affresco di Puccio Capanna, il grandioso porticato lungo il fianco sud-ovest del convento, il monumentale Refettorio (53 x 13 metri) con l'Ultima cena del Solimena.

Via S. Francesco - Sale solitaria dalla basilica al centro della città tra case medioevali e qualche palazzo. Tra questi: N. 14, la quattrocentesca casa dei Maestri Comacini; N. 12, i palazzo Confidati o Vallemanni (oggi sede della Biblioteca Comunale e delle scuole superiori della città), del'600; poi, a destra, l'oratorio dei pellegrini, decorato all'interno di affreschi di scuola umbra del'400; N. 3 il duecentesco portico del Monte Frumentario, dal grazioso coronamento ad archetti; quindi, la cinquecentesca fonte Oliviera. Passata un'arcata del '200, porta dell'antica cinta muraria, si prosegue per la via del Seminario, fiancheggiando il Seminario (secoli XII-XV), il Teatro Comunale, e le altre case medievali.


Fontana in Piazza del Comune 

Piazza del Comune  - Centro della città, sul sito dell'antico Foro romano. Ha carattere medioevale per i palazzi che la circondano: il palazzo dei Priori, ora Municipio, eretto nel 1337; sul lato opposto, il duecentesco palazzo del Capitano del Popolo, accompagnato dalla merlata torre del Popolo, accanto al quale spicca il pronao a colonne scanalate, con trabeazione e frontone, del romano tempio di Minerva, dei primi secoli dell'Impero e trasformato in chiesa.


 Palazzo dei Priori

Pinacoteca Comunale -  È sistemata al pianterreno del palazzo dei Priori. Contiene affreschi staccati da varie parti della città e dal territorio di Assisi, tra cui un grande affresco romanico con principi a cavallo e vari frammenti (primi decenni del '200); una croce dipinta di maestro giottesco; un frammento (S. Francesco e il Bambino) di Puccio Capanna (1341); una Maestà giottesca di eccezionale qualità; frammenti di maestri umbri del'300. 
Notevole è la sezione del'400 e '500 umbro, con affreschi di O. Nelli, N. Alunno, Andrea d'Assisi, Pinturicchio, Tiberio d'Assisi, Dono Doni.

Al N. 2 della vicina via Portica è il museo Civico, situato nella cripta romanica dl S. Nicolò, ove S. Francesco ascoltò il brano evangelico che decise il suo futuro. Raccoglie frammenti di statue romane, cippi frammenti etruschi e romani, sarcofagi, lapidi varie, tra cui una serie riguardanti la famiglia del poeta latino Sesto Properzio. Dalla cripta si accede per un corridoio all'antica piazza della città, il Foro romano, con il tribunale e il grande basamento destinato a sostegno di un'edicola con le statue di Castore e Polluce.


Panorama di Assisi


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BASILICA SUPERIORE di ASSISI - Affreschi Giotto

SANTUARIO FRANCESCANO DELLA VERNA (Franciscan Sanctuary of La Verna)



lunedì 18 giugno 2018

BASILICA DI S. ANTONIO DI PADOVA (Basilica of Saint Anthony of Padua

Basilica di Sant'Antonio di Padova

La basilica di Sant'Antonio, detta per antonomasia il Santo, è uno dei più famosi santuari d'Italia. Venne eretta in forme romanico-gotiche fra il 1232 e la metà del '300 per custodire la tomba di S. Antonio di Padova (nato a Lisbona nel 1195, morto a Padova, all'Arcella, nel 1231). 
La facciata, a capanna, ha poderose arcate gotiche in basso ed è illeggiadrita da una loggetta: le 8 cupole, la mescolanza di elementi bizantini, veneziani e del romanico francese perigordino, le torricelle e i campanili simili a minareti, gli danno un aspetto fantastico.
Il vasto interno è composto di tre slanciate navate su grandi pilastri, con gallerie (matronei) ricorrenti in alto, cupole emisferiche e profondo presbiterio cinto da deambulatorio; ricchissima la decorazione. 

