domenica 12 agosto 2018

IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA (Maiella National Park)




IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

Il Parco nazionale della Majella, istituito nel 1991, è uno dei tre parchi nazionali dell'Abruzzo compreso tra le province di L'Aquila, Pescara e Chieti. Il Parco tutela un territorio estremamente ricco e variegato, con faggete, dirupi, valloni e altipiani carsici, che concorrono a costituire un patrimonio naturalistico unico. La montagna della Majella è considerata dagli abruzzesi la "montagna madre', mentre lo storico ed erudito romano Plinio il Vecchio l'aveva definita il'padre dei monti".




La culla di una civiltà

La Majella è stata abitata fin dal Paleolitico da comunità di cacciatori-raccoglitori che si cibavano delle risorse che la montagna era in grado di offrire. Alcune importanti testimonianze di questo periodo sono state rinvenute nei siti di Valle Giumentina, Grotta degli Orsi e Grotta del Colle. Nel Neolitico si è avuto il passaggio all'agricoltura e all'allevamento come forme di sussistenza, le testimonianze risalenti a quest'epoca si hanno nei numerosi resti di scheletri umani, completi di cranio, come quello rinvenuto nel 1914, nella località Fonti Rossi di Lama dei Peligni, che ha permesso di parlare senza dubbio dell"'uomo della Majella".
Alcune pitture rupestri si possono vedere in alcune località come le Grotte del Mortaio, del Buco Maledetto e del Gatto di Bolognano, il Riparo dei Corpi Santi di Lama dei Peligni, alle falde del Morrone, sopra l'Eremo di Sant'Onofrio e di Busciara di Pacentro. È con l'età del rame che si sviluppa una vera e propria pastorizia, mentre all'età del bronzo risalgono alcuni manufatti in ceramica o in bronzo e pitture nere su rupi e in grotte.


Eremo di San Bartolomeo in Legio

Fortificazioni e abbazie

La successiva età del ferro è rappresentata dagli Italici, una delle popolazioni indoeuropee scese dall'Europa centro-settentrionale. Attorno ai massicci principali si rinvengono i tipici centri fortificati megalitici che risalgono al periodo compreso tra il IX e il M secolo a.C.
A partire dal III secolo a.C. i popoli che si trovavano nella zona vennero via via romanizzati e venne rilanciata la pastorizia e perfezionata la rete stradale, con conseguente sviluppo della pratica della transumanza orizzontale. Dal IV secolo è iniziata la cristianizzazione del territorio, segnato poi dall'invasione longobarda. I Franchi hanno sovrapposto la propria dominazione a quella longobarda soprattutto attraverso le fondazioni monastiche, è in questa epoca che sorgono le due grandi abbazie benedettine di San Vincenzo al Volturno e di San Clemente a Casauria. Successivamente all'anno Mille si è assistito all'esplosione del fenomeno dell'eremitismo. Ai grandi monasteri si deve l'avvio del popolamento delle aree più elevate e interne del massiccio montuoso.


San Clemente a Casauria

I secoli compresi fra l'anno Mille e il milleduecento sono quelli in cui si afferma maggiormente l'architettura religiosa. A partire dalla seconda metà del secolo XIII fino all'inizio del XIV alcune zone poste lungo le principali rotte mercantili si sono ingrandite e hanno acquistato importanza, come nel caso di L'Aquila, Popoli, Sulmona, Castel di Sangro.
Alla dominazione dei Toscani è seguita quella dei Lombardi, che è durata fino al XVII secolo. Molte vicissitudini storiche sono testimoniate dalle costruzioni che ancora oggi si possono osservare nei centri abitati del Parco.
In generale si può dire che in seguito all'unificazione d'Italia i principali cambiamenti per la vita dell'alta montagna abruzzese furono prevalentemente negativi (brigantaggio, decadenza dell'industria ovina, esodo della borghesia, disoccupazione e fuga verso le città, solo per citarne alcuni).


Fauna


Orso marsicano

Il Parco della Majella ospita il nucleo di orsi marsicani più importante presente fuori dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e relativa Zona di Protezione Esterna: la stima del 2015 è da 5 a 9 esemplari.


Camoscio dell'Appennino

Nel Parco è presente la popolazione di camosci appenninici più importante in assoluto: circa 1.000 capi nel 2017. Da ricordare che il camoscio si era estinto in passato, ma fu reintrodotto nel 1991 prelevando alcuni esemplari dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.


Lupo dell'Appennino

Il lupo appenninico è presente con una popolazione (2013) di almeno 50 esemplari stabili, raggruppati in 11 branchi, più numerosi individui isolati ed erratici, per un totale di 70 - 80 lupi.


Cervo  nella Majella

Il cervo fu reintrodotto negli anni ottanta nelle riserve naturali statali e ora conta circa 700 - 800 capi. La reintroduzione del cervo e del capriolo nella Majella.


Capriolo  nella Majella

Anche il capriolo fu reintrodotto nel Parco nello stesso periodo del cervo e ora è una presenza comune in questa area protetta, anche se non se ne conosce il numero.


Volpe nella Majella

Mammiferi: cinghiale, lepre, camoscio d'Abruzzo, cervo, capriolo, donnola, faina, gatto selvatico, istrice, orso marsicano, lontra, lupo appenninico, martora, moscardino, puzzola, riccio, rinolofo maggiore, tasso, talpa, vespertilio smarginato, volpe.


Vipera dell'Orsini

Rettili: il colubro di riccioli, la vipera dell'Orsini, la lucertola campestre, il ramarro.


 Salamandrina terdigitata

Anfibi: salamandrina terdigitata, l'ululone dal ventre giallo.


Picchio dorsobianco

Uccelli: l'aquila reale, l'astore, la cinciarella, il codibugnolo, il falco pecchiaiolo, la coturnice, il falco pellegrino, il fringuello alpino, il gheppio, il gracchio alpino, il gracchio corallino, il lanario, il merlo, il picchio dorsobianco, il picchio muratore, il piviere tortolino, il sordone, lo sparviero.


Aquila reale

1 commento:

Tomaso ha detto...

Caro Loris, purtroppo non ci sono mai stato! Sono contento che tu ci ai fatto vedere la bellezza di questa regione, una regione che rende orgogliosa l'Italia nel mondo!!!
Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso