martedì 26 giugno 2018

LE COSTE DEL MAR ROSSO (The coasts of the Red Sea)



LE COSTE DEL MAR ROSSO

NUOVE BELLEZZE EGIZIANE DA SCOPRIRE SOTT'ACQUA

Nel deserto che si estende a est del Nilo, chiamato orientale, non ci sono le numerose oasi del Deserto occidentale; tuttavia questo territorio arido e roccioso gode del vantaggio di essere lambito dal mare, quel mare che per gli antichi Egizi era una porta spalancata verso le misteriose regioni da cui proveniva l'incenso, il profumo indispensabile ai riti cultuali in onore degli dei.


Il pugnale di Gebel el-Arak

L'altra sponda del Mar Rosso, chiamata sorprendentemente dagli Egiziani Tonutir, la "terra del dio" (o terra divina), segna i confini dell'Arabia. Non sappiamo con precisione l'origine di tale nome: esso evoca forse l'incenso? O piuttosto le regioni dove nasceva il sole? Sappiamo però che in epoca predinastica i popoli di questa regione invasero la valle del Nilo, come testimonia il ritrovamento del celebre pugnale di Gebel el-Arak, custodito al Louvre. 
Lo stile delle incisioni sul manico di questo pugnale dalla lama di pietra ha indotto gli studiosi a supporre che gli invasori fossero antichi Sumeri. Ma in questo caso, come si spiega l'aspetto semita dell'antico uomo egiziano, già riscontrato nell'epoca predinastica, quando è noto che gli antichi Semiti erano originari di una regione che si estendeva dalla Siria al nord dell'Arabia?


Tempio dedicato a Hatshepsut - Deir el-Bahri

Durante tutto l'Antico Regno, gli Egizi non furono molto interessati alla navigazione sul Mar Rosso, ma già sotto Sahuré, il secondo sovrano della V dinastia, è testimoniata una spedizione, la prima forse, verso questo misterioso Paese dagli Egizi chiamato Punt. È però a partire dal Medio Regno che le coste egiziane del Mar Rosso e le piste che vi conducevano iniziarono sicuramente a essere battute. Alla fine della XI dinastia, vicino all'attuale Kosseir (El Quseir) venne costruito il porto di Taau, il Leukos limen, "porto bianco" per i Greci. Vi si accedeva partendo da Copto attraverso il Wadi Hammamat, noto per le sue cave. Il porto di Taau fu certamente la base di partenza della famosa spedizione verso le misteriose regioni del Punt, voluta dalla regina Hatshepsut e raffigurata sulle pareti del tempio a lei dedicato a Deir el-Bahri.


Bassorilievi di Deir el-Bahri 

Punt potrebbe essere la versione egiziana di Pun, nome indigeno che si vorrebbe far risalire a Poeni, a sua volta forma latina del nome dei Cartaginesi; questi ultimi altro non erano che i Fenici, giunti forse attraverso l'Arabia. In origine è possibile che Punt fosse usato per indicare la parte dell'Arabia meridionale da cui proviene il miglior tipo di incenso. Tuttavia, il Paese descritto e raffigurato sui bassorilievi di Deir el-Bahri fa piuttosto pensare alla costa bassa e lagunare della Somalia: le dimore sono capanne su palafitte, ma gli abitanti sono di pelle rossiccia e di aspetto molto simile agli egiziani, anche se la regina sembra eccessivamente formosa.


Questo rilievo raffigura incenso e mirra ottenuti dalla spedizione di Hatshepsut a Punt

I prodotti importati da Punt erano legni pregiati, resine aromatiche, alberi da incenso, ebano, avorio, oro, scimmie, levrieri, pelli di leopardo.
In seguito, le spedizioni marittime continuarono, ma si dovette attendere l'epoca dei Tolomei perché sulle coste fossero costruiti numerosi porti. Iniziò, allora, un fiorente commercio con i porti africani dell'oceano Indiano prima, con l'India poi.

Nel II secolo d.C., i commercianti greci dell'Egitto si spinsero fino a Zanzibar e approfittarono dei monsoni per raggiungere le coste indiane e Ceylon. Oggi, la regione di Hurgada sta sempre più attrezzando le sue coste alle esigenze del turismo moderno, mentre la scoperta di giacimenti di petrolio, a nord, ha reso questa desertica striscia di terra un bene prezioso.

Dal punto di vista biologico, il Mar Rosso è un mare ricco di specie, con una fauna di tipo tropicale, che risente di influssi mediterranei. La flora marina, alquanto scarsa, presenta alcune alghe tipiche, che talvolta formano estese velature superficiali di color rosso-bruno. Le risorse della pesca, che sarebbero notevoli, trovano un limite allo sfruttamento negli ostacoli del clima e delle barriere madreporiche e coralline del fondo costiero.









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