Nella navata destra, la prima cappella, tomba del Gattamelata (XV secolo). Nel transetto a destra, si trova la trecentesca cappella di S. Felice, di bella architettura gotica, rivestita di affreschi (Leggenda di S. Giacomo; Crocifissione e altre scene) di Altichiero e di Iacopo Avanzo (1377).


 Deposizione - Donatello

PRESBITERIO -  L'altare maggiore è ornato di mirabili bronzi di Donatello  (1443-50) e aiuti: nel paliotto e nella predella, bassorilievi con Angeli musicanti e Miracoli di S. Antonio; sopra la predella, Crocifisso, Madonna col Bambino e Santi; nel retro dell'altare, Deposizione, in pietra. 
A sinistra dell'altare, c'è un ricchissimo candelabro in bronzo di A. Briosco (1515). 
Lungo le pareti del presbiterio, ci sono 12 rilievi in bronzo (storie del Vecchio Testamento) di B. Bellano e A. Briosco.


Cappella delle reliquie

La quinta cappella del deambulatorio, a pianta centrale su disegno di F. Parodi (sue sono anche le statue; 1689) custodisce un ricco tesoro: notevoli alcuni reliquiari (della lingua di S. Antonio, XII e XV secolo), navicella per l'incenso (XV secolo).
Al termine del deambulatorio si apre a sinistra la cappella della Madonna Mora, resto di una preesistente chiesa (XII secolo), trasformata in cappella nel 1264; comunica con la cappella del beato Luca Belludi (1382), decorata da affreschi di Giusto de' Menabuoi.


Cappella del beato Luca Belludi
Affreschi dell'abside di Giusto de' Menabuoi

Nel transetto sinistra è la cappella di S. Antonio, costruita dal 1500 al 1549 (il soffitto a stucchi è dovuto al Falconetto, 1533): alle pareti ci sono 9 rilievi con fatti della vita del Santo, di scultori del'500,tra i quali Tullio e Antonio Lombardo e Iacopo Sansovino (Il  Santo risuscita un'affogata, 1563; Il Santo risuscita un figlio di sua sorella annegato da tre giorni, in collaborazione con A. Minello, 1520-34); nel mezzo, il ricchissimo altare, su disegno di T. Aspetti (1593), dietro il quale è l'arca del Santo.


Arca del Santo

Dopo la cappella, alla parete della navata sinistra, troviamo il monumento di A. Rosselli, di Pietro Lombardo (1467); al secondo pilastro a sinistra della navata mediana, c'è il monumento di A. Contarini, del Sammicheli, a cui fa riscontro il monumento del cardinale Bembo, al pilastro destro, dello stesso Sammicheli. 
Dalla navata destra della chiesa si passa a visitare i Chiostri  (XII-XV secolo).


Miracolo del cuore dell'usuraio - Tullio Lombardo

Scuola di S. Antonio -  Sulla destra della basilica c'è l'Oratorio di S. Giorgio del XIV secolo, tutto ricoperto all'interno di affreschi di Altichiero e aiuti (1377). Segue la Scuola di S. Antonio, il cui salone superiore è ornato di un insieme di affreschi (Vita del Santo), dovuti a vari pittori veneti del primo '500, fra i quali Tiziano (1512).


Chiostro -  Basilica di Sant'Antonio di Padova

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CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI (Affreschi di Giotto) - Padova



sabato 9 giugno 2018

ERUZIONI DELL'ETNA - Eruptions of Mount Etna



ETNA

L'Etna è un complesso vulcanico siciliano originatosi nel Quaternario e rappresenta il vulcano attivo terrestre più alto della placca euroasiatica. Le sue frequenti eruzioni nel corso della storia hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante, arrivando più volte a minacciare le popolazioni che nei millenni si sono insediate intorno ad esso.

Il monte Etna è alto 3343 metri e si trova in provincia di Catania. È uno dei maggiori vulcani attivi della terra, il più grande ed elevato d'Europa, formante un grandioso, imponente rilievo conico a metà della costa orientale della Sicilia; costituisce una delle più grandi attrattive turistiche non solo della Sicilia ma anche dell'italia, ed è una zona di interessanti escursioni e ascensioni, frequentata per villeggiatura e in parte per gli sport invernali.

L'Etna (perimetro 165 km; superficie 1337 km2) ha l'aspetto di un cono troncato all'altezza di 2900 metri da  un vasto ripiano, antico cratere ellittico, dal quale si leva isolato il cono terminale. Il pendio è interrotto da più di 200 gruppi di crateri avventizi e da squarci, dei quali il più grandioso è quello della valle del Bove a E-SE. 
Sotto l'aspetto della vegetazione, il monte si divide in tre zone: coltivata, ai piedi del monte, con una fascia inferiore fino ai 500 metri ad agrumi, e una superiore fino ai 1300 metri a vigneti e alberi fruttiferi; boscosa fino ai 2000 metri, con castagni, querce, faggi, pini e betulle; deserta con qualche ginepro e l'astragalo etneo, o spino santo. 
Sulla parte più elevata nevica 7 mesi all'anno.




Eruzioni - Si calcola che l'Etna abbia avuto in epoca storica circa 135 eruzioni. Dal 1500 al 1800 esse furono 34; 19 nell'Ottocento e una quindicina nel secolo scorso. La più disastrosa fu quella del 1669, quando da diverse bocche esplosive si formarono i M. Rossi e sgorgò un torrente di lava che raggiunse Catania e avanzò nel mare. Grave fu pure l'eruzione del 1928, che seppellì Màscali, risorta in sito vicino, e una vasta plaga di agrumeti. Una delle più lunghe è stata quella del 25 novembre 1950-dicembre 1951; fra le più recenti quelle del giugno 1955 (risveglio del cratere sub-terminale di NE), del febbraio-marzo 1956, del luglio 1960 e del febbraio-luglio 1964; le colate sono sgorgate dal cratere centrale o da quello di NE negli anni 1957-58, 1960-64,  1966-67 e 1968-71.
Le eruzioni nel 1971 hanno portato alla distruzione dell'osservatorio alla base S del cono terminale e del secondo tratto della funivia; nel 1974, all'apertura di più bocche eruttive a quota 1650-1670 sul versante O; nel 1975, alla formazione di un apparato eruttivo intorno a quota 2850 (tuttora attivo). Nel 1981 un'eruzione da varie bocche a quota 1200-1500 metri sul versante N arrivò fin quasi a Randazzo interrompendo la strada per Linguaglossa. 
Una eruzione dell'aprile 1983 ha isolato le infrastrutture sommitali e messo in grave pericolo il Rifugio Sapienza è gli impianti a fune. La lava da quota 1450 meri scendeva in direzione di Belpasso e Nicolosi.

Eruzioni nel XXI secolo
(Fonti Wikipedia)

Eruzione dell'Etna del 2001 - Intensa attività stromboliana ai crateri sommitali; soprattutto il cratere di sud-est è interessato da violente fasi parossistiche con fontane di lava che raggiungono anche i 1000 metri. In maggio sciami sismici preannunciano la risalita del magma. Il 12 luglio comincia una crisi sismica; nei giorni successivi si conteranno oltre 2500 eventi sismici. Profonde fratture si aprono a Pian del Lago, sopra la Montagnola. L'eruzione comincia nella notte tra il 17 e il 18 luglio, sul versante meridionale, da una fenditura che si apre a quota 2100 m, a qualche centinaio di metri dal rifugio Sapienza (fortunatamente questa struttura verrà risparmiata). Il 19 si apre la più grande delle bocche, a Pian del Lago; le sue colate laviche distruggono il terminale della funivia. Agli inizi di agosto le colate si fermano a pochi chilometri da Nicolosi. Grande il disagio causato dalla continua ricaduta di cenere su Catania e sui centri pedemontani, che inoltre causa la chiusura dell'aeroporto di Fontanarossa. L'eruzione termina tra il 9 e il 10 agosto.

Eruzione dell'Etna del 2002 - Grande eruzione durata dal 27 ottobre al 29 gennaio 2003. Questa eruzione è stata denominata l'eruzione perfetta. Essa è da considerarsi tra le più esplosive degli ultimi 100 anni. È da considerarsi anche la più distruttiva dal punto di vista infrastrutturale. Nella notte del 26 ottobre 2002 una forte scossa sismica avviò la fase eruttiva, che distrusse tutta la zona turistica di Piano Provenzana sul versante Etna-Nord in località di Linguaglossa. Tutte le infrastrutture turistiche-ricettive e sportive furono ricoperte dalla colata lavica, che in una nottata azzerò trent'anni di investimenti e progetti di una intera comunità. Le ferite della colata sono tuttora visibili non appena si raggiunge la località Piano Provenzana, dove uno scenario lunare ha preso il posto del un paesaggio che offriva la vista della pineta incastrata ai piedi dell'enorme montagna.

Eruzione dell'Etna del 2004-2005 - Eruzione laterale all'interno della Valle del Bove.

Eruzioni dell'Etna del 2006 - Nella tarda serata del 15 luglio si aprì una fessura eruttiva sul fianco orientale del cratere di sud-est, da cui cominciò a fuoriuscire una colata che si riversò all'interno della Valle del Bove fino al 24 luglio. Il 16 novembre l'attività del cratere di sud-est aumentò; ciò causò alcuni crolli nel suo fianco orientale, dando origine a piccoli flussi piroclastici che avanzarono per qualche centinaio di metri.

Eruzione dell'Etna del 2007-2009 - Parossismi del Cratere di Sud-Est ed eruzione laterale all'interno della Valle del Bove.

Eruzioni dell'Etna del 2010-2013 - Parossismi dal Nuovo Cratere di Sud-Est più o meno violenti. In questa fase il cratere cresce notevolmente di qualche centinaio di metri: record per un vulcano attivo.

2010 - L'anno è caratterizzato da una serie di piccole attività vulcaniche, talora associate ad attività sismica. Annunciato da una serie di scosse sismiche (la più intensa di magnitudo 4,2) registrate qualche giorno prima, il pomeriggio dell'8 aprile, dal cratere a pozzo presente alla base orientale del Cratere di Sud-Est si alza per circa 1 km un pennacchio di fumo scuro contenente cenere lavica che ricadrà nei territori di Milo, Fornazzo e Linguaglossa; il fenomeno dura alcune decine di minuti. Il 25 agosto dalla bocca occidentale della Bocca Nuova, alle ore 15.09, una forte esplosione genera una nube di cenere alta circa 1 km, provocando una leggera caduta di cenere nella zona Est del vulcano e nei giorni seguenti si verificano eventi simili, seppur di intensità molto inferiore. L'attività vulcanica riprende il 1º novembre con una sequenza di tre esplosioni in area sommitale nell'arco di pochi minuti, si tratta della manifestazioni esterna di una attività vulcanica che ha prodotto nei giorni a ridosso di questo evento, sciami sismici di lieve entità interessanti il versante orientale del vulcano.  Il 22 dicembre avviene una forte esplosione dalla bocca occidentale della Bocca Nuova che genera una nube di cenere alta alcune centinaia di metri, causando una leggere ricaduta di cenere sul comune di Linguaglossa.


L'Etna in eruzione il 13 gennaio 2011

2011 - A partire dal gennaio del 2011 l'Etna ha nuovamente dato segnali di vivace attività eruttiva caratterizzata da intense fasi parossistiche simili a quelle avvenute nel 2000. Gli eventi eruttivi avvenuti nell'arco del 2011 sono stati 18: 12/13 gennaio, 18 febbraio, 10 aprile, 12 maggio, 9-19-25-30 luglio, 5/6-12-20-29 agosto, 8-19-28 settembre, 8-23 ottobre, 15 novembre e hanno portato alla formazione del ribattezzato "Nuovo Cratere di Sud Est", un cono di piroclasti addossato all'apparato del 1971. Si può ben notare che dal mese di luglio gli eventi si sono verificati con un intervallo di tempo tra loro più ristretto per poi riprendere ad allungarsi a partire dalla fine di settembre. Il 3 dicembre, un'improvvisa esplosione ha interessato la Bocca Nuova, la quale aveva dato già segni di ripresa nel luglio dello stesso anno con attività stromboliana interna e blande emissioni di cenere. L'attività eruttiva del "Nuovo Cratere di Sud Est" ha provocato la caduta di diverse piogge di cenere sui paesi etnei. Il traffico aereo dell'Aeroporto Fontanarossa di Catania è andato incontro a diversi disagi e a chiusure forzate dello scalo a causa delle imponenti nubi di volta in volta formatesi. Fra questi eventi i più violenti sono stati quelli del 9 luglio, 20 agosto, 28 settembre e 15 novembre tra i quali gli ultimi due sono stati caratterizzati da fontane di lava alte 800 metri.




2012 - L'attività vulcanica dell'Etna è ricominciata nel gennaio del 2012 con uno dei più lunghi e violenti parossismi degli ultimi anni, avvenuto nella mattinata di giorno 5. Il 20° parossismo dal gennaio del 2011 ha avuto poi luogo tra l'8 ed il 9 febbraio del 2012, preannunciato da una discontinua attività stromboliana del Nuovo Cratere di Sud Est, ripresa il 27 gennaio. Il 21° escalation eruttivo parossistico, molto violento, si è verificato il 4 marzo del 2012, anche questo preceduto da blanda attività stromboliana nel mese di febbraio. Il 22º episodio è avvenuto due settimane dopo il precedente, nella mattinata del 18 marzo 2012, mentre il 23° parossismo (avvenuto sempre due settimane dopo il precedente) è avvenuto nella nottata del 1º aprile 2012, e sono stati entrambi molto violenti. Il 12 aprile un altro episodio molto violento ma breve ha dato spettacolo in tutta la Sicilia orientale e la Calabria Meridionale. Da segnalare, per questi ultimi sei eventi eruttivi, la formazione di piccoli flussi piroclastici e lahar, causata dall'interazione esplosiva fra le colate di lava e la spessa coltre nevosa che ricopre il vulcano. La 25a crisi parossistica, analoga alle precedenti, si è verificata nella notte tra il 23 e il 24 aprile. A partire dal 28 giugno 2012, il tremore vulcanico dell'Etna ha mostrato improvvisamente segnali di incremento dovuti alla risalita del magma, verso una nuova eruzione, ma nella notte del 3 luglio si ancora risvegliata la Bocca Nuova dando vita a una debole attività stromboliana intracraterica che è terminata del tutto nei primi di settembre, quando ha preso posto con una serie di piccole esplosioni il Nuovo CSE. Nel mese di ottobre, è nuovamente ricominciata una vivace attività stromboliana alla Bocca Nuova cessata completamente il 19 ottobre 2012. Dal 21 novembre al 2 dicembre 2012, sono iniziati dei deboli bagliori al NCSE provocati dall'emissione di gas caldo. I bagliori hanno raggiunto la maggiore intensità nella notte del 1-2 dicembre e successivamente sono rapidamente diminuiti per ricomparire nuovamente il 24 dicembre 2012. Durante l'intervallo 25-27 dicembre, il NCSE ha prodotto sporadiche e deboli emissioni di cenere accompagnate da un cospicuo aumento nell'emissione di gas.


Eruzione dell'Etna, il 28 Novembre 2013

2013 - Durante la notte fra il 9 e il 10 gennaio si ha l'inizio della prima attività eruttiva dell'Etna nel 2013, di carattere stromboliano, all'interno della Bocca Nuova, che durerà fino al 15 gennaio. Si registra attività, oltre che all'interno della Bocca Nuova, anche nel cratere denominato Nuovo c. di Sud-Est, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio e nella sera del 28 dello stesso mese. Nella serata del 30 gennaio, un altro episodio di forte attività stromboliana all'interno della Bocca Nuova dell'Etna. Nel secondo mese del 2013 l'Etna non tarda a farsi sentire: nella mattina del 2 febbraio, per poi ripetersi il 6 e l'8 dello stesso mese, si registra attività nella Bocca Nuova. Durante la mattinata del 19 primo parossismo del 2013: fontane di lava fuoriescono dal Nuovo Cratere di Sud-Est, per la prima volta dopo il 24 aprile 2012. L'evento si ripete durante le prime ore del giorno successivo e poi, ancora, durante il pomeriggio. Attività parossistica così intensa, dal punto di vista della frequenza (3 eventi in meno di 36 ore), si era verificata per l'ultima volta solo nel 2000. Nonostante ciò i parossismi continuano nella mattina del 21 e nella sera del 23 febbraio. Il 27 dello stesso mese si registra attività esplosiva, con qualche colata di lava, sia nella Bocca Nuova dell'Etna che alla Voragine che nei 13 anni precedenti era rimasta in quiete. Durante la notte dello stesso giorno, attività stromboliana, sia alla Voragine che alla Bocca Nuova, precede il nuovo parossismo del Nuovo Cratere di Sud-Est: la lava riesce a raggiungere la stazione di monitoraggio del Belvedere e la nube di materiale piroclastico arriva fino a Giarre, sulla costa ionica. Nella notte tra il 5 e il 6 marzo nuova eruzione dal Cratere di Sud-Est che si ripete ancora il 16, dello stesso mese. Entrambi caratterizzati, come i precedenti, da alte fontane di lava, emissione di colate di lava, e produzione di una nube di materiale piroclastico. Nel pomeriggio del 4 aprile, dopo 18 giorni dall'ultima eruzione, forti esplosioni e colate di lava caratterizzano il nuovo parossismo. Il 3 aprile un ulteriore evento parossistico. Tra l'8 e il 12 aprile, si registra attività stromboliana, dapprima con esplosioni ed emissioni di cenere e – in un secondo momento – caratterizzata da emissioni di lava, a intermittenza. È la decima dall'inizio del nuovo anno. Altri tre eventi ad aprile avvengono il 18, il 20 con fontane di lava alte fino a 1000 metri. Dopo una pausa di sei mesi, il 26 ottobre il vulcano dà vita al 14° parossismo del 2013, durante il quale, dopo anni di silenzio, è tornato in scena il cratere di Nord-Est, che ha prodotto per diverse ore una colonna molto densa di cenere. Altri parossismi si verificano l'11 novembre, nella notte tra il 16 e il 17 novembre, il 23 e il 28 novembre e nella notte tra il 2 e il 3 dicembre, per un totale di 19 attività parossistiche nel 2013. Quello che inizia nella tarda serata di sabato 14 dicembre e viene definito come il 20° parossismo, si rivelerà presto come una vera e propria eruzione terminale, che terminerà solo nei primi giorni del 2014.


L'Etna in eruzione nel febbraio 2014

Eruzioni dell'Etna del 2014 - Tra il 22 Gennaio e il 26 Marzo si registra attività persistente al Nuovo Cratere di Sud-Est, con esplosioni stromboliane e occasionali episodi di debole fontanamento lavico. L'11 Febbraio si verifica il crollo di una parte del cono e una nube di materiale piroclastico si riversa in Valle del Bove. Tra il 15 e il 18 Giugno si assiste ad un nuovo episodio eruttivo del Cratere di Sud-Est, di carattere stromboliano. Il 5 Luglio si apre una frattura eruttiva alla base orientale del Cratere di Nord-Est, che rimane attiva fino al 10 Agosto. Sulla frattura si aprono diverse bocche, la più attiva delle quali forma un nuovo cono di scorie. Dal 10 Agosto al 16 l'attività torna a concentrarsi al Cratere di Sud-Est. Il 28 Dicembre si registra un nuovo episodio parossistico allo stesso cratere, con fontane di lava e colate in direzione della Valle del Bove e sul versante sud-ovest.

Eruzioni dell'Etna del 2015 - Nei giorni 2 e 3 Gennaio dal Cratere di Sud-Est si verifica una cospicua emissione di sabbia vulcanica; in concomitanza con tale evento, ha inizio un'intensa attività stromboliana intracraterica al cratere Voragine, che si conclude solo il 18 Gennaio. Il giorno 1 Febbraio riprende l'attività eruttiva al Cratere di Sud-Est, con attività stromboliana intensa e l'apertura di una frattura alla base del cono e l'emissione di una colata in direzione SO. Nella notte dell'11 Maggio ha inizio una nuova fase di attività stromboliana allo stesso cratere; si apre una frattura sul fianco orientale del cono con l'emissione di una colata che avanza in direzione NE, verso la Valle del Leone e Monte Simone. L'episodio eruttivo cessa completamente il 16 Maggio. Dopo diversi mesi di silenzio, il 19 Ottobre l'Etna torna in attività con una modesta attività stromboliana alla Voragine, che si protrae ininterrottamente fino al 2 Dicembre. Il 25 Novembre entra in attività anche il Cratere di Sud-Est, con l'apertura di un nuovo cratere a pozzo sull'alto fianco orientale. Tra il 3 e il 5 Dicembre la Voragine è protagonista di 4 episodi parossistici di eccezionale intensità, tra i più violenti degli ultimi 20 anni, con fontane di lava alte più di 1000 metri e ricaduta di sabbia vulcanica che ha coinvolto anche Messina e Reggio Calabria.

Nel 2016 l'Etna è protagonista di una sola sequenza eruttiva, dal 17 al 26 Maggio. 17 Maggio: dopo diversi episodi di emissione di cenere nei mesi precedenti, in serata dal Cratere di Nord-Est ha inizio un'attività stromboliana, che prosegue con intensità variabile durante la notte e il mattino del giorno successivo. 18 Maggio: alle ore 12:50 ha inizio un'attività stromboliana al cratere Voragine, che si evolve rapidamente in fontana di lava pulsante. Si origina un trabocco lavico dall'orlo occidentale della Bocca Nuova, già colma dei prodotti eruttati dalla Voragine a Dicembre 2015, e la colata si dirige verso Ovest percorrendo un paio di chilometri lungo il fianco occidentale dell'Etna. Durante l'evento parossistico si aprono due bocche esplosive alla base del Cratere di Nord-Est. Il fontanamento lavico alla Voragine si esaurisce alle ore 16:30. 19 Maggio: alle ore 7:00 ha inizio un nuovo episodio parossistico alla Voragine e si verifica un nuovo trabocco lavico dall'orlo occidentale della Bocca Nuova, sovrapponendosi a quella emessa il giorno precedente. 21 Maggio: dalle ore 3:40 alle ore 8:00 ha luogo un terzo episodio parossistico alla Voragine e da una frattura sul fianco sud-orientale del cratere si verifica l'emissione di una modesta colata lavica. 22 Maggio: nel pomeriggio si osserva la ripresa dell'attività stromboliana al Cratere di Nord-Est. 23 Maggio: nella notte si esaurisce l'attività stromboliana al Cratere di Nord-Est. Alle ore 21:00 riprende l'attività stromboliana alla Voragine, che raggiunge il culmine nella notte tra il 24 e il 25 Maggio ed esaurendosi del tutto la notte successiva.


L'Etna in eruzione nel 2017

Nel 2017 alle ore 18:00 del 27 febbraio l'attività stromboliana presente già dal 23 febbraio si è intensificata dando luogo ad una colata lavica dalla sella tra i due coni di sud-est; la colata si è diretta a sud-ovest, verso Monte Frumento Supino.


GIRO DELL'ETNA


L'Etna vista dalla campagna di Randazzo

Un'ottima strada di 140 km, che si svolge alle falde del vulcano, permette di compiere il giro della montagna. Essa è costituita da più tronchi: statale 114 da Catania a Fiumefreddo (questo tratto può essere sostituito dalla strada Catania-Trecastagni-Zafferana Etnea-Linguaglossa di 46 km); statale 120 da Fiumefreddo al bivio dopo Randazo;   di qui fino ad Adrano la statale 284; da ultimo la statale 121 fino a Catania. 
II percorso è bellissimo sia per la varietà e il contrasto dèi paesaggi che si susseguono salendo dal mare fin quasi ai 1000 metri di altezza, e passando da una vegetazione lussureggiante all'aspetto desolato delle lave, sia per l'interesse dei vari centri che si incontrano, come Randazzo, Adrano e Paternò. II giro del monte si può compiere anche con le automotrici e con speciali pullman della Ferrovia Circumetnea, in partenza da Catania.

Strada dell'Etna (DA CATANIA ALLA CASA CANTONTERA) km 34, la più comoda e frequentata via d'accesso al vulcano. Si esce da Catania per la  via Etnea e a una rotonda, detta barriera del Bosco, si tiene a sinistra passando tra due obelischi; presto si dispiega il panorama di Catania. Traversata, km 8, Gravina di Catania 355 metri, si raggiunge Mascalucia m 420, centro di produzione di rinomati vini. Si costeggia a  sinistra la colata lavica del 1669. Poi Nicolosi m.698, ove ha sede l'ufficiò di prenotazione delle guide per l'ascensione al vulcano (necessaria per gruppi).
La strada costeggia  il piede dei M. Rossi, uno dei maggiori coni secondari dell'Etna, formatosi nell'eruzione del 1669, traversa la colata lavica del 1886, risale le lave del 1910 passando tra i due coni di M. San Leo m 1198 a sinistra e di M. Rinazzi m 1166 a destra, e attraversato il bosco della Ferrandina, tocca il piede del M. Manfrè m 1400, sparso di villini. Si lasciano a sinistra due strade per il Gruppo Albergo Etna, a m 1730 circa in zona residenziale a villini, per l'Osservatorio Astrofisico dell'Università di Catania (dotata di due telescopi di 91 e di 60 cm di apertura), e per la bella pineta di Sena la Nave. Si giunge, km 34, al vasto piazzale di sosta delle auto m 1881, dal quale si ha una vista stupenda sull'immane pendio della montagna e il mare. Sopra il Piazzale sorge il Rifugio Albergo  Sapienza 1910 metri del C.A.I.

Al di là del piazzale la strada prosegue fin oltre la sella dei M. Silvestri (eruzione del 1892) e di qui scende a Zafferana Etnea. - Dal rifugio Sapienza si può raggiungere per sentiero (ore 2) il Rifugio Gino Menza m 1685, base per numerose traversate e per la visita (ore 6) alla spettacolosa valle del Bove.


Treno dei Vini dell'Etna

Salita al cratere - Una cabinovia dal rifugio Sapienza sale a quota 2700 (ristorante self-service) e di qui con un servizio di automezzi speciali in sostituzione del 2° tronco della funivia distrutto dall'eruzione del 1971 si sale al rifugio Torre del Filosofo, poi passando sul luogo ove esisteva prima dell'eruzione l'Osservatorio, si avvicina l'orlo del cratere (punto più alto dell'orlo m 3261), all'interno del quale sorgono tre coni intercraterici (il più alto giunge a m 3323) e si aprono tre voragini, cavità circolari dalle pareti in parte a picco, attorno e dentro alle quali sono numerose spaccature fumanti, e nel cui fondo spesso affiora il magma incandescente.
Spettacolosa è la vista che di qui si gode e che abbraccia tutta I'isola come in un rilievo topografico, spingendosi, con tempo chiaro, fino a Malta. Speciali escursioni notturne dal Rifugio Sapienza, consentono di godere lo spettacolo veramente unico del levar del sole sul vulcano e sull'isola. Sul fianco NE del cono terminale sorge il cratere subterminale di NE, spesso in spettacolare attività esplosiva (con lancio di scorie e di sabbia vulcanica fino a 150-200 m d'altezza) ed effusiva (con piccole lingue laviche) che merita di essere osservata specie al tramonto e all'alba.

NB - Il 21 giugno 2013 la XXXVII sessione del Comitato UNESCO, ha inserito il Monte Etna nell'elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell'umanità.